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Una buona ragione per eliminare le Prove Invalsi: la Scuola non è un Rischiatutto



Da quando è stato introdotto con l’articolo di legge n. 176 nell’anno scolastico 2007-2008, il test Invalsi ha ricevuto diverse critiche e una scarsa approvazione da parte degli insegnanti. La prova è infatti un metodo di valutazione sia dello studente (agli esami di terza media il voto della prova fa addirittura media con i voti delle altre prove nel voto finale), sia degli istituti, che dell’insegnamento del docente. I risultati delle prove vengono infatti poi inseriti in una graduatoria nazionale, che riporta le percentuali di successo della prova per ogni scuola, dando quindi di fatto un giudizio sia sull’istituto che sull’insegnante.

Quali sono però i motivi per cui questo test non riceve grandi consensi da parte del corpo docenti?

eliminare le prove invalsi

Oltre alle numerose ragioni economiche (quanto guadagnano le case editrici dai libri di testo prontamente redatti per affrontare questa prova? Ma soprattutto, è giusto far lavorare gratuitamente gli insegnanti alla correzione della prova? E quanto costa somministrare il test a livello nazionale?), la prova Invalsi presenta problematiche dal punto di vista della didattica e pone gli studenti in una situazione di inadeguatezza nei confronti della prova stessa. I ragazzi si trovano infatti ad affrontare una tipologia di prova, il test a crocette, che non sono abituati a svolgere durante il loro percorso scolastico. È un po’ come preparare un atleta per i cento metri e poi, il giorno della gara, dirgli che si tratta di una corsa a ostacoli.


Il metodo di valutazione italiano si basa in gran parte sulla produzione orale e scritta, a differenza di molti Paesi del Nord Europa nei quali la quasi totalità delle prove è scritta, spesso sotto forma di test a crocette. Proporre agli studenti un test che si ispira a questo modello di valutazione, senza fornire loro la preparazione adatta, non è certo il modo migliore per valutarne le competenze. Infine, questa prova crea un’istantanea delle conoscenze dei ragazzi, senza tener conto della didattica delle scuole italiane, che attribuisce invece grande importanza alla valutazione in itinere delle competenze dello studente, che culmina poi nell’esame di Stato finale.

 

18 risposte su “Una buona ragione per eliminare le Prove Invalsi: la Scuola non è un Rischiatutto”

Sono Contrario alle prove invasi ma devo dire che in Italia abbiamo dei programmi ministeriali arretrati rispetto gli altri paesi. Le lacune spesso arrivano dalle elementari: molte maestre non sono più capaci di insegnare e sono in aumento ragazzini con dislessia (che definisco finta)! I bimbi arrivano alle medie con difficoltà a capire quando usare ad esempio la a con l’h o senza h, stesso discorso per la matematica (sempre sta calcolatrice in mano!) È ora di dare una svolta alla scuola Italiana !

com’è che il primo giorno di scuola ci vanno tutti volentieri e dopo un po’ alcuni non ci vogliono più andare? Quanti insegnanti sanno che i “rinforzi” aiutano a migliorare, a crescere e ad accrescere l’autostima più delle correzioni, dei richiami, delle osservazioni, delle ammonizioni, delle punizioni? Quanti sanno che gli strumenti compensativi si usano in continuazione nel mondo del lavoro e nella vita (l’avvocato consulta il codice, l’ingegnere il prontuario dei calcoli, lo scrittore usa il computer, il commercialista software sofisticati, il prete usa il messale, ecc..) e che non ricordare le tabelline o non conoscere l’analisi del periodo non è indispensabile per la vita? Quanti sanno che studiare è un lavoro faticoso e che istintivamente chi ha delle difficoltà si arrenda e si rifiuti di farlo? Almeno fin verso i 14-15 anni. Quanti sanno che quando interviene la ragione, la consapevolezza, la decisione e la volontà di studiare (solo se nel frattempo genitori e insegnanti hanno mantenuto alta l’autostima e la voglia) i ragazzi riescono a recuperare il terreno perduto e a prepararsi per la maturità al pari degli altri e ad iscriversi all’università?

