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Le poesie a scuola. Gioie e dolori (soprattutto dolori) per i giovani alunni che hanno dovuto impararle a memoria. Ricordo con un brivido lungo la schiena il periodo in cui fummo “costretti” alla scuola primaria ad imparare “Il Natale” di Alessandro Manzoni. Secondo Paolo Di Stefano per apprezzare la poesia esiste un unico modo: leggerla, leggerla e ancora leggerla. Ma è davvero così?

poesia

Il commento di Paolo Di Stefano è sicuramente da tenere in considerazione, l’unico problema è che nella didattica odierna si ha difficoltà ad inserire questa tipologia di studio. Un tempo gli alunni rimanevano a capo chino a rileggere centinaia di volte le stesse righe nella speranza che queste venissero finalmente memorizzate, soprattutto le parti più complicate. Ora, nell’epoca degli smartphone, internet e tablet le capacità mnemoniche degli alunni sono davvero diminuite ed è quindi quasi utopico proporre di nuovo un antiquato metodo di memorizzazione.

Ma non risiede solo in questo il nocciolo del problema. A scuola la poesia in generale viene studiata poco perché ritenuta un genere minore se messa in confronto con la narrativa. Insomma: allo stato attuale imparare a memoria una poesia non solo è un esercizio sterile ma anche privo di valore pratico proprio perché è un genere letterario didatticamente poco rilevante.

C’è da dire però che imparare una poesia è utile per affinare le proprie capacita mnemoniche, arricchire il proprio bagaglio linguistico e culturale, valorizza l’etica ed i sentimenti e via discorrendo. Forse apprezzare di più la poesia in questi tempi tecnologici non fa proprio male.

Uno dei problemi legati alla poesia in ambito scolastico è la sua poca immediatezza. Questo infatti è un genere che è pieno zeppo di apparati critici (parafrasi, riflessioni sui testi, linguaggi, figure retoriche impiegate dall’autore) che se da un lato sono un utile approfondimento critico alla poesia, dall’altro questa può essere vista come un obbligo e non come un qualcosa da apprezzare. Probabilmente l’unico modo per apprezzare veramente una poesia è semplicemente leggerla e amarla per quello che è e, perché no, anche impararla.