Condividi

Gli alunni vogliono essere ascoltati, contenuti, presi sul serio. Prediligono di gran lunga regole e autorevolezza al lassismo, al permissivismo ed alla superficialità dei docenti anche se questi sono dispensatori di ottimi voti.

 

docente autorevole

 

Manica stretta, rigidità delle regole e chiarezza sembra siano preferiti dalla maggior parte degli alunni più giovani, ma anche dei più grandi e maturi. Non c’è niente da fare: all’interno di un contesto con regole gli alunni si sentono più sicuri a patto che nel “contenitore” ci sia capacità di ascolto e opportunità per costruire relazioni importanti e significative. D’altra parte un contenimento senza relazione sarebbe puro autoritarismo, ma relazioni senza contenimento rappresentano per molti alunni, come si è visto, false relazioni da evitare, svalutare, coprire con il chiasso e la disistima.

 

Ma cosa di intende per autorevolezza? Come si caratterizza una condotta educativa autorevole? Seguendo l’etimologia della parola, si può arrivare ad una definizione operativa e molto esauriente. L’aggettivo autorevole deriva dal verbo latino augeo (il participio passato è auctum) che significa aggiungere, aumentare. La persona autorevole, dunque, possiede un valore aggiunto per esperienza, conoscenza, età, cultura, saggezza. Un insegnante autorevole è un docente che, oltre a sapere bene la sua materia (gli alunni dicono che “ci spizzica”), ha una marcia in più in saggezza, esperienza, in capacità di condurre tutta la classe verso obiettivi condivisi, facendo rispettare le regole necessarie per arrivare agli obiettivi stessi. È affidabile e coerente. Spesso, in un clima di classe di questo tipo, sono gli alunni a dire e a dirsi che le regole sono regole e vanno rispettate, rinforzandosi a vicenda ed isolando chi vuole fare il furbo.

2 Commenti

  1. Noi siamo esempi per i nostri alunni, come d’altronde lo sono i genitori per i loro figli. Gettare le basi per la fiducia e di conseguenza le regole stabilite per andare avanti nella condivisione e nn nell’autorita’.
    Un obiettivo che ogni insegnante deve avere sempre in mente, altrimenti il processo educativo nn viene espletato al massimo a mio avviso.
    Quindi regole, poche, determinanti e condivise da tutti.

  2. Condivido pienamente. Molti dei miei alunni, in un momento di discussione comune, hanno notato come noi docenti li trattiamo più ” da grandi” rispetto a quanto avveniva alla primaria. Hanno anche rilevato che i nostri rimproveri non sono semplici punizioni, ma occasioni in cui vengono spiegate le ragioni per cui certi comportamenti vengono sanzionati. Infine, si sono accorti che il passo in più che è chiesto alla responsabilità di ciascuno di loro nei confronti della scuola (sulla puntualità nelle consegne, sulla gestione delle diverse discipline, sull’impegno individuale a casa) comporta sì una fatica, ma anche una ritorno in soddisfazione e in crescita personale. Si sentono presi sul serio e lo apprezzano.
    Sicuramente tutto questo in un clima di permissivismo generale non sarebbe possibile.

LASCIA UN COMMENTO