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Questa domanda sulle ferie degli insegnanti me la fanno sempre: con aria curiosa, quasi stupita, vengono lì e mi chiedono: “Ma a te, ti pagano anche d’estate?”.

 

Rispondo qui, per tutti: sì, mi pagano anche d’estate. E uguale agli altri mesi, per giunta!

 

E ora forse, beh, forse è il caso che qualcuno lo dica, sinceramente e apertamente.

 

(già, sto per dire una cosa che nessun insegnante sano di mente direbbe mai).

 

Le ferie degli insegnanti sono troppe!

 

ferie degli insegnanti
ferie degli insegnanti

 

Bene, già vi vedo cari colleghi, macchina accesa e pronti a venire a cercarmi per portarmi via lo scalpo.

 

Fermi lì, provo un attimo a spiegarmi. Poi, se volete venire a suonarmele, venite lo stesso. Ma intanto ascoltate.

 

Un insegnante ha, nel corso di un anno, tra vacanze estive, natalizie, pasquali e ponti vari, circa due mesi e mezzo di vacanza. In certi casi sono due mesi, in altri tre, dipende.

 

Sono tanti. Sono troppi. Non esistono molti altri lavori che abbiano questa caratteristica. Ed è per questo che chi non fa questo lavoro, chi fa lavori “normali”, beh, quando sente questa storia, si incazza.

 

Ora però vorrei dire una cosa, che sia ben chiara a tutti quelli che si incazzano: le ferie sono indubitabilmente, oggettivamente, incontestabilmente troppe. Ma noi siamo indubitabilmente, oggettivamente, incontestabilmente sottopagati.

 

Non sto ad elencarvi le circa settecentomila ragioni per cui lo Stato dovrebbe dare più soldi agli insegnanti.

 

Ve ne dico solo una: entrate in una classe con venticinque bambini che gridano e saltano, o con venticinque adolescenti tutti diversi e tutti bisognosi di attenzione e di ascolto.

 

Vi basteranno dieci minuti, e poi uscirete dicendo (e probabilmente strisciando): ma davvero un insegnante prende così poco?

 

Riassumendo: credo dovrebbero toglierci un mese di ferie, ma allo stesso tempo darci molti più soldi.

 

Per questo credo che il grande vantaggio di questo lavoro alla fine sia proprio il tempo. La paga è tipo la metà di quello che davvero vale quello che facciamo – quando lo facciamo bene – ma in cambio abbiamo: molto tempo.

 

Non prendiamoci in giro, non troviamo scuse, non cerchiamo di convincere la gente che in realtà lavoriamo le stesse ore degli altri: abbiamo un sacco di tempo, che è molto molto più prezioso del denaro.

 

Chi dice che vorrebbe più soldi dovrebbe essere onesto e aggiungere che dovrebbe stare a scuola più giorni l’anno e più ore al giorno.

 

Chi dice che vorrebbe lavorassimo di più dovrebbe essere onesto e dire che, per quello che prendiamo, va bene così.

 

O stare in una classe dieci minuti, da solo.
Come alternativa a un film di paura, diciamo.

 


Autore articolo

Enrico Galiano

Enrico Galiano

Insegnante, scrittore

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51 Commenti

  1. Non condivido del tutto.
    Insegno diritto nel biennio della secondaria.: 2 ore per classe, per 28-30 alunni per ciascuna.
    Le ore frontali sono 18, ma sono ripartite su 3 plessi,.. perciò tra ore di buco (2 al giorno) e insegnamento sto a scuola circa 28 ore settimanali.
    Ogni quadrimestre i miei alunni fanno tre verifiche scritte e minimo due orali.
    Trattasi di una scuola professionale della periferia di una grossa città , i ragazzi sono pieni di problemi… Ciascuno ha bisogno di cura e attenzione perché nessuno di loro (ahimè riesco a memorizzare i loro nomi dopo mesi) e’ un numero.
    Mi assorbono una tale energia che tornata a casa sono sfinita, ma ogni giorno e spessissimo sabato e domenica (vacanze di Natale e Pasqua) mi trovo a correggere compiti e preparare materiali , quanto più allettanti e coinvolgenti (oltre che mirati a coinvolgere tutti i bes presenti) per le lezioni.
    Fino a metà luglio sarò impegnata con gli esami di stato e a fine agosto dovrò rientrare per il recupero dei debiti.
    Amo il mio lavoro, ma con una laurea due master, una specializzazione e vari corsi di perfezionamento, confermo che la paga e’ irrisoria. E poi… dove sono i 3 mesi di ferie?
    Ah dopo 20 anni di servizio con due figli a carico (che spesso mi trovo a trascurare proprio per le incombenze scolastiche casalinghe) percepisco poco più di 1500 euro e il mio contratto e’ bloccato dal 2008.
    Non generalizzerei perciò caro collega fomentando stereotipi.

  2. Anche stavolta la solita storia! Tutti vedono solo ed esclusivamente il tempo che noi insegnanti lavoriamo a scuola, ma mettetevelo bene in testa che il nostro lavoro è composto da un sacco di ore trascorse a casa (NON pagate!) durante le quali correggiamo testi indescrivibili, prepariamo lavori individualizzati e per la classe, organizziamo laboratori, uscite didattiche intelligenti e compiliamo il registro elettronico; per non parlare poi delle riunioni fuori dall’orario scolastico, i colloqui con i genitori, gli assistenti sociali, gli psicologi.ecc.ecc.
    Vi può bastare????

  3. Opinioni come questa legittimano le persone a pensare che un insegnante sia uno scansafatiche. Chiarisco quanto dico. Insegno al liceo italiano, latino, storia e geografia. Cominciamo a togliere ai due mesi e mezzo i sabato pomeriggio e domeniche passate a correggere, preparare verifiche, progetti e quant’altro. Cominciamo a togliere le ore destinate alla burocrazia e all’aggiornamento che vanno al di là delle otto ore quotidiane. Inoltre, spesso, a un’ora di lezione corrispondono alcune ore di preparazione e ricerca a monte, così come molti giorni (natalizi, pasquali ed estivi) hanno un corrispettivo in letture di libri e articoli che corrispondono a una formazione culturale complessiva (certo volontaria, ma che qualificano il docente, come ad esempio l’uso di programmi informatici).

