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Nella notte tra sabato 8 e domenica 9 febbraio, a Palermo è avvenuto un’aggressione razzista. Kande, un ragazzo di soli 20 anni, originario del Senegal, è stato picchiato selvaggiamente da un gruppo di adolescenti, a causa del colore della sua pelle.

L’aggressione razzista si è svolta in via Cavour, centro della movida palermitana. Secondo quanto scritto nella sua denuncia, il 20enne è stato improvvisamente accerchiato da un gruppo di ragazzini. Il branco ha poi iniziato a picchiarlo sul volto, insultandolo e urlandogli: “Negro di m…vai via da qui“. Subito dopo l’aggressione, Kande è stato trasportato al Pronto Soccorso dell’Ospedale Civico, in cui i medici gli hanno attestato 10 giorni di prognosi.

la vittima aggressione razzista a palermo

Ciò che sconvolge maggiormente è che il tutto è avvenuto tra la folla, ma solo due ragazzi sono intervenuti per mettere fine all’aggressione. La storia è stata raccontata da Ignazio Penna, che su Facebook ha scritto: “Voglio raccontarvi una storia molto brutta a cui non ho assistito personalmente, ma mi è stata raccontata di prima mano. Ieri notte intorno all’1:30, due amici di mio figlio che conosco molto bene sono passati da via Cavour e si sono accorti che stava succedendo qualcosa di strano e spiacevole“. La folla, infatti, si era disposta a semicerchio. Al centro, “una folla di circa trenta adolescenti palermitani” stavano picchiando selvaggiamente un giovane ragazzo di colore. Ha proseguito: “Il ragazzo si stava difendendo come poteva, anche con l’aiuto di una catena. Ma nessuno interveniva. Sono corsi i due amici di mio figlio, mettendosi al fianco del ragazzo aggredito, mentre uno dei due chiamava la polizia“.

La mamma delle vittima ha commentato amaramente: “Stanotte mio figliolo ritornava a casa dal lavoro. Perchè tutto questo odio solo per il colore della pelle?“. Kenda, rimasto particolarmente traumatizzato dall’aggressione razzista e dall’odio nei suoi confronti, ha invece speso delle parole verso Palermo: “Vi ringrazio ancora e urlo con voce alta che Palermo è una bellissima città accogliente e antirazzista. Ci sono tante belle persone, io mi trovo veramente benissimo qui“. Riferendosi ai suoi aggressori, invece, ha precisato: “Gli consiglio di girare un po’ il mondo e vedere come funzionano le cose. Sono veramente animali, troppo chiusi. Essere nero o bianco che senso ha?“.