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Da bambini ci è spesso capitato di svolgere degli esercizi per casa, ottenendo, però, delle risposte scorrette. Colpa della necessità di avere un tempo maggiore per l’apprendimento oppure di qualche errore di distrazione, comunque, il maestro ci segnava irrimediabilmente i nostri risultati come sbagliati.

Questo è anche il caso di Jaime, un bambino spagnolo di soli 7 anni, che si è reso protagonista di una storia davvero incredibile e di un’enorme croce disegnata con la penna rossa sopra il foglio dei compiti.

Il bambino ha sbagliato totalmente l’esercizio

Una volta tornato a casa, il bambino avrebbe, infatti, iniziato a svolgere l’esercizio di matematica dettato dal maestro. Il problema, però, risiede nel fatto che, il giorno seguente, l’insegnante avrebbe considerato le soluzioni come totalmente erronee.

Ignacio, il padre di Jaime, dopo essere venuto a conoscenza del fatto, ha pubblicato, tramite il suo account Twitter, la foto dell’esercizio, commentando: “L’unico a non averlo capito è stato il suo maestro”.

L’origine dell’errore

Nella consegna dell’esercizio, comparivano queste istruzioni: “Scrivi in cifre i seguenti numeri”. Il bambino, tuttavia, avrebbe preso alla lettera l’indicazione, scrivendo effettivamente i seguenti numeri, rispetto a quelli dati dal compito. In questo modo, “dieci” è diventato 11, “novantotto” 99, “ottantuno” 82, “sessantasei” 67 e “trenta” 31.

Ovviamente, il maestro non ha compreso la grande “creatività” e la mala interpretazione fornita dall’alunno, sostenendo che si trattassero semplicemente di risposte sbagliate.

“Rideremo di questo esercizio”

In poche ore, la foto pubblicata dal padre di Jaime è diventata virale: ha scatenato più di 80mila “like” e 4mila commenti. Però, Ignacio, intervistato dai giornalisti di HuffPost Spagna, ha voluto chiarire di aver semplicemente voluto raccontare in modo scherzoso un avvenimento e di non aver avuto la minima intenzione di attaccare l’insegnante.

Il padre del bambino, addirittura, ha chiarito: “Quello di Jaime è un gran insegnante e lavora in un’ottima scuola. Do tutto il mio appoggio ai docenti! Sono sicuro che rideremo di questo esercizio al prossimo incontro con i docenti”.

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