  4. Credo che lei non sia davvero un insegnante, abbiamo troppe ferie?Io sono un insegnante della scuola dell’infanzia e sa cosa vuol dire? Forse no anzi sicuramente no!!!!La prego di non offendere i milioni di insegnati che lottano e stanno lottando x la scuola!!!!

  5. Non se chi ha scritto l’articolo sia un insegnante di ruolo o un precario che termina il contratto con la fine della lezione. in questo caso potrebbe forse spiegarsi la sensazione di vivere un lungo periodo vacante e di vacanza. Detto ciò vorrei precisare che ogni lavoro ha la sua specificità sia nella parte usurante (burnout) sia nel grado di responsabilità e perchè no talvolta anche in qualche privilegio. Credo che le vacanze scolastiche di Natale e Pasqua (in tutto una decina di giorni lavorativi che tra l’altro assimilano più categorie di lavoratori altrimenti non si spiegherebbe il fatto del perchè la maggior parte delle persone che conosco è a casa come me in quel periodo, pur svolgendo attività diverse) e quelle estive siano state pensate a suo tempo per permettere un momento di riposo ad allievi e docenti in quanto l’attività scolastica è particolarmente stancante, un modo per garantirne la qualità visto e considerato la molteplicità delle energie messe in campo. Si è parlato di ridurre le ferie estive che già si quantificano in 34 gg comprensivi di sabati, assistendo a svenimenti per il caldo in aule-forni che non hanno nemmeno l’aria condizionata? Assurdo!!! Credo che la cosa peggiore sia che proprio i docenti stessi, invece di gridare a gran voce i propri diritti, si boicottino cn le proprie mani. Lo stipendio misero non ha nulla a che vedere con i giorni di ferie lo dimostrano le molteplici leggi che si sono succedute negli anni aumentando le ore di presenza a scuola senza aumentarne il salario. Però poi si fanno gli scioperi…mi chiedo per chiedere che cosa.

    • Condivido quello che dite voi non il collega che ha scritto l’articolo. Sara’ la sua esperienza….. Evidentemente non ha compiti da correggere, riunioni estenuanti , lezioni da preparare e quant’altro. Magari avra’ anche le classi dotate di climatizzatori!!!

  6. Vogliamo mettere in conto le ore trascorse a preparare la lezione, a correggere i compiti e per la compilazione di registri, relazioni, programmazioni progetti é quant’altro?

  7. Sono d’accordo, troppe vacanze. Le considero però un risarcimento per lo stipendio misero, l’aggiornamento obbligatorio,il lavoro a casa,e il lavoro in classe altamente usurante.Aggiungo: lavorare in ambienti freddi in inverno e caldi in primavera e a settembre, almeno da noi al sud.

  8. Premetto che alle spalle ho solo una triennale di Scienze per la formazione, ma ho comunque passato 12 anni in classi da 20 elementi (dalla 1^ Primaria alla 3^ Secondaria di 1° grado!) in un doposcuola comunale per 11€ lordi l’ora con contratto prima Co.Co.Co. e poi Co.Pro. da Settembre a Giugno finché non mi hanno lasciata a casa per passare la gestione ad una cooperativa…quindi, cari Insegnanti, ogni tanto pensate anche che esiste chi fa una sorta di lavoro come il vostro (molte volte ben più impegnativo, ve lo assicuro, con classi così disomogenee) e non solo non viene pagato nei mesi estivi e il Settembre successivo è una costante incognita e il compenso non raggiunge nemmeno quello di una donna delle pulizie a nero, ma che deve ingegnarsi per far lavorare i bimbi e i ragazzi ormai stanchi per le ore di scuola, motivarli e coinvolgerli ulteriormente senza l’ausilio di quell’orrenda cosa chiamata “voto”
    Di realtà così ne esistono a bizzeffe in Italia (lo so per certo, ci ho fatto la tesi), quindi sappiate che c’è chi sta peggio di voi, non ha i vostri privilegi e comunque continua il “vostro” lavoro nelle ore pomeridiane: anche quelli sono Insegnanti e ben più sottopagati di voi.

  9. Ci risiamo con i soliti commenti su stipendi e ore lavorative. Bisogna innanzitutto precisare che il lavoro docente è delicatissimo, ha a che fare con persone, non carte, richiede senso di responsabilità e attenzione continua. Quello che si vede all’esterno è il tempo minimo che si dedica a questo lavoro, tutto il resto è lavoro nero che allo Stato, pertanto alla comunità, non costa niente. Inoltre le cosiddette ferie costituiscono un’altra grande bufala, il docente è uno dei pochi lavoratori che non può scegliere periodi convenienti, perciò spesso le ferie se le fa a casa

