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È in corso la terza edizione della Settimana Italiana dell’Insegnante dove chiunque può ringraziare un proprio insegnante tramite l’hashtag #RingraziaUnDocente.

A questo proposito, abbiamo pensato di elencare 5 motivi per cui si dovrebbe ringraziare un docente ora, in questo momento.

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ABBIAMO DISPERATAMENTE BISOGNO DI LORO. MILIONI DI LORO

Secondo l’UNESCO, solo per far sì che entro il 2015 ogni bambino completi la scuola primaria ci sarà bisogno di quasi quattro milioni di insegnanti. In parole povere, si tratta di 1.4 milioni di nuovi ruoli (e di circa 2.6 milioni di sostituzioni) per raggiungere un’educazione primaria universale.

Soltanto 81,000 insegnanti sono richiesti in Asia centrale, mentre nella regione sub-Sahariana si sale a 1.4 milioni. Secondo le linee guida del 1996, cambiare il ruolo degli insegnanti è uno dei modi per “superare ogni mancanza esistente di insegnanti competenti e con esperienza.”

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SE CI SONO MENO INSEGNANTI, CI SARANNO PIÙ CLASSI POLLAIO

La dimensione delle classi è un problema che era già stato menzionato nel 1966 e che persiste in molti paesi al giorno d’oggi. “La dimensione delle classi dovrebbe permettere agli insegnanti di dedicare attenzioni individuali agli studenti,” secondo gli studi dell’ILO/UNESCO.

Dati del 2012 mostrano come – tra i paesi industrializzati o OECD – nelle classi della scuola primaria pubblica c’erano 21 studenti; nelle classi delle scuole pubbliche secondarie di primo grado ce n’erano 24.

Negli Stati Uniti, con una media rispettivamente di 22 e 28, gli insegnanti di alcuni stati dovevano destreggiarsi con classi da 30 o più studenti. Ad ogni modo, questi numeri non sono nulla in confronto alla Cina, dove una classe tipo della scuola primaria contiene 38 studenti, mentre la sua controparte in una scuola secondaria di primo grado può arrivare ad ospitarne 52. Alla faccia delle attenzioni individuali.

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FANNO MOLTO PIÙ CHE PREPARARE LA LEZIONE DEL GIORNO

Gli insegnanti della scuola secondaria – negli Stati Uniti, i professori delle scuole medie – passano meno dell’80% del tempo occupandosi della lezione effettiva. Perlomeno secondo il questionario del 2013 “Teaching and Learning International Survey (TALIS)”, che intervistava circa tre dozzine di paesi. (I responsi statunitensi non erano stati inclusi nelle medie internazionali a causa di un livello di risposte troppo basso.)

Come passano il resto del tempo? All’incirca il 13% (8 minuti su un’ora di lezione) viene usato per tenere sotto controllo il comportamento degli studenti. Un altro 8% viene speso ad occuparsi di compiti amministrativi.

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LA SOCIETÀ STA PERDENDO FIDUCIA IN LORO

Accidenti. 6.3 su 10: questo è il punteggio ottenuto dalla Varkey Gems Foundation alla domanda “Ti fidi della capacità degli insegnanti di fornire una buona educazione?” – nell’ambito del Global Teacher Status Index del 2013.

Ad ogni modo, fa notare l’organizzazione, la fiducia non è necessariamente collegata al successo accademico.

La Finlandia, i cui successi accademici sono ben noti agli appassionati del settore dell’istruzione, aveva uno tra i più alti punteggi per quanto riguardava la fiducia, poco più di 7. A migliaia di chilometri, in Brasile, dove gli intervistati si fidavano ciecamente dei professori, i risultati dei test erano terribili.

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NONOSTANTE TUTTO, AMANO ANCORA IL PROPRIO LAVORO

Già, proprio così. Uno strabiliante 91.2% tra gli insegnanti della scuola secondaria intervistati nel TALIS del 2013 era d’accordo o fortemente d’accordo con la frase, “A conti fatti, sono soddisfatto del mio lavoro.” Di nuovo, quella statistica non include gli Stati Uniti. Per quel che vale, l’89.1% degli intervistati americani era d’accordo con quella frase.

Trova il tempo di ringraziare un insegnante per il suo ruolo, a prescindere dalle circostanze esterne (come i fondi e la burocrazia) con le quali combattono ogni giorno. Una frase di apprezzamento può fare molto per chi, secondo l’UNESCO, non fa niente di meno che contribuire “allo sviluppo dell’uomo e della società moderna.”

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