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Che cos’è l’empatia? Sicuramente un sentimento poco utilizzato al giorno d’oggi, e spesso confuso con qualcos’altro. Proviamo a dare una definizione precisa a questo termine.

L’empatia è la capacità di immedesimarsi nello stato d’animo o nella situazione di un’altra persona, di comprendere immediatamente i processi mentali e psicologici dell’altro.

Bruno Bozzetto, famoso disegnatore, ha dato una forma all’empatia con un breve cartone animato che dipinge di mille colori un mondo molte volte grigio e triste. Esattamente quello che faremmo tutti, se mettessimo in pratica questo sentimento così raro.

Mister Empathy

In poche parole, il cartoon di Bruno Bozzetto racconta l’empatia in una società come la nostra, dove l’indifferenza spesso regna sovrana.

L’idea è nata dalla sfida lanciata dalla neonata Fondazione Empatia Milano di Giannantonio Mezzetti, che vede nella diffusione dell’empatia quella che in gergo tecnico chiamiamo la mission aziendale.

Dalla matita di Bruno Bozzetto nasce Mister Empaty, un simpatico uomo che ha la capacità di sentire ciò che c’è dentro le persone che incontra, si tratti di felicità o di tristezza, spensieratezza o apprensione.

Quando Mister Empaty esce di casa, il mondo attorno a lui è bigio, triste, le persone sono letteralmente assenti, ma strada facendo trova un palloncino rosso su un albero spoglio e autunnale. Attaccato a questo palloncino, scopre un bambino sorridente che colora e anima tutto intorno a lui. Si scambiano un sorriso e un saluto, e il mondo cambia forma.

Mister Empaty incontra un senzatetto, un uomo non vendente, una signora sola e altri personaggi che ogni giorno passano inosservati accanto alle nostre vite. Il grigio dell’indifferenza si colora come l’arcobaleno, bastano un poco di interesse, un gesto di attenzione o una parola. Basta un poco di empatia, appunto.

Con le parole del disegnatore italiano, “Raccontare l’empatia è stata una delle sfide più complicate della mia carriera. All’inizio non credevamo di farcela, poi abbiamo capito che all’idea di partenza, quella di mettersi nei panni degli altri, serviva uno sviluppo “cinematografico”: dovevamo riuscire a mostrare l’effetto straordinario di quello scambio empatico che incontro dopo incontro ti arricchisce, ti rende diverso, ti fa guardare il mondo anche attraverso gli occhi degli altri. Il tutto in un minuto e mezzo”.

Così Bruno Bozzetto ha donato all’empatia il linguaggio del colore. Il suo linguaggio.

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