  10. La potete cantare e menare come volete ! Fare proteste , farci un disegno etc.etc.! Siete una categoria di questi tempi ULTRA PRIVILEGIATA! Qua commentano solo quelli con due lauree che correggono i compiti il pomeriggio etc etc etc ! Persone che si lamentano di stipendi miseri ( prendo poco più di 1500 euro – mi sa che non è tanto misero dove vivi ? ) ! Siete alquanto imbarazzanti ! Vivete un un mondo tutto vostro e non vi rendete conto non c’è altra spiegazione ! Ci sono oltre a chi ha fatto davvero tutti i passi tantissimi vostri colleghi che con un diplomino fanno laboratori e altri insegnamenti minori che non richiedono tutte queste ENERGIE come dite voi ! Persone che lavorano circa 20 ore a settimana educare ma anche senza l’assillo di un CAPO! In un tempo in cui i contratto di ingegneri e laureati di ogni genere devono conoscere lingue ,lavorare in ambienti ultra competitivi circa 50 ore a settimana , fare straordinari non pagati , arrivare con contratti a progetto max a 1200 euro , fare UNA SETTIMANA di ferie in estate ! Voi vi lamentate e venite qua a suonarci questa musichetta! Fatemi il piacere abbiate un po di decenza ! Stranamente nessuno di voi scambierebbe il vostro lavoro con un altro ( non venitemi a dire la passione etc non si sta parlando di questo ) mentre al contrario lo farebbero e lo hanno fatto nel pratico un sacco di persone ! Conosco dentisti , consulenti , negozianti che nel tempo hanno trovato il modo di inserirsi nella scuola ! Chi ha fatto ciò ORA dice …. FINALMENTE non c’è la facevo più ! Non è malafede è semplicemente la verità ! Non parlo per tutti ovviamente come in ogni ambiente di lavoro ci sta chi si fa il cuore così ! Ma in generale chi vuole vivere più tranquillo deve fare l’insegnante ! Lo consiglio a tutti …. almeno in Italia ! Infatti se confrontate i dati economici all’estero con le altre professioni voi restate sempre più o meno sulle stesse cifre dai 24000 ai 28000 euro , ma tanti altri lavori ( che qua prendono gli stessi soldi ) salgono a 40000 e 50000 euro come giusto che sia perché il 99 % dei lavori fatti da laureati e professionisti accumulano all’anno il DOPPIO delle ore lavorare! Meditate!

    • Pasqua’…di che ti occupi tu?? vieni a fare l’insegnante dai…dopo vedi che il periodo di chiusura estivo lo chiami CONVALESCENZA altro che ferie!!

    • Ho fatto tanti altri lavori – poiché nonostante un misero diploma 5 anni magistrale con anno integrativo – e poche supplenze, ma posso dire a caratteri cubitali che il lavoro dell’insegnante (così come quello dei dottori, infermieri, poliziotti&Co.) merita tanto tanto rispetto… molto di più di quello che leggo in questo frangente.

      Ho appena terminato sei mesi di supplenza in matematica-scienze-geometria in classe 2a e 5a elementare… mio marito che non sapeva si è ricreduto e molto su quanto sia misero lo stipendio in confronto a tutto il lavoro di preparazione, correzione, aggiornamento, riunioni, collegi, etc… Aggiungo che ho due bimbi piccoli e che la baby-sitter ha fatto quasi la patta con il mio stipendio.
      Non mi lamento, ma purtroppo se le cose non si sanno bisognerebbe informarsi (ora sono nuovamente senza lavoro senza avere la certezza se e quando lo rifarò e a breve farò quello che si trova in venti anni ho fatto la ragioniera, barista, operaia, baby-sitter, commessa e credimi quando ti dico che so quel che dico). Onore e merito agli insegnanti.

    • Secondo me la sua analisi e’ alquanto superficiale.
      1) gustifica la paga degli insegnanti affermando che lavoratori altrettanto qualificati (con gli stessi titoli) lavorano il doppio, senza le garanzie dei docenti e con paghe addirittura minori. Secondo me lei confonde ul lavoro con la schiavitù.
      Per me un lavoro per essere degno di questo nome deve essere retribuito in maniera da permettere al lavoratore di vivere in maniera dignitosa, mentre la schiavitù e’ retribuita non più di quanto il datore ritiene sufficiente affinché lo schiavo sopravviva, certo di poterlo minacciare concretamente(se non fai ciò che ti ordino, quando te lo chiedo, come dico io allora te ne puoi andare perché altri cento vorranno prendere il tuo posto e tu non troverai nulla di meglio).
      Purtroppo in Italia si chiama impropriamente lavoro, apprendistato, aggionamento quello che è semplicemente una schiavitù.
      La cosa aberrante e’ che la maggior parte delle persone ha cambiato il significato di queste parole senza accorgersene e dunque qualsiasi attività schiavista e’ chiamata “lavoro” e chi pretende di lavorare veramente e’ etichettato in modo dispregiativo con attributi quali privilegiato, raccomandato, figlio di papà, rompiballe, viziato e via di questo passo.

      L’analisi e’ sballata anche riguardo l’analisi della durata delle ferie facendo un paragone con le altre categorie che, facendo una settimana di ferie all’anno(?), lavorando 10 e più ore al giorno e quindi prendono di più.

      Innanzitutto non tiene conto dell’importanza del “mestiere” dell’insegnante che a mio avviso è di un’importanza mostruosa visto che è preposta a formare gli individui per farli entrare nella società in modo che possano sviluppare al meglio le proprie attitudini e quindi realizzare le proprie aspirazioni. immagino che lei abbia una graduatoria diversa della mia riguardo alla scala di responsabilità e quindi potrà anche contestare questa mia obiezione, ma non può abiettare che un lavoro deve tutelare il lavoratore nella sua integrità fisica e mentale con un carico adeguato di ore di lavoro.
      Per chiarire l’esempio un camionista non può guidare più di un tot di ore al giorno, non perché i camionisti sono dei privilegiati, ma per una questione di sicurezza che li espone ad essere meno lucidi e quindi più a rischio di incidenti.
      Gli operai che lavorano sulle piattaforme petrolifere isolati dal mondo devono obbligatoriamente tornare sulla terraferma per un numero minimo di giorni per non mettere a repentaglio la loro salute psichica.
      Lo stesso vale per gli insegnanti anche se ai non addetti ai lavori si cerca di mostrare un quadro totalmente diverso, ma vi dico che non è così. Vi assicuro che già a inizio maggio si arriva in una condizione psicofisica provata e sia arriva a giugno digrignando i denti.
      Non è una mia opinione, e’ un dato di fatto, perché la nostra categoria è una di quelle a più alto rischio di burn out.

