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Si era spacciato per ginecologo, e così, in provincia di Monza, un 50enne pare sia riuscito a compiere abusi sessuali su ragazze minorenni. La polizia nei giorni scorsi ha così eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti dell’uomo.

Ginecologo

Si tratta di un impiegato, con moglie e figli, accusato appunto a Milano il 20 gennaio con l’accusa di violenza sessuale su minori e adescamento ai danni di tre ragazzine di età compresa tra i 15 e i 17 anni. A causa di “motivi investigativi” però la notizia è trapelata solo oggi. L’uomo si serviva di messaggistica online e in questo modo instaurava un legame con le ragazzine. In questo modo ad esempio è stata adescata la prima vittima, a cui si è presentato come il noto specialista “Alberto Berti”, e convincendola poi per mesi ad avere rapporti sessuali con lui.

Il padre della ragazza ha poi sporto denuncia, dando il via alle indagini nel novembre 2018, quando sua figlia ha trovato la forza di confidargli gli abusi e le richieste che il “ginecologo” continuava a farle perché coinvolgesse altre ragazzine, arrivando a chiederle espressamente di portargli “una bambina di dieci anni”.

Con la seconda vittima ha agito spacciandosi per varie adolescenti che consigliavano il trattamento e in questo modo persuadendola all’incontro. Una volta nel suo appartamento la ragazza è stata costretta ad avere un rapporto sessuale con lui, con la minaccia che in caso contrario avrebbe coinvolto i suoi genitori o le avrebbe inflitto gravi conseguenze fisiche, quali la sterilità. Con la terza vittima invece l’uomo si è spacciato per un 17enne ed ha quindi inscenato una relazione amorosa in chat; durante le loro conversazioni l’uomo l’ha convinta a sottoporsi ad un trattamento anticoncezionale.

Si tratta di un falso trattamento “pubblicizzato” sui social, denominato “Neutro”, che a seconda delle esigenze delle “pazienti”, veniva spacciato come anticoncezionale, anti-frigidità o anti-sterilità. L’uomo aveva messo in piedi una rete di profili “fake” sia su Facebook che su Instagram, in cui venivano esaltate le capacità del falso medico e del suo metodo, sia da ragazzine che addirittura dal fidanzato di una di queste.

Sia gli investigatori di Monza che i magistrati di Milano sono convinti che vi siano anche molte altre vittime, per cui hanno invitato le ragazzine a parlare con i propri genitori o a sporgere denuncia direttamente alla polizia. Sono quindi in corso ulteriori indagini.