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Per un insegnante della scuola secondaria di prima grado talvolta non è facile spiegare argomenti che hanno a che fare con l’infinitamente piccolo o l’infinitamente grande.

 

In particolare lo studio della chimica presenta non poche difficoltà in quanto gli alunni devono ragionare su elementi teorici che non hanno una corrispondenza visiva e tattile. Anche i semplici esperimenti che raramente si possono svolgere in classe non sono molto efficaci rispetto a quando si ha la possibilità di manipolare dei modelli.

 

UN’ESPERIENZA PRATICA

 

È così che è nata l’idea di proporre un’attività dedicata agli elementi chimici utilizzando un gioco che tutti i ragazzi conoscono: il Lego.

 

Si possono trovare in rete molti utilizzi didattici dei mattonicini: dallo Story telling allo studio delle frazioni. Qualcosa di chimica è stato fatto ma nelle mie ricerche non ho trovato niente che facesse al caso mio come insegnante.

 

Vedevo la necessità di individuare una regola che potesse dare un valore aggiunto all’utilizzo di questo modelli permettendo di acquisire la competenza nella realizzazione dei composti chimici.

 

È così che ho realizzato un percorso innovativo originale assemblando un kit di mattoncini ad hoc e preparando una tavola periodica degli elementi “aumentata”.

 

Il concetto che sta alla base del metodo è quello di “valenza”, la capacità degli elementi di legarsi a seconda del numero degli elettroni che si trovano nell’orbitale più esterno. Come dice la regola dell’ “ottetto” gli atomi tendono a cercare altri atomi con cui legarsi per completare i livelli di energia (per il secondo e il terzo livello 8 è il  numero massimo di elettroni, quello che dà stabilità).

 

insegnare la chimica

 

Utilizzando un mattoncino da 8 incastri come base, su di esso si possono costruire tutte le principali molecole.

 

LA TAVOLA DEGLI ELEMENTI “AUMENTATA”

 

Per permettere agli alunni di avere chiara la situazione degli atomi abbiamo realizzato la tavola periodica degli elementi che presenta affianco ai simboli chimici la rappresentazione del corrispondente mattoncino. Quindi mattoncini di diversa forma e colore rappresentano i diversi atomi.

 

Per ottenere questa rappresentazione schematica ho utilizzato il software scaricabile da internet BlockCad. Con esso si possono rappresentare tutti i pezzi desiderati di tanti colori diversi.

 

Imparando a leggere e interpretare correttamente la tavola si possono capire le valenze degli atomi e di conseguenza il loro comportamento quando si trovano a contatto con altri atomi.

 

Dopo quindi una prima fase di studio teorico si possono effettuare con successo lavori di gruppo, dove il contributo del cooperative learning consente a tutti gli alunni di raggiungere livelli di competenze migliori rispetto a un insegnamento tradizionale.

 

insegnare la chimica

 

I RISULTATI

 

Quello che i ragazzi assemblano è quindi sempre un “oggetto” reale, che essi possono toccare  e che si realizza solo se la procedura è corretta, essi ottengono un feedback immediato e concreto del loro lavoro e possono correggere le strategie in caso l’obiettivo non venga raggiunto.

 

Dopo un primo impatto nel quale pensavano che fosse un semplice gioco, gli alunni hanno capito la complessità dell’argomento ma anche la logica e la semplicità che deriva dalla modellizzazione con questa modalità.

 

Abbiamo quindi composto ossidi e anidridi, li abbiamo uniti a molecole d’acqua per formare acidi e basi e poi questo stessi ancora per formare sali e ricreare molecole d’acqua.

 

La valenza del lavoro non solo è didattica ma vengono stimolate delle competenze metodologiche importanti che servono per muoversi con disinvoltura nell’affrontare i problemi e trovare delle soluzioni in tutte le situazioni che si potranno presentare nella loro vita personale e professionale.

 

Ecco il video di presentazione del progetto.

 

 


Autore articolo

Riccardo Bonomi

Riccardo Bonomi

Insegnante

SCRIVIGLI:

riccardo.bonomi@istruzione.it

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