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Benjamin Giroux ha 10 anni ed è un bambino un po’ più speciale degli altri. Benjamin ha la sindrome di Asperger, un disturbo dello sviluppo con una parentela con l’autismo e che si sviluppa sin dai primissimi anni di età.

Benjamin non è meno intelligente dei suoi coetanei, ha solo maggiori difficoltà ad esprimersi rispetto a loro, ha più difficoltà ad interagire ed ha bisogno di trovare dei punti di connessione con il mondo e le persone che lo circondano. Nella storia che vi raccontiamo, questo punto di connessione tra Benjamin ed il mondo è stato decisamente trovato, quando la sua insegnante gli ha dato un compito particolare.

Infatti, l’insegnante di Benjamin Giroux presso la scuola primaria di New York Cumberland Head, gli ha assegnato un tema dal titolo “I am”, cioè “Io sono”.

Due parole che prevedevano che gli alunni continuassero a svolgere il tema parlando di loro stessi. Ed ecco come Benjamin ha deciso di completare la frase, scrivendo una piccola, toccante poesia di cui trovate la traduzione di seguito:

Sono strano, sono nuovo
Mi chiedo se lo sei anche tu
Sento voci nell’aria
Vedo che tu non lo fai, e questo non è giusto
Non voglio sentirmi giù
Sono strano, sono nuovo
Faccio finta che lo sia anche tu
Mi sento come un ragazzo nello spazio
Tocco le stelle e mi sento fuori posto
Mi preoccupo di ciò che gli altri possano pensare
Piango quando le persone ridono, mi fa chiudere dentro me stesso
Sono strano, sono nuovo
Capisco ora che lo sei anche tu
Dico che “mi sento come un naufrago”
Sogno un giorno che vada bene
Cerco di inserirmi
Spero di farlo un giorno
Sono strano, sono nuovo.

In queste parole si legge tutto il sentirsi fuori posto di Benjamin, a causa di una sindrome, quella di Asperger, che può certamente causare una sensazione di diversità e di esclusione, soprattutto per un bambino di soli 10 anni!

Leggiamo infatti che Benjamin è attraversato da sensazioni e pensieri che gli fanno percepire una certa distanza dalle persone che lo circondano, lo fanno sentire come la vittima di un naufragio, come se addirittura si fosse perso nello spazio.

Il pensiero di quello che gli altri pensano, il fatto che si senta deriso dalle persone che lo circondano, rendono Benjamin estremamente triste, ma allo stesso tempo leggiamo che permane la speranza di trovare un punto di connessione con chi lo circonda, di inserirsi, con la speranza di poterlo nel tempo fare e sentirsi finalmente a suo agio, capendo che chiunque è strano ed unico a modo suo.

bambino autistico poesia
credit: autisticandproud.wordpress.com

I genitori di Benjamin si sono detti pienamente orgogliosi del figlio, del suo coraggio e del suo essersi aperto con questo tema, che ha dato anche a loro un’idea più precisa di come si senta veramente il figlio, e che sebbene possa sentirsi isolato ed incompreso a volta, ha col tempo compreso che ognuno è in fondo strano a proprio modo.

Sono inoltre stati molto felici della vicinanza che molti hanno dimostrato nei confronti del piccolo Benjamin, ed inoltre hanno voluto esprimere la loro empatia con altri genitori che hanno a che fare con figli affetti dalla stessa sindrome.

Anche la pagina Facebook dell’Associazione Nazionale Autismo americana ha condiviso il tema di Benjamin, ottenendo un numero enorme di like e di condivisioni, e promuovendo il messaggio che tutti siamo, a modo nostro, strani, e che Benjamin può considerarsi parte della loro comunità.

Il piccolo Benjamin sembra abbia avuto modo di leggere tutti i commenti e gli incoraggiamenti ricevuti, traendone una grandissima gioia.