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Ah, l’ascoltare, che competenza trascurata. Mi ricordo che quando ero un’insegnante di lettere non era necessariamente una priorità; ero troppo occupata ad affinare altre capacità più misurabili – lettura, scrittura, e parlato. Ma quando pensiamo alla preparazione alla carriera o all’università, la capacità di ascoltare è altrettanto importante. Questo viene messo in evidenza dal ruolo integrale che l’ascolto ha nella collaborazione e nellacomunicazione, due delle quattro C dell’apprendimento del ventunesimo secolo. (pensiero Critico, Collaborazione, Creatività e Comunicazione).

Quindi come si fa a rendere i ragazzi degli ascoltatori migliori? Date un’occhiata a queste tattiche per spronarli verso un livello più profondo di ascolto che includa la responsabilità dello studente.

 

studenti degli ascoltatori migliori

 

Strategia#1: Ditelo una volta sola

Ripeterci in classe creerà un tipo di ascolto pigro nei nostri studenti. Se i ragazzi sono abituati a sentire le istruzioni due, tre, persino quattro volte, ascoltare la prima volta diventa superfluo. Cominciate l’anno dimostrando di essere un insegnante che ripete le istruzioni solo raramente, e vedrete che tireranno su le orecchie.

Ovviamente non potete lasciare gli studenti distratti a brancolare nel buio, perciò, a quelli che si dimenticano di ascoltare, potete consigliare di chiedere al compagno di banco prima di chiedere a voi, riducendo la loro dipendenza dal docente come unica persona che può rispondere ad una domanda in classe (questo strategamma merita un approfondimento…)

 

Strategia #2: Giratevi e parlate

Un modo per ispirare l’ascolto attivo nei vostri studenti è di fargli fare degli esercizi di ascolto. Potrebbe essere qualcosa del genere: “Descriverò un argomento. Farò delle pause e vi chiederò di girarvi verso il vostro compagno e spiegargli quello che avete sentito.” Potete chiedere agli studenti di fare a turni e cambiare chi parla e chi ascolta ogni volta che fate una pausa, e intanto voi potete andare in giro ad osservare le loro conversazioni (che vi permetterà anche di controllare che abbiano capito).

 

Strategia #3: Segnalate a gesti

Chiedere agli studenti di prestare molta attenzione e dirgli che in seguito dovranno fare dei segnali non-verbali è uno strumento fantastico per affilare le loro capacità di ascolto. Può essere qualcosa del genere: “Leggerò la dichiarazione di un ex-presidente in cui spiega perché creda che a volte la guerra sia necessaria. Quando avrò finito, condividerete la vostra opinione mostrando un dito se siete d’accordo, due dita se non siete d’accordo, e tre dita se siete indecisi o se avete una domanda.” Questa strategia permette a tutta la classe di partecipare e dare una risposta. E’ anche molto apprezzata dai ragazzi che sono un po’ più timidi, fornendogli una “voce”.

 

Strategia #4: Prestate attenzione, fate una pausa, parafrasate

Gli studenti hanno bisogno di opportunità strutturate per trattenersi dal parlare e concentrarsi sull’ascoltare, specialmente quando lavorano in gruppi. Provate questa strategia:

  • Quando degli studenti parlano a coppie o in gruppo, fateli parlare uno alla volta (possono fare a turno).

  • Chiedete agli altri di ascoltare attentamente chi sta parlando, e di evitare di esprimere una risposta mentrel’altra persona sta parlando. Ditegli di ascoltare e basta, niente di più. (questo è un compito difficile persino per gli adulti!)
  • Quando una persona smette di parlare, la prossima fa un bel respiro prima di cominciare e poi parafrasa una parte di ciò che il suo compagno ha appena detto: “Tu credi che…” “Tu non sai se…”.
  • Dopo aver parafrasato il proprio compagno, può poi continuare con un affermazione personale: “Capisco quello che dici…” “Non so se sono d’accordo…”.