      Aumentare il carico di lavoro o diminuire le ferie porterebbe ad un unico risultato certo: Abbassamento della qualità.
      Il compensare poi questo carico in più con un aumento di stipendio e’ una scemenza assoluta. Sarebbe allora lecito affermare che se un operaio in fabbrica lo pago 1200€ per 8 ore allora se gli do 3600€ deve lavorare 24 ore al giorno!

      Quanto poi a quelli che sono passati dal mondo del lavoro alla scuola e’ perché valutano un solo aspetto: Nella scuola non ho il fiato sul collo come nel mondo privato.
      Questo è verissimo, nel lavoro del docente c’è molta autonomia che in alcuni casi, pochissimi casi, diventa garantismo mentre nella stragrande maggioranza delle situazioni i docenti lavorano per dare il massimo, questo perché tutti i docenti percepiscono l’importanza di quello che fanno, quando non lo fanno questo avviene perché si avviano al burnout e lo pagano gli studenti e la categoria.

      L’unica cosa sensata che ha detto e’ che i docenti dovrebbero essere pagati di più perché uno stipendio da 1500€ non mi sembra proprio una paga dignitosa, lei pensa di si? Si vede che ha una casa sua, altrimenti mi spiega come fa ad essere dignitoso nelle grandi città. Come Roma dove un affitto medio si aggira in media sui 1200€ al mese?

      Potrei continuare ma penso di averle dato vari spunti di riflessione.

    • Concordo! Gli insegnanti non passano l’estate a correggere i compiti, hanno una attività lavorativa pari alla metà delle ore (circa) di un operaio qualsiasi o di un medico o altro. La differenza delle ore( minore che gli insegnanti primaria hanno circa 24? 25 ore di lavoro effettivo, il resto è calcolato come il famosissimo “lavoro a domicilio”…

    • Cara gioia vuoi insegnare ? Non fai la triennale per lavorare in cooperativa. Studi fai i concorsi ecpoi parla. Io lavoro fino alle diciasette e i voti non numerici servono per l’andamento educativo.
      La signora con una triennale non si insegna.
      Io prendo 1100 euro
      Ma una famiglia con tre bimbi a carico può campare con tale stipendio?
      Non ho pomeriggi liberi
      E ricordatevi dopo 20 anni prendi 1400 circa.l’affitto si paga il mangiare pure la macchina ha il bollo l’assicurazione.
      Ah e sono Anni che finisco il 15 luglio e torno a scuola esattamente il 25 agosto.

  11. Io faccio sempre gli esami di stato come interna e quest’anno come esterna. Siccome sono iniziati tardi finirò il 13 luglio. Il 26 Agosto la mia preside ci convocherà per il recupero debiti….scusate ma quanti giorni di vacanza mi faccio??? Più deglli altri che possono prenderseli durante l’anno??

  12. Io insegno alla scuola dell’infanzia e attualmente il mio orario è di 34 ore settimanali di attività frontali con i bambini (7 ore al gg e il venerdì 6) + 4 ore (solo sulla carta però! ) di attività di programmazione e aggiornamento. Per un totale di 38 ore settimanali. In un anno scolastico devo svolgere 210 ore di monteore extra svolte dopo 7 ore di servizio con i bambini. La scuola inizia il 5 settembre ma siamo in servizio già da 25 agosto. Oltre alle cose che hai elencato nell’articolo aggiungerei la grande responsabilità che abbiamo, lavoriamo con bambini non con scartoffie. Sottolineo anche che le problematiche dei bambini sono aumentate negli ultimi anni e le energie da impiegare sono sempre di più. Le vacanze sono sacrosante per un recupero psicofisico dopo 9 mesi intensi di lavoro. Puntualizzo poi che, almeno in alto Adige, l’estate abbiamo 30 giorni di ferie e gli altri restanti giorni dobbiamo dare la disponibilità/reperibilità, dovessero esserci esigenze particolari potremmo essere chiamate in servizio.

  13. boh… io durante l’anno di tempo non ne ho molto. termino le mie ore con gli alunni e nel mio tempo libero correggo, mi aggiorno, vado alle sintesi, preparo sempre lezioni nuove e accattivanti, leggo libri e vedo video che potrebbero essermi utili… negli ultimi anni poi la burocrazia è in aumento, a volte impiego più tempo per fare relazioni che per fare ciò per cui sono pagata. se un insegnante vuole insegnare bene, utilizza il proprio tempo libero per essere sempre migliore. le ferie… si abbiamo tanti giorni, è vero, ma io in parte li utilizzo per partecipare a conferenze, convegni, corsi…. giro per le librerie, sempre in cerca di qualche novità da proporre ai mie bimbi…quale altro lavoratore si porta a casa e in ferie il proprio lavoro? noi siamo insegnanti sempre, anche in ferie!

  14. Non sono d’accordo su questa analisi. Io insegno in una scuola di secondo grado. ho finito venerdì 17 le attività di scrutini e collegio docenti, Lunedì ho iniziato le riunioni per l’esame di stato. finirò l’8 Luglio. Dopo di che si rientra in sede per gli esami di recupero del debito e relativi scrutini. Fine delle danze il 20 di luglio… Quanti giorni di ferie???? Inoltre mi associo a quanto già detto in precedenza da altri. Chi quantifica tutte le attività che facciamo durante tutto l’anno? non si stacca mai… si lavora anche di notte e di domenica, e durante le vacanze degli alunni di natale e pasqua si lavora lo stesso. Le lezioni non nascono dal niente, i compiti non si preparano da soli e non si correggono da soli. Il materiale di studio non esce fuori per magia. Mi facciano lavorare come un qualsiasi altro lavoratore dalle 8 alle 14 tutti i giorni, però tutto deve essere fatto in quell’orario e mi mettano a disposizione un ufficio, una scrivania personale e il computer con stampante e quanto necessario per svolgere il mio lavoro. Mi consentano di prendere le ferie in qualunque periodo dell’anno come tutte le altre categorie lavorative e vediamo un po’ cosa succede. Per favore smettiamola di farci male da soli.

