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Basta con questa fissazione che le prove Invalsi siano un Rischiatutto. Chi li diffama, ha problemi personali, nel senso che non vuole essere valutato. Io non temo l’Invalsi, anzi. Io lo benedico: ha costretto a cambiare didattica (finalmente) dell’italiano, non esiste solo la letteratura.

prove invalsi

I ragazzi devono uscire dalla scuola dell’obbligo (seconda superiore) in grado di comprendere testi di ogni genere, continui e non continui. E basta con questa storia! Scommetterei uno stipendio che chi li contesta, non ne ha mai letto uno, mai studiato e mai analizzato.

Inoltre, l’Invalsi restituisce alle scuole molte informazioni che talvolta nemmeno noi insegnanti conosciamo (le opportunità familiari, per esempio…quanti libri una famiglia ha in casa). Ogni anno la stessa storia. Chi ha paura dell’Invalsi, teme di essere valutato e allora io nutro dei grossi dubbi sulla professionalità di un insegnante, se è un insegnante a sostenerlo.

L’unica osservazione che posso fare, è relativa ai test della seconda elementare. Mi sembra troppo poco il tempo assegnato a bambini che hanno appena imparato a leggere. Inoltre, contesto chi lo fa vivere con angoscia: non servono a nulla i libretti né fare e rifar fare le prove. E’ l’impostazione didattica che va cambiata. Una prova va bene, giusto perché i bambini e i ragazzi si rendano conto della prova, ma poi basta.

Le Prove Invalsi misurano la capacità di comprendere un testo, la capacità di fare inferenze. E finalmente non ci sono solo i testi narrativi, ma ci sono tabelle, grafici, articoli…infatti i nostri alunni, in genere, sono bravissimi nella compresnione di testi narrativi (per forza, è dalla nascita che non fanno altro), ma poi non sono in grado di leggere neanche un volantino o una pubblicità. W l’Invalsi che tenta di scardinare la vecchia didattica.

[Da un commento di Lidia Lenotti sulla nostra pagina facebook Your Edu Action]