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Il professor Marco Molinari, direttore del Centro spinale della Fondazione Santa Lucia Irccs di Roma, centro in cui Manuel Bortuzzo sta seguendo un percorso di riabilitazione, sembra dare qualche speranza al nuotatore.

Speranze per Manuel BortuzzoHa infatti spiegato che ad oggi sono diversi i gruppi di ricerca che nel mondo stanno facendo grandi passi nella riabilitazione di pazienti paraplegici, e dice appunto: “Oggi ci sono speranze per il trattamento delle lesioni spinali, e quindi ci sono speranze anche per Manuel Bortuzzo“. Si parla ad esempio della tecnica del professore svizzero Gregoire Courtine, tecnica basata sulla stimolazione elettrica wireless e che ha già fatto tornare a camminare sei pazienti.

Il professor Molinari riporta anche un altro esempio: “Negli Stati Uniti un altro gruppo di ricerca, quello di Susan Harkema, sta applicando la neuromodulazione con stimolazione anche su pazienti che hanno una lesione completa del midollo spinale. Ad oggi tre pazienti con lesione completa, nell’ambito di questa sperimentazione, hanno ripreso un certo controllo dei muscoli anche se non hanno ripreso a camminare“. In riferimento al programma del professor Courtine, Molinari dice che però non vi sono suoi centri reclutatori in Italia per la sperimentazione, ma che “auspichiamo di entrarvi in una seconda fase“.

Tutti ricordiamo ciò che è accaduto a Manuel Bortuzzo quella notte tra il 2 ed il 3 febbraio scorsi all’esterno di un pub di piazza Eschilo, quartiere Axa di Roma, quando un proiettile lo ha colpito alla schiena. All’ospedale San Camillo di Roma, dove è stato subito trasportato d’urgenza, la dichiarazione dei medici è stata: “Nonostante la decompressione del midollo, il midollo non conduce. Abbiamo effettuato uno studio bioelettrico che ha evidenziato una lesione midollare completa. E questo ci porta a dire che con le attuali conoscenze della scienza neurologica non ci possa essere una ripresa del movimento delle gambe“.

Trasferito poi il 18 febbraio all’ospedale di neuroriabilitazione Santa Lucia di Roma, Manuel stesso ha scritto questo post per salutare e tranquillizzare tutti: “Ciao ragazzi, come potete vedere sto sempre meglio, sono appena arrivato in quello che sarà il mio nuovo campo da combattimento. Sono al Santa Lucia, un centro di riabilitazione qui a Roma dove rimarrò un bel po’. Sono contento sto bene, volevo semplicemente ringraziare le persone fantastiche che lavorano all’ospedale San Camillo di Roma, tra medici e infermieri mi hanno dato una mano anche morale non da poco, tutta la squadra della Federnuoto che mi ha aiutato a rendere questo percorso migliore“. Ed oggi davvero tutti vogliamo sperare assieme a lui.