Io conosco invece MOLTI professori di scuola media che non hanno MAI saputo insegnare, che confondono soggetto con predicato (!!), che non conoscono il congiuntivo, che…non sono nemmeno capaci di parlare.

Signor Stefano, lei che sostiene che le maestre non sanno insegnare, è un docente?
Se sì mi permetto di delucidarla sul fatto che i programmi ministeriali non esistono più dal 2012…

Saluti da una maestra che non sa insegnare ma conosce le normative

Dire che le maestre non sanno più insegnare mi sembra davvero esagerato! E poi… la calcolatrice in mano? Alle elementari? Io insegno matematica e i calcoli i bambini li fanno tutti scritti ad eccezione di quelli DSA che hanno diritto alla calcolatrice. Prima di “fare di tutta l’erba un fascio”, pensateci bene, Non potete immaginare che danni fanno certe affermazioni.

Va bene il fatto che costa e che gli insegnati non vengono retribuiti, ma un’unica prova, identica per tutto il territorio nazionale, deve esserci per poter misurare le competenze raggiunte dagli alunni di diverse scuole e con diversi insegnanti.
Perché alcuni docenti che hanno studiato ed applicano diligentemente i principi della docimologia, risulta così difficile farsi valutare?

p.s. l’esempio della foto è stato preso da un libro

Possibile mai che i nostri pensosi Dirigenti ministeriali (lasciamo perdere i vari Ministri, che sono sempre un’espressione della politica in voga) non riescano a ideare una prova valida per tutt’Italia (isole comprese) tenendo semplicemente conto delle pretese “MEDIE” degli abbastanza ridotti programmi in vigore nelle nostre scuole, senza andar sempre scopiazzando malamente delle pessime prove all’americana, che non hanno nulla da condividere con la nostra “civiltà”, con i nostri usi e costumi, con il nostro modo di vedere e di giudicare?!

Perché noi italiani dobbiamo sempre polemizzare su tutto?! La prova Invalsi è una delle tante e diverse prove di Italiano che i miei ragazzi devono affrontare nel corso dell’anno e la affrontano con tranquillità! Non ho paura del confronto e nemmeno dei risultati. Va bene così .

Concordo con alcuni di voi che dicono che le prove Invalsi non servono perché standardizzare la conoscenza è sempre un rischio e soprattutto classificarla in parametri preconfezionati esclude la soggettività. Se ci sono ancora prof che fanno verifiche diversificate, come possiamo pretendere poi di fare delle prove uguali per tutti? Ci sono già gli esami di terza media che servono per capire il livello di preparazione degli studenti, altrimenti facciamo solo le Invalsi e finita là. Secondo me si guarda di più a tante etichette di forma che ai contenuti di sostanza. Con questo mi riferisco al fatto – e non voglio né offendere nessuno, né fare di tutta l’erba un fascio – che ci sono prof in grado di insegnare e altri meno portati. Non basta essere laureati e passare il concorsone per saper trasmettere l’amore per la propria materia…. purtroppo si è perso il senso dell’insegnamento e si guarda più ai voti e alle medie regionali. Certo ci sono prof che sono professionisti e professionali, capaci di coinvolgere e per questo ringrazio vivamente, ma purtroppo sono ben pochi e si perdono nella marea di gente che va ad insegnare per il 27 del mese e poi in classe fanno ben altro e lo studio è solo una questione personale dello studente. Troppo comodo!!!! Prima delle prove Invasi, mi chiedo se la scuola italiana è sostenibile per il futuro dei nostri figli, visto che dopo tre settimana circa dall’avvio dell’anno scolastico, ci sono classi intere senza alcuni prof o addirittura con solo supplenti…. E’ una vergogna!!!!

LE reputo inutili ,inoltre sono uguali per tutti e non considerano i bambini con difficoltà d’apprendimento .I bambini BES,e DSA durante l’ anno scolastico seguono un percorso didattico personalizzato. Poi come d’incanto … devono svolgere la prova invalsi che non tiene conto delle loro difficoltà.

Sono inutili e servono a sprecare tempo e soldi .NON considerano nella somministrazione delle prove gli alunni BES E DSA che durante il percorso didattico hanno seguito una progettazione individualizzata e hanno usufruito di strumenti compensativi e di misure dispensative.

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