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guerra fratricida
 

La crisi della scuola è fondamentalmente generata dalla convinzione, ormai dilagante, che essa sia una istituzione contrapposta alla famiglia. Qui infatti i figli sono accuditi, riveriti, difesi e osannati oltre ogni misura; là, a scuola, i “poverini” sono invece indirizzati e spronati all’impegno e al sacrificio.

Da questa “forbice”, innaturale e inedita nella storia dell’istruzione, i figli/alunni sposano ovviamente le cure e l’ovatta offerte dai genitori, svalutando sempre di più la funzione (scomoda) della scuola e il ruolo (odiato) dei docenti.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: poca motivazione, mancanza di rispetto, caduta dell’attenzione, condotte disadattate, livelli di istruzione bassissimi tendenti ormai all’analfabetismo.

In questo panorama desolante e preoccupante viene da pensare che la strana “epidemia” dei disturbi di apprendimento (DSA) e dei disturbi dell’attenzione abbiano cause… diverse, che probabilmente riguardano errate convinzioni educative su come educare i propri figli.

Appena venti anni fa dei DSA, e di altre sigle che ormai si sfornano al ritmo di una all’anno, non c’era neppure l’ombra.

Che ci siano nuovi virus nell’aria?

4 Commenti

  1. Sono educatrice d’infanzia, ho profondo rispetto del ruolo dell’insegnante, ho sempre educato i miei due figli al rispetto dei loro docenti.
    Trovo però che l’associazione DSA con il non più diffuso riconoscimento dell’autorità dell’insegnante sia inopportuno!
    Mio figlio e’ un DSA, spendo tantissimi soldi per terapie private e tutto questo per garantire il suo successo scolastico!!!
    Con l’aiuto dei suoi docenti, con il nostro sostegno, stiamo lavorando affinché il diritto allo studio venga garantito anche a bambini che hanno condizioni “biologiche” diverse dalla maggioranza.
    Non sarà che per molti insegnanti differenziare e’ un ” lavoraccio”? E che è molto più comodo omologare?
    Gradirei più tatto quando si parla di questi problemi, perché i nostri ragazzi hanno l’età per esserne consapevoli e sentirsi dare del ” solito scansafatiche in cerca di scorciatoie”, con anche l’appoggio dei propri genitori e’ offensivo per chi ogni giorno si prodiga al fine di far crescere serenamente e nella completa accettazione del disturbo il proprio figlio.

  2. Leggo con disappunto dei contenuti assolutamente arbitrari, che evidentemente non sono proposti in modo scientifico.
    Mi stupisco che siano pubblicati e messi on line. Ritengo che siano fuorvianti e “tendenziosi” oltre che offensivi per famiglie, alunni, professionisti e soprattutto bravi insegnanti.
    .
    Sono una professionista che lavora con la scuola e le famiglie da quasi venti anni, madre di 3 figli e, oltre ad una laurea, una specializzazione quadriennale e 4 master universitari e anni di esperienza nelle scuole di vario grado.

    Suggerisco, a chi lo ha scritto, di documentarsi con letteratura scientifica e pubblicazioni ad hoc sui motivi dell’aumento del numero di diagnosi DSA, che evidentemente non è virale e non dovuto all’atteggiamento delle famiglie e di scrivere solo su argomenti che padroneggia. Attribuire ad atteggiamenti di eccessiva indulgenza da parte delle famiglie la causa di vari problemi è veramente superficiale e falso.

    Il sarcasmo è veramente spiacevole ed probabilmente nasconde rabbia e irritazioni per situazioni scolastiche che chi scrive fatica a gestire visto che inquadrerà le varie situazioni scolastiche in modo distorto e dipendente dai suoi pregiudizi.

    Suggerisco caldamente a chi gestisce il sito di filtrare le pubblicazioni.

  3. non credevo che dsa fosse una malattia virale….

    DSA CI SI NASCE NON CI SI DIVENTA….

    quello che si sostiene nellìarticolo è assolutamente falso….. e privo di fondamento

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