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Un insegnante, oltre al ruolo classico di certificazione degli apprendimenti raggiunti, assume l’ulteriore e fondamentale compito di regolazione dell’azione didattica e diventa anche un’arma adatta a stimolare l’interesse e l’amore per la materia.

Si valuta ancora, troppo spesso, usando lo stesso metro per tutti gli alunni, ignorando le conseguenze negative che può causare questa pratica. Gli studenti non sono tutti uguali! Ogni alunno ha la sua storia con le sue caratteristiche socio-familiari, un’ intelligenza che lo contraddistingue, tempi d’apprendimento diversi, carattere e personalità proprie.

Perché dobbiamo usare lo stesso sistema e lo stesso metro con tutti? Gli alunni non sono macchine, ma umani con diversi bisogni e qualità. Gli insegnanti, che hanno a cuore il benessere del proprio studente, dovrebbero prestare attenzione alla conoscenza dello stesso e alle sue esigenze didattico-educative.

valutazione

Ci sono alunni costantemente impegnati a superare i propri limiti, che passano ore ed ore dei loro pomeriggi sui libri, ma raggiungono risultati mediocri.

Continuare a valutarli negativamente, nonostante i loro sforzi, a mio parere, può causare sconforto e creare una sorte di scoraggiamento che non gli permetterà di raggiungere risultati sperati nei tempi a loro più consoni.

Come pure non credo sia opportuno valutare sempre positivamente l’alunno particolarmente dotato che studia quel poco che basta per raggiungere buoni risultati, quando potrebbero essere ottimi. Valutandolo sempre positivamente non lo stimoliamo a fare meglio sfruttando al massimo le proprie potenzialità!

Le valutazioni, a mio parere, non possono essere simili alle contabilità dei ragionieri: pratiche che possono divenire devastanti per chi le subisce.

La valutazione deve avvenire in campo educativo. Il processo valutativo concorre a costruire e modificare l’immagine di sé come scolari e influenza le storie individuali. La valutazione non deve essere selettiva, ma educativo-formativa.

Lucia de Leonardis, insegnante

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