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Qualche anno fa, nella scuola dove insegnavo, non riuscivamo ad ottenere risultati accettabili in termini di pulizia delle aule: non esisteva la raccolta differenziata, i cestini debordavano di tutto di più e i pavimenti erano coperti da cartacce e sporcizie varie, nonostante i minuti concessi per ripulire. Era davvero complicato tenere l’aula pulita!

La situazione era aggravata dal fatto che le nuove riforme scolastiche prevedevano un forte contrazione del personale non docente di contro ad un aumentato numero degli alunni per classe.

Divenne quindi sempre più prioritario trovare un modo per insegnare ai ragazzi l’importanza del rispetto dell’ambiente in cui viviamo.

Noi docenti pensammo di sensibilizzarli facendo toccare loro “con mano” questa realtà così ben teorizzata nel testo di educazione civica.

Concordemente con il Preside, bandimmo un concorso dal titolo Aula Pulita, che consisteva in una competizione aperta a tutti gli alunni: la classe che, durante l’anno scolastico, avesse ottenuto il miglior risultato per la pulizia dell’aula, avrebbe vinto una gita in Versilia.

aula pulita

La valutazione sarebbe stata di competenza dei custodi. La proposta venne sottoposta e approvata anche dal Consiglio d’Istituto e la “gara” ebbe inizio.

Ogni giorno, al termine dell’orario scolastico, i custodi monitoravano tutte le classi a seconda del piano di competenza, assegnando a ciascuna un voto. La media dei voti ottenuti al termine dell’anno decretò la classe vincitrice.

L’iniziativa ebbe gran successo e gli alunni diventarono sempre più attenti nel mantenere l’aula pulita.

L’obiettivo importante, far comprendere la valenza educativa del rispetto dell’ambiente, fu quindi raggiunto: “pulito è bello” divenne lo slogan adottato dai ragazzi che si dedicarono alla pulizia delle aule più per piacere che per dovere.

Oggi trovo che la situazione sia migliorata. Da quando è stata introdotta la raccolta differenziata anche all’interno delle scuole, con contenitori in ogni aula, gli alunni sono i primi a stare attenti a dove gettare i rifiuti ed hanno molta più consapevolezza del problema ambientale.

Trovo pertanto un controsenso che la pulizia delle aule faccia parte delle sanzioni assegnate agli alunni che hanno commesso delle scorrettezze: l’attività viene caricata in questo modo di una valenza negativa in quanto l’alunno si sente obbligato a svolgere un compito che di per sé non vivrebbe come un peso.

 


Autore articolo
Elisabetta Magnolfi

Elisabetta Magnolfi

Insegnante

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