Condividi

Settembre ritorna, e l’ansia degli insegnanti di sostegno pure: in quale scuola finirò? I nuovi colleghi saranno cordiali? Con quali bambini dovrò lavorare?

insegnante di sostegno

Ogni anno scolastico per i docenti precari è sempre diverso, ma ci sono 3 consigli che mi sentirei di dare per partire con il piede giusto nella nuova realtà scolastica:

CONOSCI

Conoscere i propri colleghi (e il personale ausiliario in servizio sul proprio piano: sempre pieni di risorse e buoni alleati in molte situazioni!); cercare di instaurare con tutti un buon rapporto, se possibile non solo lavorativo. “Beh”, voi direte, “ fosse così semplice!”.

E infatti non lo è, ma è molto importante creare delle sinergie con le persone con le quali lavoreremo a stretto contatto per tutto un intero anno: serve per la nostra sopravvivenza ma, soprattutto, per il benessere dei bambini perché, dove c’è armonia, il lavoro diventa sempre più leggero (…con un poco di zucchero…).

INFORMATI

Informarsi sulla classe (o classi) alla quale saremo assegnati e sugli alunni con difficoltà presenti; no, non mi sono sbagliata: ho parlato di CLASSE assegnata e non di ALUNNO perché, ricordiamoci bene, che noi insegnanti di sostegno siamo assegnati alla classe e non all’alunno come un timbro indelebile!

Cercare informazioni nei documenti, dai colleghi (se sembra essere il caso, anche dai precedenti insegnanti di sostegno), ci permette di arrivare al primo giorno di scuola con un minimo di aspettative e di preparazione: se l’alunno che seguirò ha un disturbo dello spettro autistico e non ho la più pallida idea di che cosa voglia dire autismo, allora avrò un minimo di tempo per informarmi, anche se so che ogni bambino è a sé: posso iniziare a pensare a prove di valutazione in ingresso con i colleghi e poi calibrare il lavoro quando avrò iniziato a conoscere l’alunno.

NIENTE PAURA!

“Eh, quest’anno non sei stata tanto fortunata: Luigi è proprio un bambino difficile; io non saprei proprio cosa fare con lui”. Ecco la frase di benvenuto che alcuni insegnanti ti dicono e che fa nascere in te la voglia irrefrenabile di scappare via da quella scuola. Si sa: ci sono bambini più tranquilli e altri più agitati, ognuno con i propri problemi, ma non per questo dobbiamo spaventarci.

Certo, all’inizio il timore di fallire, di non riuscire a “contenere” l’uragano Luigi c’è, ed è normalissimo, ma dobbiamo iniziare con calma il percorso: dobbiamo conoscere questo bambino, i punti forti e deboli, quello che lo fa arrabbiare e quello che ama sopra ogni cosa: la non-conoscenza genera naturale paura.

Quando avremo conosciuto meglio il bambino, allora Luigi diventerà il nostro piccolo(o grande) uragano di affetto e simpatia. Ricordiamoci anche che, in molti casi, certi insegnanti vanno bene con determinati tipi di bambini, e viceversa: è normale, siamo persone dopotutto!

Ovviamente questi consigli valgono anche per tutti gli insegnanti che inizieranno il lavoro a scuola già avviata, anche se sarà tutto un po’ più veloce e confusionario; ma non preoccupatevi: il primo mese è sempre il più difficile, poi tutto si tranquillizza e le soddisfazioni non tarderanno ad arrivare!

Buon lavoro!

 Teacher Maia
 
 
Teacher Maia
Insegnante di sostegno
SCUOLA PRIMARIA

Nessun commento

LASCIA UN COMMENTO