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Trasformare i pensieri in parole è più difficile di quanto si possa immaginare. Primo, perché un pensiero non è fatto solo di parole ma anche di immagini, suoni, colori… Secondo, serve una grande padronanza di linguaggio per questa trasformazione, perché il numero di parole di ognuno di noi è limitato, perché la rigidità delle parole non trova mai perfetta corrispondenza con le sfumature del pensiero. Terzo, il linguaggio scritto non è sufficiente per esprimere a pieno un’emozione.

Insomma, è difficile per tutti, ancora di più per un giovane studente.

Quali strategie possiamo allora adottare per trasformare in parole il pensiero degli studenti?

pensieri

Lo strumenti più utilizzato dagli insegnanti è sicuramente quello del tema di italiano. Il titolo del tema può essere d’aiuto, una traccia che lo studente segue per ordinare i pensieri nella testa seguendo un filo conduttore e cominciare a buttare giù parole.

Per esempio, possiamo chiedere di descrivere una situazione familiare o un avvenimento personale capitato in un preciso momento come il Natale o l’estate. Oppure chiedere la loro opinione personale su un fatto di attualità, però dopo averlo descritto e averne discusso in classe per assicurarci che tutti sappiano di che cosa parliamo.

Un altro metodo per insegnare agli alunni a mettere per iscritto i pensieri consiste nel dare una parola chiave e chiedere di scrivere tutte le parole legate a questa che vengono in mente. Gli alunni avranno così una serie di termini con i quali, dopo, potranno organizzare un discorso organico con dei punti fermi, magari ordinato in paragrafi.

Anche la musica può esserci di aiuto in questo esercizio. Chiediamo alla classe di ascoltare un brano di musica (la musica classica si presta bene). Facciamolo ascoltare una prima volta e lasciamo un po’ di tempo ai ragazzi per pensare. Riascoltiamolo tutti insieme e lasciamo ancora un altro po’ di tempo per ordinare i pensieri.

Adesso chiediamo agli studenti di scrivere tutto quello che viene loro in mente ascoltando questa musica. Possiamo lasciarla come sottofondo a intervalli regolari mentre i ragazzi scrivono. Ecco un altro modo per trasformare le emozioni in parole.

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