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Ashoka è un’associazione internazionale di imprenditori sociali, fondata nel 1981 negli Stati Uniti e operativa in Italia dal 2014, con cui collaboro dal primo giorno del loro sbarco nel nostro paese.

Negli ultimi mesi, con il supporto della Onlus Staanoi e Wind Telecomunicazioni SpA, abbiamo intrapreso un progetto complesso: la mappatura dell’innovazione scolastica.

Ci siamo chiesti quali fossero le caratteristiche che rendono il nostro sistema scolastico innovativo, quali scuole si stessero distinguendo per percorsi educativi innovativi che includessero empatia, creatività, leadership, gioco di squadra, nuove metodologie didattiche e uso del digitale.

scuole più innovative

Abbiamo intervistato dirigenti scolastici, docenti, educatori, ricercatori, operatori sociali ricavandone una poliedrica rappresentazione della realtà scolastica nella quale hanno un ruolo chiave la robotica educativa, la tecnologia digitale, la didattica interattiva, le classi che si trasformano in laboratori, i FabLab e le stampanti 3D, i libri di testo autoprodotti, il bilinguismo a partire dalla scuola primaria, i progetti che stimolano la curiosità, la voglia di conoscere, valorizzano il gioco, il contatto con la natura, le emozioni e i rapporti interpersonali.

Dalla mappa è emerso come sia la scuola pubblica a stimolare l’innovazione rappresentando il 95% del totale delle scuole e geograficamente, le vere eccellenze italiane si trovano in Lazio, Lombardia e Puglia.

Sovente le metodologie didattiche sono state sviluppate per iniziativa di singoli insegnanti e supportate dai dirigenti scolastici.

In alcuni casi la protagonista è la tecnologia, in altri, invece, gli attori principali sono un diverso utilizzo del tempo e dello spazio scolastico, o ancora, un approccio didattico che mette al centro lo studente come interprete principale del percorso di apprendimento.

Dalle interviste concluse, il tempo risulta un fattore chiave rispetto all’efficacia delle metodologie sperimentali: a trainare l’innovazione sono il ciclo della primaria (gli istituti comprensivi sono il 54% del totale delle scuole) e della secondaria di secondo grado (38% del totale) dove ad innovare sono soprattutto gli istituti tecnici, seguiti a distanza dai licei.

Lo scambio e la condivisione risultano fondamentali per connettere e sostenere le scuole che portano avanti idee e metodologie didattiche innovative, in questo senso, la Fondazione Mondo Digitale e il progetto Avanguardie Educative Indire sono le realtà più attive, mentre la rete del progetto Scuola Senza Zaino vede una forte adesione degli Istituti Comprensivi ed un grande lavoro di innovazione viene svolto dalla Fondazione Amiotti con l’associazione Rinascimente.

L’obiettivo della ricerca era lanciare Scuole Changemaker il nuovo programma internazionale che identifica, connette e supporta l’innovazione nelle scuole perché i progetti educativi possano essere rafforzati, crescere come impatto e possano essere replicati sia in Italia sia in Europa.

Il prossimo passo, sarà offrire la possibilità ad una scuola -rappresentata da un insegnante o da un dirigente scolastico – di partecipare ad un incontro in Olanda che si svolgerà sabato 3 Settembre, intitolato Innovation Day on Education, durante il quale saranno presenti esperti del settore scolastico provenienti da tutta Europa in un alternarsi di plenarie, docenze frontali, momenti di condivisione e lavori di gruppo.

L’innovazione parte dai banchi: la scuola e l’istruzione sono elementi essenziali di un mondo in cui tutti, fin da piccoli, contribuiscono al cambiamento sociale.

 


Autore articolo
Valentina Barp

Valentina Barp

Assistente Project Manager “Changemaker Schools”

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