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Anticipare l’acquisizione di competenze specifiche, ovvero quella che è chiamata “fase di prescolarizzazione”, può avere effetti negativi sui bambini. La conferma arriva da diverse ricerche.

È davvero incredibile come il mutuare dei tempi abbia delle influenze anche sulle abitudini scolastiche.

Infatti, un tempo che oggi appare lontano secoli, esistevano dapprima solamente il classico e vecchio asilo, luogo ove i bimbi che potevano avere dai tre anni fino ai cinque, passavano gran parte della loro giornata.

Oggi questa struttura è chiamata scuola materna oppure scuola dell’infanzia, ed è stata affiancata dal cosiddetto nido d’infanzia, un tempo asilo nido, che si è trasformato in una struttura educativa riservata ai bimbi che possono avere dai tre mesi fino ai tre anni e che è, a sua volta, la chiave d’accesso per la tappa successiva, cioè la scuola materna o scuola dell’infanzia.

Nella sostanza delle cose oggi un bimbo di appena tre mesi viene proiettato nel mondo della scuola, avendo riservato a sé un periodo fino ai cinque anni, età nella quale, di solito, si accede alla prima elementare, istituzione che ha avuto anche lei la sua bella trasformazione lessicale divenendo scuola primaria.

Alle volte la nostra classe politica non ha proprio nulla da fare che mettere continuamente mano alla povera scuola. Infatti, per la cronaca, quella che un tempo si chiamava scuola media inferiore oggi è “scuola secondaria di primo grado”.

prescolarizzazione

Quindi dai quasi zero anni fino ai cinque è già stato tutto pianificato, un po’ come il concetto “dalla culla alla tomba” di comunista memoria. Ma il tutto ovviamente non termina qui.

È sempre più divenuto argomento di studi e di discussione gli effetti che un bambino può avere con una prescolarizzazione.

Il problema non è quello di chiedersi se è corretto o meno portare un bimbo di appena tre mesi in un luogo, seppure attrezzato e con personale qualificato, che non sia casa sua, ma se sia giusto che un bambino in tenera età venga già coinvolto nella alfabetizzazione che un tempo era esclusiva delle scuole elementari.

Infatti, chi ricorda ancora i tempi dell’asilo, sa perfettamente che non vi erano materie da studiare e compiti da fare a casa.

Questi istituti che accolgono queste giovani menti, invece di dare libero sfogo a giochi e fantasie, preparano i bambini ad affrontare il percorso che troveranno alle elementari.

Addio al giro tondo, a guardia e ladri, a nascondino e quant’altro, e via ad esercizi tipicamente scolastici già a partire da quello che è l’ultimo anno di frequentazione della scuola materna.

Ma tutto ciò è un vantaggio oppure è una negazione all’infanzia?

Sono vari importanti centri di studi universitari di rilevante valore mondiale a decretare che tutta questa prescolarizzazione produce effetti negativi sui bambini.

Ad esempio, corposi studi compiuti negli Stati Uniti, hanno evidenziato come gli eventuali vantaggi offerti a bimbi sottoposti ad una prescolarizzazione sono del tutto momentanei.

Mettendo a confronto una metodologia educativa basata sulla socializzazione, sulla esplorazione e sul gioco con quella volta ad una preparazione accademica, quindi, pare che i benefici che si ottengono con la prescolarizzazione si possano trasformare nel tempo in veri e propri svantaggi.

Altri emeriti studiosi, invece, sostengono che la prescolarizzazione sia di fondamentale e vitale importanza per comprendere se un bambino abbia problemi di apprendimento.

Nessun vuol dire che un sano e corretto sviluppo visuo-motorio sia basilare ma, forse, alle volte sarebbe il caso di rammentare che si sta “osservando” solamente un bambino di cinque anni.

Pur correndo il rischio di essere etichettati come “no policy correct”, verrebbe veramente da dire che la maggior parte della classe dei nostri politici ha evidenti e manifesti problemi di apprendimento. Ma ciò è forse per colpa di una loro non prescolarizzazione?

4 Commenti

  1. Sono d’accordissimo! Ho un figlio nato a gennaio, l’ho fatto fare 4anni di scuola della infanzia! Oggi… Lui è un bambino sicuro e senza problemi a scuola, frequenterà la terza elementare, autonomo! Ho 2 gemelline nate a dicembre! E nonostante i loro carattere sia diverso, vedo che questo non sono preparate x Fare l’ultimo anno della scuola della infanzia (“grandi”), adesso hanno 4anni, a dicembre avranno 5 anni. Ed sfortunatamente, nel anno scolastico 2017/2018, andranno nella prima elementare! MENTRE DOVREBBERO GIOCARE ANCORA! È OVVIO NON SARANNO FERME NELLA PRIMA ELEMENTARE, NON AVRANNO ATTENZIONE, ECC… CONSEQUENZIA… POVERINA DEI LORO FUTURI MAESTRI! CHE DOVRANNO PORTARE AVANTI IL PROGRAMMA… PECCATO

  2. non si può generalizzare ci sono bambini che non sono agfatto stimolati a casa e grazie alla scuola materna hanno l’opportunità di iniziare una scuola primaria con un piccolo bagaglio lessicale e una conoscenza dei numeri almeno fino a 10.ommsaginatevi una classe eterogenea in cui ci sono bambini superstimolati a casa e bambini che a casa non hanno ricevuto alcuno stimolo,ma grazie al minimo della scuola materna non si sentiranno inadeguati

  3. Concordo col curriculo ludico VS pre-scolasticistico.
    Attraverso il gioco, il confronto di idee e di pensieri, attività psicomotoria, stimolo della capacità di astrazione, attività di memorizzazione,esercizi fonologici, si arriva pronti per acquisire il processo di letto/scrittura….
    si possono anche riconoscere eventuali disturbi specifici di apprendimento.
    Purtroppo non tutti i genitori accettano, sono convinti che i bimbi devono giungere alla scuola primaria che sappiamo scrivere e leggere!

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