In Fondo Insegnare Mica è un Lavoro!

L’inesorabile smantellamento della scuola statale italiana e il discredito gettato sulla classe docente, evidentemente progettati a tavolino dai vari governi e amplificati dai media, hanno evidenziato, proprio in un periodo nero per l’occupazione, la scarsissima considerazione della cultura che c’è nel nostro paese. Un paradosso tutto italiano.

 

Questo ha finito per consolidare la convinzione che il lavoro intellettuale e in generale tutti i lavori legati alla cultura, in fondo, non siano dei veri lavori.

insegnare mica è un lavoro

Il lavoro intellettuale sembra un lavoro in cui non si fatica, in cui non ci si sporcano le mani (“Vi farei andare in miniera!”, “Provate a zappare l’orto!”, “Sapessi tutto il giorno in piedi con un phon in mano!”), in cui si scrive e si parla e le parole si sa, sono solo aria, un lavoro in cui perlopiù si sta pure seduti, perciò non può essere un vero lavoro.

 

E se non è un lavoro, non c’è bisogno di retribuirlo, oppure si può retribuire poco.

 

Ne è un piccolo esempio, la mia esperienza di “volontariato culturale”:

 

io non impartisco lezioni private a pagamento (l’ho fatto solo ai tempi dell’Università), non mi piace per principio e oltretutto non ho tempo, considerando le due ore di viaggio al giorno. Ma ogni tanto, in via del tutto eccezionale, per qualcuno che conosco, che me lo chiede per favore o che so che ha problemi economici, trovo un po’ di tempo e do un aiuto (gratis).

 

Ovviamente chiarisco subito con i genitori che la “conditio sine qua non” per aiutare il loro pargolo, è che non voglio soldi, ma forse proprio per questo si innesca uno strano meccanismo: i genitori (in genere la madre) iniziano a PRETENDERE che io segua il pargolo almeno 3 volte alla settimana, che io sia disponibile ogni qual volta ci sia un’interrogazione o un compito in classe e che lo aiuti con la tesina (ovvero che gliela faccia io).

 

Ora, visto che non voglio soldi né regali, e visto che generalmente sono persone che conosco e che mi conoscono… che so, un dolcetto fatto in casa, una crostata, un ciambellone, me lo volete portare???

 

No, a mala pena un grazie. Perché in fondo, mica ho lavorato.

 


Autore articolo
Sandra Zingaretti

Sandra Zingaretti

Insegnante

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