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Una vacanza finita in tragedia, quella di Annamaria Sorrentino: precipitata da un balcone, l’ex Miss Campania muore il 16 agosto scorso. Adesso, le indagini sono a una svolta: non si è trattato di un incidente e gli inquirenti puntano sul marito della ragazza, Paolo Foresta. Per i familiari di Annamaria, era scontato sin da subito si trattasse di omicidio.

Annamaria, il marito e altre due coppie erano arrivati da qualche giorno nella casa-vacanze di Tropea, luogo in cui, all’indomani del Ferragosto, si è conclusa in modo tragico la vita della 29enne campana, nota al pubblico per aver conquistato qualche anno fa la fascia di Miss Campania. Di questi giorni, la notizia: non si crede più all’incidente o al suicidio e viene indagato il marito.

La famiglia, sin da subito, aveva puntato il dito sul giovane o comunque non aveva creduto al suicidio. Pare che quella vacanza non fosse altro che una specie di tribunale improvvisato, per via della vita privata di Annamaria. Si era innamorata di un altro, e i familiari sospettano che il viaggio a Tropea dovesse servire per estorcere chiarimenti sulla vicenda.

Fino a questo momento, la procura aveva aperto un’ indagine contro ignoti, ma alcune recenti rivelazioni hanno portato a sospettare del coniuge, da ora indagato per omicidio preterintenzionale. Pare ci sia un video a incastrarlo, di cui ha dato rivelazione il giornalista Biavardi, di Giallo. Nel programma Storie Italiane, il giornalista ha raccontato di un video in possesso degli inquirenti, che potrebbe segnare sul serio il coinvolgimento del marito nonché la falsa testimonianza degli amici presenti alla morte di Annamaria.

I coinvolti nei fatti – Annamaria, il marito e gli amici in vacanza con loro – sono tutti sordomuti e si esprimono con il linguaggio dei segni. Questo dettaglio è fondamentale per capire l’importanza del video al vaglio degli inquirenti: le video-camere interne della sala d’attesa riprendono i cinque, le due coppie e Paolo Foresta, chiamati per raccontare cosa fosse successo a Tropea, mentre intrecciano un fitto dialogo fatto di gesti, in cui si accordano su un’unica versione da fornire agli inquirenti.

Adesso, i familiari di Annamaria sentono più avvalorata la loro tesi, cioè che la figlia non si sia buttata, ma sia stata spinta dal terzo piano.