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Insegnare non è solo un lavoro perché:

1. Non timbro il cartellino quando entro o esco da scuola, forse perché se lo facessi non ci sarebbero i soldi per pagarmi lo straordinario (quale lavoratore dipendente rimane in servizio senza essere pagato per l’orario aggiuntivo?);

2. Mi porto continuamente il lavoro a casa (provate a chiederlo a un dipendente delle poste, o della banca o qualsiasi altro mestiere);

3. Non ho la pausa pranzo né la pausa caffè;

4. Durante l’intervallo devo avere occhi e gambe per evitare che qualche alunno si faccia male;

5. Durante l’ora di mensa… passo il formaggio, verso l’acqua, taglio la carne, distribuisco il pane, sbuccio la frutta e, se c’è tempo, mangio qualcosa anche io;

6. Compro con i miei soldi tutto il materiale che serve in classe e vi assicuro che per fare una didattica inclusiva, attiva, creativa e coinvolgente di materiale ne serve tanto (ditemi in quale lavoro un dipendente compra gli attrezzi per fare il suo mestiere);

7. Mi preoccupo dei miei alunni come se fossero i miei figli mettendo il cuore in ogni parola, azione o gesto (quale dipendente ha così a cuore l’utenza?);

8. Nel giorno libero correggo compiti, programmo attività, progetto e realizzo strumenti didattici;

9. Durante le lezioni non posso mettere il cartello “Torno subito” se avessi la necessità di andare in bagno (e spesso non puoi proprio andarci perché non c’è abbastanza personale per sorvegliare gli alunni);

10. Non mi limito ad insegnare , ma faccio anche… l’infermiera, la mamma, la psicologa, la mediatrice familiare e… quando occorre, anche la collaboratrice scolastica (con scopa alla mano e panno per pulire i banchi).

solo un lavoro

Fare l’insegnante, per me, non è solo un lavoro, perché metto l’anima in ciò che faccio per il bene dei miei alunni, perché loro sono il nostro futuro!


Autore articolo
Marta Messina

Marta Messina

Insegnante

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