  15. Confrontate il vostro stipendio con molti altri settori e vi accorgerete che avete una ottima retribuzione. Noi in poste lavoriamo 36 ore settimanale anche la vigilia di natale. Non abbiamo tre mesi di vacanze ma solo 30 giorni da fruire compatibilmente con le esigenze di servizio. Prova a stare dietro uno sportello a maneggiare continuamente denaro con le estenuanti code per poi anche a fine giornata avere un ammanco di denaro e hai lavorato una giornata per nulla. Pertanto non lamentatevi

    • Non maneggiamo denaro né carte….ma aabbiamo a che fare con gli studenti,, con menti preziose come quelle dei giovani, e il lavoro ce lo portiamo dietro, ovunque, con il pensiero per loro. Non facciamo inutili confronti. Non servono a nessuno.

    • Vero,avrete da lavorare per più ore…Si faccia una domanda.Perchè in tutti gli stati le scuole sono chiuse per un tot di tempo.Pigrizia degli insegnanti?Categoria privilegiata?Forse non sa cosa vuol dire lavorare sempre con attenzione…Stare con 20-25…bambini o ragazzi e lasciarli all’uscita sani e tranquilli, richiede energia continua ,oltre che garantire apprendimento e formazione.Dimenticavo 25 alunni equivalgono a 50 genitori più nonni…insoma più di 100 persone che analizzano giornalmente le tue azioni.Inoltre ogni giorno occore rendicontere scrivendo tutte le attività svolte.Incontri pomeridiani,corsi di formazione….Il lavoro di clase è solo un quarto del lavoro reale

  16. Sono d’accordo e lo dico essendo stata un’ insegnante precaria, una libera professionista,
    e avendo lavorato per anni come educatrice nella sanità privata e nella cooperazione sociale. So cos’ è la fatica di gestire una classe oggi, so quanto chiede la scuola e so che è necessario un lavoro non visibile per arrivare in classe. So anche, però,(e mi ritengo molto fortunata in questo) quanto si deve fare e penare per far quadrare i conti di una propria attività pensando alle pulizie, al marketing, alla cura del cliente alla bolletta che scade…tutto nello stesso momento e tutto in qualsiasi momento della giornata o della settimana. So cosa significa fare turni filati di 8 ore non sapendo se per oggi riuscirò ad andare in bagno. So cosa vuol dire lavorare come educatrice in una scuola e dover tornare a casa se il bambino è assente dopo aver magari pagato la baby sitter per tenere i miei di bambini…Tutto questo non per dire che gli insegnanti non hanno bisogno e diritto alle loro ferie estive e al giusto tempo per rigenerarsi e ritornare carichi e positivi a settembre (mi sembra un buona tutela per la salute mentale generale) ma che forse un po’ più di conoscenza e solidarietà con il resto del mondo del lavoro (in ambito educativo e no) non gli farebbe male…Lavorare oltre l’orario , formarsi in continuazione e dover preparare il proprio lavoro è abbastanza diffuso… se di professionisti stiamo parlando

  17. Caro Enrico, ho 53 anni, insegno da molti anni Lingue straniere e davvero non finisco mai di imparare, di studiare, di preparare/modificare/ aggiornare le mie lezioni, preparare prove scritte, compiti reali, correggere compiti, ideare lezioni motivanti (spesso cercando e comprando a mie spesei materiali) pensare alla giusta presentazione delle attività per renderle motivanti e personalizzarle sui bisogni reali degli alunni, preparare programmazioni, fare corsi di formazione obbligatori, perseguire tutti questi obiettivi porta via tanto di quel tempo che sinceramente, io che non ho neanche una mia famiglia, sono spesso portata a passare i miei weekend a lavorare invece di fare moto, cose divertenti, vedere i imiei amici e magari farmene altri, vedere posti interessanti anche senza andare troppo lontano da casa. Tutto questo a me porta via una marea di tempo, praticamente io lavoro e basta. Non so come fai tu o tutti quegli insegnanti ai quali resta tempo libero ma mi viene il dubbio che o improvvisiate o non vi mettiate mai in discussione e facciate sempre le stesse cose in classe. Se così non fosse, ti prego, dimmi il tuo segreto perchè io vorrei tanto avere un po’ più di tempo libero per me stessa ma proprio non ci riesco lavorando a scuola. Io non credo proprio che le nostre ferie siano poche: lo stress protratto nel tempo di questo lavoro è tale che per me sono appena sufficienti per riprendermi e rigenerarmi, per poi inziare un nuovo giro di giostra. Oltretutto con lo stipendio che mi danno (precaria quindi senza alcuno di quelli che chiamano benefits) non si può fare altro che restare a casa (se ce l’hai) e sperare di non avere brutte sorprese, di quelle per cui ci vogliono i soldi per superarle.

  18. Caro Enrico stavolta hai un po’ toppato. Ben venga quando scrivi di sentimenti ed emozioni del nostro quotidiano. Dei diritti dei lavoratori…lascia perdere, non mischiare. La gente che non c’é lì in classe misura in ore settimanali (non vere), giorni di ferie (neanche quelli)…e ne scaturisce una gran polverone in cui non sì vede più la verità. Solo contorni sbiaditi di educatori in cui ognuno vede quel che vuole vedere. Il giorno della Befana correggevo ancora compiti….ma non so quanti eesterni alla scuola ci credano.

