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Dove si studia meglio? Quali sono le migliori università del mondo dove frequentare gli studi universitari garantisce il successo professionale?

In una recente ricerca (pubblicata a settembre 2016), la World University Rankings 2016 – 2017, condotta considerando 79 paesi del mondo, ha prodotto una graduatoria delle migliori università, diffusa in rete da qualche settimana, che va a censire 980 istituzioni.

La valutazione è stata fatta in base a 13 criteri ben definiti, tra cui la qualità dell’insegnamento, in base all’ambiente di apprendimento, il peso della ricerca, in relazione al numero di volumi prodotti e alla risonanza che essi hanno, oltre al numero delle citazioni, all’importanza dell’aspetto internazionale e alla rilevanza data alla trasferibilità della conoscenza.

Il database a cui ha fatto riferimento il gruppo di ricercatori, con una metodologia avanzata e trasparente, ha preso in considerazione oltre 250.000 categorie riguardanti le università nel mondo, 56 milioni di citazioni, quasi 12 milioni di pubblicazioni, per oltre 5 anni.

Al primo posto, dopo molti anni di predominanza nord americana, si piazza la celeberrima università di Oxford, che batte la blasonata Caltech (California Institute of Technology) e il Massachussets Institute of Technology (Mit), da anni ai primi posti.

migliori-universita-del-mondo

Prima europea, dopo Oxford, è lo Swiss Federal Institute for Technology di Zurigo, tra le prime dieci. Tra le nazioni emergenti ci sono la Corea e la Cina, quest’ultima con l’Università di Pechino al 29 posto, e non mancano pronte a scalare le posizioni, l’Iran, la Turchia, il Brasile, l’India e molti istituti universitari australiani.

Il continente che continua in modo inarrestabile la scalata alla conquista dei primi posti è l’Asia, con quasi 300 università di 24 paesi diversi

Le europee più presenti sono il Regno Unito, la Germania – con 41 istituti di cui la metà tra i primi 200 – , l’Olanda e la Francia, oltre alle sedi dei paesi scandinavi, tra cui l’Università di Helsinki e il Karolinska Institute di Stoccolma.

E le italiane?

La prima posizione spetta a Pisa, con la Normale al 137° posto e al 190° di nuovo la città toscana con l’Istituto Sant’Anna. Tra le altre italiane si segnalano i Politecnici di Milano, di Torino e delle Marche e la veneta Cà Foscari, mentre la prima del Sud (tra le prime 400) è la “Aldo Moro” di Bari, seguita dall’Università della Calabria e da quella di Catania. Tra le italiane si segnala una forte predominanza delle università ad indirizzo tecnico scientifico e, a fianco dei grandi poli come “La Sapienza” di Roma e “La Cattolica” di Milano, emergono le università di aree urbane più decentrate, per esempio quella di Bolzano (tra le prime 250) e quella di Cagliari (tra le prime 400), quella di Urbino e quella di Verona (intorno alla 500° posizione).

La ricerca sottolinea, proprio relativamente a paesi europei tra i quali l’Italia, la Spagna e la Francia il trend negativo, a favore dei grandi centri urbani asiatici come Hong Kong, Singapore e la Corea del Sud, che pongono le basi per una crescita esponenziale in tempi rapidi.

Carmelina Maurizio, insegnante – formatrice – consulente editoriale

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