Le frasi per iniziare una discussione sono uno strumento utile per gli studenti, che in questo modo imparano un modo nuovo di fare conversazione. E’ anche di molto aiuto per gli studenti vederle in azione. Chiedete a un paio di studenti di dare l’esempio davanti a tutta la classe, o fate venire un altro adulto in visita per farvi da partner.

 

Strategia #5: Create delle domande

Se i vostri studenti stanno ascoltando un discorso, guardando un documentario, o ascoltando una storia letta ad alta voce, dividetela in pezzi fermandovi ogni tanto e fategli scrivere una o due domande su ciò che hanno appena sentito. In questo modo, gli studenti ascoltano attivamente cercando qualsiasi cosa che li lasci confusi o incerti – questo necessita un alto livello di concentrazione. E’ importante fornire degli esempi per questo, dato che tipicamente a scuola veniamo addestrati a cercare informazioni e risposte invece di concentrarci su ciò che non si capisce o che è ancora un mistero.

 

Parole Di Motivazione

I bravi ascoltatori sono sia rari che preziosi. E’ importante farlo sapere agli studenti, compreso il fatto che le persone che ascoltano davvero – che guardano negli occhi, mostrano interesse, e si trattengono dall’interrompere gli altri durante una conversazione – sono facilmente amati e rispettati.

Ecco anche qualche citazione da dire agli studenti e/o da appendere in classe:

Se parlare è argento, allora ascoltare è oro.” – Proverbio turco.

Niente è per caso: se abbiamo una bocca e due orecchie significa che possiamo ascoltare il doppio di ciò che possiamo dire.

Una delle forme più sincere di rispetto è ascoltare davvero ciò che l’altro ha da dire.” – Bryant McGill, autore.

 

Vi segnaliamo i migliori testi sulla GESTIONE DELLA CLASSE, scelti accuratamente da insegnanti e da Your Edu Action

 

Questo libro riesce a dare informazioni utili in un tono neutro ed efficace (e dimostra, a mio avviso, che l’autore ha compreso bene le cose di cui parla, elemento che depone decisamente a suo favore). La cosa migliore di questo libro è che non presenta i contenuti corredati da espressioni ovvie – comuni in questo ambito – come “per insegnare bisogna amare questo lavoro”, “l’insegnamento è una missione” o “quando i ragazzi hanno problemi, dobbiamo pensare che potremmo essere noi, i problemi” legittime, certo, ma che spesso allontanano molti docenti da un serio lavoro di automiglioramento in quanto chi è già di tali avvisi trova solo conferme alle sue idee, chi invece ha un approccio meno emotivo si sente giudicato. Consiglio, quindi, questo libro a tutti coloro che vogliono trovare consigli pratici e spunti di riflessione non – troppo – buonistici.Un insegnante

Un testo chiaro e corredato di utili esempi che facilitano il lavoro da svolgere. Ogni docente dovrebbe poterlo consultare per migliorare le sue capacità educative. Ottimo!Un insegnante

Diviso per argomenti con un’introduzione teorica non troppo impegnativa ma abbastanza esauriente e chiara, illustra con casi i problemi più comuni e strategie di comportamento. Non è sempre detto che funzionino in modo così immediato, ma sono consigli che ti permettono di valutare punti di vista differenti.
Ci sono spazi di riflessione personale, con domande stimolo, probabilmente utili in momenti di studio a gruppo.
Adatto in particolare a persone che insegnano da poco, ma anche per dare indicazioni non scontate per problemi sempre più frequentiUn'insegnante

L’autore, inglese, pone sullo sfondo l’organizzazione scolastica britannica. Nonostante ciò i suoi consigli sono talmente pratici che possono essere utili anche in Italia. Lo consiglio a docenti di medie e superiori.
Per essere di aiuto alla vita quotidiano di un docente, un libro di questo tipo deve essere scritto da chi vive in classe tutti i giorni. L’autore di questo libro è un docente e preside, perciò sa quali sono i problemi reali in classi.Un'insegnante

di Rebecca Alber

http://t.co/HEayLKb0oH


 

In che modo insegnate ad ascoltare attivamente nella vostra classe? Fatecelo sapere nella sezione dei commenti.

 

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