  19. Sono nuovo del sito , ma mi permetto di contestare anzitutto quasi tutti i commenti ed in parte ciò che dice Galiano .
    – Le ferie degli insegnanti sono oggettivamente troppe , soprattutto nel contesto italiano laddove un operaio ha circa 28 giorni annui di ferie e non più di 3 settimane consecutive , e peggiora se pensiamo hai lavoratori autonomi che spesso non le riescono affatto ad avere .
    – gli stipendi degli insegnanti sono altissimi , non in senso assoluto ( in quel senso sono solo alti ) ma in senso globale , facciamo 2 conti :
    Un insegnante prende ( busta paga alla mano quindi non perdete tempo con sciocche contestazioni ) circa 1400 euro al mese netti ad inizio carriera per lavorare 25 ore settimanali .
    Quindi :
    1400 euro
    27 ore / settimana
    Quindi 5 ore al giorno di media ( 25/5 ( 5 giorni lavorativi in una settimana )
    Giorni effettivi di lavoro :
    194 (364 giorni in un anno escludiamo 3 mesi di ferie come dice Galiano e sottraiamo i sabato e le domeniche )
    Stipendio netto annuo (escluso tredicesima ed eventuale quattordicesima )
    1400 x 12= 16800 euro
    Remunerato orario
    16800/ (194 x 5)=17.31 euro l’ora .

    Ora vi chiedo un attimo di attenzione in più, un qualsiasi altro lavoratore lavora circa 260 giorni otto ore al giorno quanto dovrebbe percepire al un un anno ?
    Facile (260x 8)x 17.31= 36004.8 euro quindi circa 3000 euro al mese .. bene ora considerando che un operaio ne prende meno di 1000 un ingegnere che sta iniziando circa 1200 e cosi via discorrendo , alla luce di questo come fare a dire che lo stipendio è basso ??
    Ovviamente il problema non è lo stipendio dello insegnanti ma quello del resto della popolazione che è troppo basso , ma dato che il contesto è questo almeno non lamentatevi .
    Cordialmente ..

    • Pur ammettendo che tanti stipendi sono vergognosamente da fame, nel conteggio continuano a non essere incluse le incontabili ore necessarie a preparare i compiti, a correggerli, a preparare le lezioni e all’aggiornamento, il più delle volte a proprio carico.

      • Signora/ina Serenella , ho intenzionalmente non inserito le ore come dice giustamente lei ,inconteggiabili di preparazione e correzione compiti , ne tanto meno il costo tempo/denaro degli aggiornamenti . Questo perché nel mio ambito ,l’ingegneria , neppure vengono remunerate le innumerevoli ore che si passano a studiare per poter competere con gli altri e non rimanere indietro , ne tanto meno ci vengono rimborsate le ore di corso obbligatorie annue per il conseguimento dei crediti per l’ albo di iscrizione .
        Mi rattrista e che nonostante l’immensa fortuna che vi trovate ad avere , un ottimo stipendio ( tral’altro sicuro in quanto statale ) ma cosa ancor più importante il tempo da dedicare a famiglia ed interessi vari riuscite comunque a non apprezzarlo.
        Cordialmente ..

        • Caro Maurizio, a parte il calcolo completamente errato del carico di lavoro (vedi mio altro post), la informo solo che sono talmente stremato dal carico di lavoro assurdo che nessuno riconosce, l’ingratitudine e il disprezzo degli italiani (non dei ragazzi, sia chiaro!), lo stipendio basso, che sto progettando di cambiare mestiere o di spostarmi all’estero. Ferisce questa continua tiritera che siamo un branco di fannulloni privilegiati… io ho amici ingegneri che, quando dobbiamo vederci, si lamentano che sono quello che non può mai. Senza volere vantarmi, sono considerato un ottimo insegnante, ma sono proprio stanco di questo popolo che ci tira solo fango addosso. Se è così fantastico, venga a farlo anche lei, per le materie tecniche è relativamente facile entrare nel paradiso dei privilegiati! La aspettiamo, venga a divertirsi con noi!

  20. Un problema mai considerato è l’enorme risucchio di energia che la scuola di ogni ordine e grado richiede. In alcuni dei commenti precedenti alcune cose sono emerse. Diversi studi evidenziano che nell’ambito delle malattie degli insegnanti, c’è la maggior percentuale di burn-out rispetto ad altre professioni. Come mai? Perché il nostro è un lavoro usurante e lo sta diventando sempre più; con classi sempre più numerose, sempre più alunni BES, DSA, con handicap (gravi), sempre più stranieri che conosco poco l’italiano, sempre più burocrazia, sempre più progetti per portare soldi alla scuola.

    • Serenella… purtroppo solo che fa un lavoro come il tuo può comprendere appieno. Ciascuno di noi è chiuso nel suo bozzolo e vede il suo orticello. Certo che ci sono molti lavori sottopagati, ma le critiche che stanno piovendo non prendono atto del fatto che oltre quelle ora su cui loro calcolano questi lauti stipendi 🙁 c’è tutto il tempo a casa, toner, carta, tempo nelle ricerche-preparazione-correzione-et… che veramente ben pochi lavori ti fanno portare a casa tanto lavoro…
      Ho un’esperienza decennale da impiegata amministrativa in cui lavoravo 8-10 ore e nonostante la stanchezza ed i pensieri non ha a che vedere con questa tensione ed attenzione continua che porta questo lavoro. Ed io sono precaria quindi due passi indietro a voi che lavora te più tempo e da più tempo in questo ambiente.
      Rispetto per questo “lavoro ” ed insegniamolo ai nostri figli-nipoti (di tutti i lavori comunque, ma qui di questo si sta parlando).

  21. Io sono il più bravo insegnante del mondo, anzi medio… medio-basso e lavoro tantissimo poco. Il fatto è che ho due figli piccoli, un mutuo sulla testa, una sola macchina in famiglia e ti giuro che arrivo a fine mese con ZERO. Meno male che in classe mi diverto e gli alunni mi riempiono il cuore.
    Ah, prima ho subito per diversi anni il calvario cococo e cocopro e mi era preclusa anche solo l’idea del mutuo, dei figli ecc. Quindi è per questo motivo che mi sento un privilegiato, anche se arrivo a zero. E sono convinto che questa sia una guerra tra poveri, gestita e voluta da chi ha i veri privilegi e se li vuole tenere orientando l’attenzione altrove, o no?

