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Sempre più spesso, gli insegnanti devono fare i conti con dei ragazzini più che vivaci, poco interessati all’apprendimento e difficili da “arginare”. Per questo motivo, Jonas Harryson, che fa l’insegnante da circa 16 anni, ha adottato un nuovo metodo per relazionarsi con i propri studenti.

Vedendo che, negli ultimi 5 anni, risultava inutile punire i “cattivi” ed elogiare i “bravi”, ha capito che i problemi dei suoi alunni dovessero essere risolti, prima di tutto, a casa.

Appello del Maestro

Le 3 regole dell’insegnante

In questo modo, l’insegnante ha reso pubbliche, tramite il suo profilo Facebook, le tre regole che, secondo lui, i genitori degli studenti di tutto il mondo devono rispettare. Il suo appello, in poche ore, ha fatto il giro del web.

Secondo la prima regola, i ragazzini non devono essere viziati. Jonas Harryson, infatti, ha scritto: “Per i bambini è molto difficile annoiarsi! Hanno sempre bisogno di fare qualcosa. Per favore, smettetela di viziarli! Non è pericoloso per loro se, qualche volta, finiscono per annoiarsi”. In effetti, i bimbi sono sempre sottoposti a moltissimi stimoli, spesso eccessivi, dai quali è necessario che si prendano una pausa.

Ecco cosa devono fare i genitori degli studenti

Regola numero 2: i genitori devono imparare a giocare con i propri figli. L’insegnate ha dichiarato: “Ho fatto la conoscenza di molti genitori che si dicono orgogliosi del fatto che i loro bambini sappiano leggere e contare prima di iniziare la scuola. Mi dispiace dirvelo, ma è fin troppo facile insegnare loro a leggere e a contare. Piuttosto, insegnate a giocare, ad essere dei buoni amici per gli altri e a condividere ciò che possiedono”. A causa delle vite frenetiche, vi è la tendenza, da parte dei genitori, ad iscrivere i propri figli a quanti più corsi o sport possibili, senza concentrarsi sulle cose davvero importanti: creare una buona relazione con i bambini.

La terza e ultima regola dettata da Jonas Harryson, infine, sostiene la necessità di tornare all’uso delle “paroline magiche”: grazie e per favore. “Il terzo punto è che molti bambini trovano difficile mostrare gratitudine sia verso gli altri bambini sia verso gli adulti. Mi sento sempre rispondere ‘Posso averne un altro po’?’ oppure ‘Tutto qua? Non ce ne da un altro? Che fine hanno fatto le magiche parole perfavore e grazie?”.

1 COMMENTO

  1. Pura verità, questi bimbi già vivaci, diventano iperattivi con tutte le attività che gli organizzano i genitori,calcio, corsi pomeridiani di qualsiasi cosa, compleanni con animazione e trucco, è proprio vero se sono dici minuti a casa senza fare nulla li senti dire- ( mi annoio che posso fare? almeno posso giocare al computer )

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