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Coronavirus in Francia, i Numeri Parlano Chiaro Ma Non si Ferma: Aperti Teatri, Bar, Cinema e Università

La Francia ha deciso di non fermarsi ancora. Ritiene che non sia arrivato il momento per contenere drasticamente il contagio. E lo pensa, sebbene sia il secondo Paese europeo per numero di contagi. Con 2.281 persone risultate positive al virus, sono proprie dietro di noi. Eppure non si sta ancora facendo nulla per arginare il tutto. Silvia Merler, ricercatrice dell’Algebris Policy & Research Forum, aveva scritto un tweet qualche giorno fa: “Francia, Spagna e Germania sono circa 9-10 giorni indietro rispetto all’Italia nella progressione del Covid19. Il Regno Unito e gli Stati Uniti seguono con un ritardo di 13 e 16 giorni. In Italia abbiamo aspettato troppo a lungo. Questi paesi dovrebbero davvero iniziare ad attuare adesso misure di contenimento aggressive“.

emmanuel macron francia

Eppure, il fatto che la Francia stia ancora sottovalutando il problema si denota da differenti aspetti. Primi fra tutti, la “reunion” di persone travestite da Puffi, che si è svolta qualche giorno fa. Poi, il fatto che i tifosi del Paris Saint Germain si siano riuniti in massa fuori dallo stadio, sebbene il Governo avesse optato per la disputa del match a porte chiuse. Vi è anche il fatto che le misure restrittive siano state imposte solo nelle aree “infettate”. Pertanto, solo in Corsica e altri 19 comuni di Montpellier sono stati disposti: chiusura delle scuole e degli asili nido per 14 giorni e il divieto di svolgere riunioni con più di 50 persone. Su tutto il territorio francese, invece, sono vietate le manifestazioni (comprese quelle sportive) con più di mille persone. Teatri, cinema, bar, ristoranti e università continuano a rimanere aperti.

Il Presidente francese Emmanuel Macron, comunque, vuole ancora rassicurare i suoi concittadini. Ha già annunciato la linea adottata per far fronte al virus. “Di fronte al coronavirus, il nostro metodo è sin dall’inizio il seguente. Primo, ascoltare gli scienziati e non cadere nel panico. Secondo, cercare di frenare la diffusione dell’epidemia. Terzo, ottenere una risposta proporzionata e coordinata a livello europeo“.

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