  22. Caro collega, mi pare che il tuo discorso sia troppo superficiale. Facciamo una buona volta i conti per bene, ragionando in giornate lavorative?
    In un anno scolastico ci sono 200 giorni di scuola. Il giorno libero serve a correggere compiti, quando non ci sono riunioni (a volte anche la domenica, ma quella non contiamola).
    Inoltre, le prime 2 settimane di settembre e mediamente le ultime 2 di giugno vengono “spese” per esami, scrutini, riunioni, aggiungiamo altri 30 giorni. Totale: 230 giorni lavorativi, che è un conto per difetto.
    Prendiamo adesso un lavoratore “normale”: 48 settimane annuali di lavoro, per 5 giorni alla settimana. Totale, 240 giorni, che è un calcolo per eccesso, perché molte categorie hanno più di 4 settimane di ferie e giorni aggiuntivi per permessi vari. Comunque, la differenza è di non più di 10 giorni lavorativi. Smettiamola di scrivere e sopportare fesserie basate sul nulla!

    • Caro Pietro,
      Mi spiace che lei non capisca che il conteggio non può esser fatto a giorni (altrimenti una persona che lavora 1 ora al giorno verrebbe messo allo stesso livello di una che ne lavora 8). Detto questo passiamo comunque a fare delle precisazioni :
      1- gli insegnanti delle elementari (maestri) non hanno esami estivi ;
      2- i professori che fanno esami (quindi non tutti sono impegnati con questi )hanno diritto ad un compenso ulteriore : Presidente € 1.249, Commissario esterno € 911, Commissario interno € 399 (fonte orizzonte scuola ) quindi come straordinario (che è un tutto dire ) .
      Detto questo i giorni non conteggiabili come avevo peraltro gia esplicato esistono per buona parte dei lavori .
      Quindi non nascondiamoci dietro un dito (come fanno i politici ) la sua è una classe privilegiata .
      Cordialmente
      Maurizio

  23. Due settimane di vacanze a Natale, una settimana a Pasqua, un mese e mezzo estivo (due per chi non ha Esami di Stato); per non parlare di “ponti” a novembre, aprile, maggio, giugno, etc. Secondo me il punto cruciale di cui parlava l’articolo è semplicemente questo, ed è assolutamente OGGETTIVO.

    • Lo sa quanti giorni di ferie REALI abbiamo? 36. I famigerati “tre mesi” non esistono e non sono mai esistiti. Tutti credono che con la fine delle attività didattiche il lavoro di un insegnante sia finito e lui se ne possa andare dove gli pare e fare quel che gli pare. Sbagliato: 1) anche quando l’attività didattica è “sospesa” (cioè durante le “vacanze”) i docenti non vanno in “ferie”: restano ancora in servizio e possono essere richiamati dal proprio dirigente scolastico per qualsiasi necessità della scuola; vale a dire che durante le “vacanze” di Natale o Pasqua, se il mio dirigente scolastico decidesse di fare a scuola una kermesse cinematogafica e avesse bisogno di insegnanti per questa cosa, potrebbe richiamarmi in servizio con apposita circolare o ordine di servizio e io SAREI TENUTA a essere a disposizione; per di più, sia vacanze di Natale che di Pasqua coincidono di solito con periodo di scrutini o di “pagellino” o comunque di verifiche, che significa che i pochi giorni realmente liberi (cioè quelli no consacrati alle riunioni familiari o, per chi è credente, alle funzioni religiose) sono “consacrati” alla preparazione o correzione delle verifiche; 2) dopo l’ultimo giorno di “scuola” ci sono gli scrutini di fine anno, e poi gli ultimi adempimenti (relazioni sulle classi, relazioni sui progetti, pubblicazioni dei risultati e colloqui con i genitori dei bocciati e rimandati), che spesso significa essere impegnati fino agli esami di maturità, in cui, di nuovo, è impegnata la maggior parte degli insegnanti e che generlamente li tengono impegnati fino a metà luglio almeno; 3) dato che gli esami di recupero generalmente cominciano il primo settembre, il rientro è sempre preferibile farlo prima della fine di agosto, anche eprché spesso ci sono riunioni preparatorie. Di conseguenza a volte non sempre si riesce ad usufruire di questi famigerati 36 giorni di ferie. L’unica reale differenza rispetto ad un lavoratore normale è che noi siamo obbligati a usufruire di queste ferie sempre e soltanto durante i mesi estivi; durante l’anno possiamo prenderci solo 6 giorni di questi 36; il nostro lavoro è più assimilabile a quello di un professionista autonomo titolare del proprio studio, che di un dipendente, perché siamo virtualmente “insostituibili” (se non in casi estremi) e siamo tenuti ad assicurare la nostra presenza continua.

      Io non ho paura di restare a scuola 8 ore e timbrare un cartellino: tanto faccio lo stesso lavoro a casa. Però, se devo lavorare come un qualsiasi dipendente, voglio anche essere trattato come un qualsiasi dipendente di un ufficio che preveda dei professionisti (tipo studio associato di avvocati, per dire): un ufficio personale (o almeno condiviso con max 2-3 colleghi), il mio schedario, la mia scrivania, il mio computer, la possibilità di stampare il mio lavoro e accesso a fotocopie più o meno illimitato (finora ho sempre pagato di tasca mia TUTTE le fotocopie necessarie per il mio lavoro, dato che per farsele fare a scuola bisogna fare praticamente una richiesta in carta bollata). A queste condizioni forse anzi preferirei restare a scuola, dove almeno posso fare il mio lavoro senza le interruzioni continue da parte di mio figlio o degli altri doveri di casalinga. A quel punto però voglio anche uno stipendio che mi permetta di pagare una baby sitter (finora sono fortunata perché ho i miei genitori e mia sorella ad occuparsi di mio figlio, ma in futuro?) e una donna di servizio…

  24. Evidentemente il collega lavora molto poco ed è uno di quelli per cui giustamente l’opinione pubblica sigmatizza gli insegnanti come fannulloni.

