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Coronavirus, Federico Bernardeschi Si Sfoga: “Abbiamo Chiuso i Porti, Ora Siamo Noi gli Emarginati”



Il calciatore della Juventus Federico Bernardeschi si è duramente sfogato. Il 26enne, attraverso un lungo post pubblicato su Instagram ha comparato il razzismo con la situazione che il nostro Paese sta affrontando a causa del coronavirus.

Fino a qualche mese fa, la politica italiana dibatteva rigidamente sulla necessità di chiudere i porti ed evitare, dunque, l’ingresso di nuovi immigrati. Adesso che l’Italia è diventata uno dei maggiori focolai del coronavirus, la situazione si è abbastanza ribaltata. Gli altri Stati stanno infatti chiudendo i porti, cancellando i voli di andata e ritorno per tutte le persone provenienti dall’Italia. Non stanno mancando nemmeno gli atti di razzismo nei confronti di nostri concittadini residenti all’estero.

federico bernardeschi

Così, Federico Bernardeschi ha voluto far riflettere in modo pungente circa il razzismo e la discriminazione che, fino a qualche tempo fa, dilagavano tra gli italiani. E che ora si è ribaltato contro gli italiani stessi.


Nel posti, si legge quanto segue. “Abbiamo chiuso i porti a chiunque, rintanandoci nella nostra fedele cerchiamo criticando gli altri la mattina al bar o in coda al supermercato, durante la folle corsa per accaparrarci l’ultimo pezzo di pane, che deve essere il nostro e di nessun altro, manco fosse la fine del mondo“.

E ancora: “Abbiamo deciso di offendere, cacciare, allontanare. Abbiamo fatto morire donne e bambini, perché prima veniva la nostra sicurezza, la nostra ricchezza e poi le loro vite. E adesso siamo noi gli emarginati, siamo noi a essere discriminati e cacciati, rinchiusi tra i confini di un Paese che soffre“.

Ha concluso: “Quando tutto questo finirà, ricordiamoci di questi giorni, di questa sofferenza, di questa isteria che ci ha trasformato in animali mossi solo dall’istinto di sopravvivenza, senza ragione, senza rispetto per nessuno. Ricordiamocelo poi di come ci trasformano disperazione e paura di morire. Ricordiamocelo quando ad avere paura sarà qualcun altro, che chiede aiuto“.

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