Condividi

Molti pensano che fare l’insegnante sia una pacchia: lavori soltanto la mattina e ti fai tre mesi di vacanza d’estate. Ecco, le cose non stanno così, tant’è che la Regione Marche ha presentato una mozione per chiedere al Governo di estendere anche al mestiere dell’insegnante i benefici per i lavori gravosi.

A sostegno di questa tesi, numerosi studi hanno dimostrato che è un lavoro a rischio burnout: l’usura psicofisica infatti colpisce gli insegnanti a tutti i livelli, dalla scuola primaria a quella secondaria di secondo grado. Problemi psichici e suicidi registrano tassi molto alti in questa categoria professionale.

mozione

La richiesta è partita dalla vicepresidente dell’Assemblea legislativa delle Marche Marzia Malaigia, che chiede un impegno alla Giunta regionale per arrivare al Parlamento, al fine di inserire l’insegnamento nella lista dei lavori sottoposti a mansioni usuranti.

I motivi sono evidenti: alla tradizionale funzione educativa, oggi, si aggiunge quella sociale, perché il fenomeno del bullismo è sempre più presente e gli alunni sono più problematici rispetto al passato (in termini di educazione, problemi didattici, differenze socio-culturali, difficoltà cognitive e linguistiche e così via), gli impegni burocratici aumentano, il rapporto tra insegnante e numero di discenti è sempre più asimmetrico e, fattore importante ma spesso sottovalutato, l’età media delle insegnanti è sempre più alta, mentre quella degli alunni rimane costante e addirittura quella delle famiglie si abbassa.

La Regione Marche si batte così per la possibilità di riconoscere la pensione anticipata a tutti i docenti e l’accesso all’APE Social. Questo, inoltre, porterebbe un rinnovamento della classe docente in favore di quella buona scuola che prevede metodologie innovative e tecnologiche, oltre a una preparazione più adatta a una realtà sociale che negli ultimi anni è cambiata molto.

La vicepresidente Malaigia si augura che la mozione venga approvata e che il Governo dia ascolto, per una volta, agli insegnanti.

Nessun commento

LASCIA UN COMMENTO