  25. Marcello
    La scuola come altri servizi pubblici è subordinata alle esigenze degli operatori, non gli operatori all’esigenze della scuola e in questo modo non funzionerà mai.

  26. A tutti questi insegnanti che si lamentano di lavorare per pochi soldi…di non avere mai tempo…di svolgere un lavoro usurante.. ma se il vostro posto vi fa schifo, se l’essere SISTEMATI A VITA ED INAMOVIBILI è troppo poco per voi, perchè non lo lasciate ed andate a lavorare da qualche altra parte??? Magari nel privato, dove vedrete finalmente il significato vero della parola LAVORO!! Vergogna!

  27. I miei vicini di casa sono entrambi insegnanti alle scuole medie… tutte le estati chiudono casa e partono per le ferie il 1 di luglio e tornano il 1 settembre. Vogliamo confrontarle con le misere 2 settimane di ferie che io ho fatto nel mese di agosto (azienda privata)???

  28. Una volta una mamma contestò il fatto che, in una prima elementare, nelle prime settimane di scuola assegnavo frasi e “pretendevo ” dai bambini. La invitai a trascorrere con me qualche ora di lezione.L’ indomani tutto si svolse in maniera fluida ed entusiasmante ,con l’attenzione, la partecipazione degli alunni e la “partecipazione della signora che non ebbe mai il tempo e forse anche la voglia di sedersi. Ad ogni “passaggio” didattico spiegavo la metodica e le finalità, il tempo volò La mamma era tra l’incredulo e la gioia di vedere tanta interattività ed il figlioletto che partecipava divertendosi e senza particolare sforzo, era chiaro che ciò che sembrava un gioco era frutto di azioni lungimiranti sostenute da studio e competenza ,tutto, dal tono di voce all’alternanza di momenti più intensi ad altri più leggeri, dal richiamo ,all’elogio nulla era casuale.La mamma capì e mi ha seguita per cinque anni Noncredo che si sia mai soffermata sulle vacanze per me sante e benedette e…meritare !!!Ma perchè non si guarda a ciò che facciamo in prima linea?

  29. Io insegnò da poco,era il mio sogno fin da bambina ma mi sono accorta che è molto più stancante e faticoso di quanto pensassi! Le ore lavorative da contratto sono 24 ma quanto lavoro c’è a casa? Lezioni da preparare, lezioni individualiazzate per i bed, compiti e verifiche da correggere, progetti e laboratori da realizzare, relazioni sulla classe e singoli alunni e poi riunioni con genitori e specialisti vari dei singoli alunni (spesso non pagate ), corsi di formazione….alla fine le ore di lavoro, anche se svolte a casa, sono molte di più! E poi non passiamo tutta l’estate ad oziare, molte di noi che hanno la continuità sulla classe utilizzano l’ estate per preparare le prime lezioni, mettere a punto nuovi metodi didattici più efficaci, leggere libri che parlano di varie problematiche della scuola. ..

  30. Leggo molti commenti sul fatto che “gli insegnanti non lavorano solo a scuola ma anche a casa”…beh, dico io, è per questo che non lavorate 37/40 ore a settimana. Mi chiedo come mai nemmeno un cardiochirurgo ha tre mesi di ferie l’anno ma un insegnante si. La scuola, in moltissimi paesi che non sono l’Italia, è aperta anche in estate per recuperare materie e/o fare laboratori. Sullo stipendio anche noi personale scolastico riteniamo di essere sottopagati (1.170 euro il mio stipendio) però ho meno di un mese di ferie e, se la scuola chiude, o vado a pulire o mi prendo ferie. Una cosa non ho ben capito: vi dichiarate sottopagati, ma prima di fare questo lavoro sapevate bene lo stipendio, e allora perché lo
    Avete scelto? Se per vocazione e amore dellinsegnanento non vi tocca l’avere alcune ore una ventina di bambini più o meno tremendi, se lo fate perché avete un giusto compromesso tra qualità di vita (3 mesi a casa), settimana lavorativa operativa non di 40 ore e uno stipendio che schifo non fa allora è già un discorso più onesto, altrimenti sembra di parlare con migliaia di madre Teresa di Calcutta. Ricordo una insegnante che diede la reperibilità in estate e fu chiamata perché la Dirigente fece un incidente e, l’insegnante, disse “ma sono alle Maldive…” insomma, è il primo insegnante che con onestà ammette che le ferie sono troppe (e, scusate, la mia maestra scriveva i compiti a mano, li correggeva a mano, ora è tutto fotocopie e crocette: se i nostri figli scrivono male mi chiedo perché…)

  31. Tempo…soldi…ma avete mai fatto un lavoro usurante? Un lavoro con turni di sera e di notte? Un lavoro pericoloso? Un lavoro che ti fa lavorare anche i giorni rossi del calendario? Un lavoro pagato uguale al vostro stipendio e che richiede altrettante conoscenze accademiche, specializzazioni e master? Mi sa che ognuno conosce il proprio orticello e lo coltiva controvoglia. Peccato per chi si lamenta, andasse a fare un altro lavoro e lasciasse il posto a chi è realmente motivato, tanto da apprezzare il meglio e cercare di migliorare il peggio.

  32. Sottopagati? Faccio l’educatrice di comunità per una cooperativa e come voi ho uno straccio di laurea, lavoro 50 ore a settimana da circa 20 anni, sabato, domenica, festivi e superfestivi compresi, faccio la media di due turni notturni a settimana, ho a che fare con dieci adolescenti scatenati e non arrivo a 1200 euro al mese. Le mie ferie sono pari a 26 giorni di lavoro. Quindi per favore, abbiate la decenza di non stressare il prossimo con il discorso dello stipendio inadeguato, guardatevi intorno e vedrete che la maggior parte dei laureati percepisce meno di voi, magari lavorando il doppio e non avendo, come me, la certezza del 27 sicuro.
    Conosco un detto che cita più o meno così:- vuoi stare bene? allora lamentati.

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