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Finisce la scuola – almeno per chi non ha esami – e torna, come tutti gli anni, la polemica sulle ferie degli insegnanti. È un vecchio nervo scoperto: ogni volta che si parla del mestiere saltano fuori due questioni: le poche ore settimanali e le troppe ferie estive.

 

insegnanti sono sottopagati

 

Nel primo caso si tiene poco conto del lavoro che deve essere fatto a casa (o almeno, che viene fatto dagli insegnanti seri e professionali): correzioni, aggiornamenti professionali, ricerca, preparazione delle lezioni. Certo, è difficile stimare quante ore a settimana lavori un insegnante, ma di sicuro non si limitano a quelle passate in classe.

 

Per quanto riguarda le ferie, arriviamo al dunque: sono troppe?

 

È innegabile che pochissime altre categorie godano di periodi di pausa riconosciuti così lunghi durante l’anno, ma attenzione a qualche precisazione.

 

Innanzitutto, durante l’estate le scuole restano fisicamente chiuse. Si potrebbero organizzare (e infatti, talvolta, si organizzano) corsi estivi di ripetizione o di sportelli di recupero, ma spesso sono un’occasione per dare lavoro alle sostituzioni. Se le scuole sono chiuse (e, di grazia, ci mancherebbe altro) cosa ci possono fare gli insegnanti?

 

Ma la questione più importante è un’altra. O meglio, parliamo di due questioni: gli stipendi e il riconoscimento sociale. Finché la busta paga sarà questa e l’insegnante sarà visto come un lavoro di serie B, un secondo lavoro da affiancare a quello del marito per arrotondare, allora no, le ferie degli insegnanti non saranno troppe.

 

Date loro stipendi adeguati e un riconoscimento serio del ruolo che hanno per la società e allora sono sicuro che in tanti saranno disposti anche a rinunciare a qualcosa, gestendo in prima persona attività estive (con il limite di quanto detto sopra, e cioè che comunque a luglio e agosto le scuole rimangono chiuse).

 

In conclusione, quando qualcuno guarda con rabbia o con invidia le ferie degli insegnanti (che certamente, come detto, sono tante) ricordategli che il mestiere ha tanti privilegi, ma di certo non quello di prender soldi pubblici senza far nulla. Anzi, credo che la professione sia un bel po’ in credito con i conti pubblici e se dovessimo metterci in pari, allora, altro che due mesi di ferie!

 


Autore articolo
Lorenzo Giarelli

Lorenzo Giarelli

Giornalista blogger

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7 Commenti

  1. Lavoro da anni nelle scuole come educatore, e noto sempre di più scarsa preparazione, tendenza a vedere gli alunni come un numero sul registro e non come persone, e soprattutto la nauseabonda attitudine a lamentarsi su qualunque cosa riguardi la categoria.Sempre meno di rado, poi, sono molto più importanti i giochi di potere tra colleghi rispetto al lavoro in classe. Spesso mi capita di colmare le loro lacune, faccio molte più ore settimanali di loro e quando va bene prendo poco più della metà del loro stipendio, ma non mi sono mai lamentato.
    Cari docenti, lamentatevi meno e lavorate di più e meglio, poi potrete auspicare uno stipendio adeguato.

    • Parli Per lei! Io spremo l’anima per i miei alunni, e confermo che contare le sole ore in classe è una menzogna! Esempio di una giornata top! 1 e 2 ora in una scuola , poi trasferimento a 40 minuti di macchina nella seconda scuola in cui faccio la 5 e 6 poi ancora trasferimento nella prima altri 40 minuti di macchina e consigli fino alla sera bene io sono uscito di casa alle 7 torno alle 19 ho mangiato per strada in macchina, ma per lo stato avrei fatto 4 ore di lavoro!!! per non parlare delle correzioni delle preparazioni, riunioni varie, ricevimenti ecc ecc tutte ore dovute così le chiamano extra 18! E’ una truffa denigratoria quella delle 18 ore! Nonostante ciò adoro lavorare con i ragazzi!

      • Sarà il mezzo usato, ma la sua gestione dell’italiano, considerato il suo ruolo di docente, mi lascia molto perplessa. Non basta correre da una scuola all’altra per pretendere uno stipendi adeguato.

    • Parli per lei! Sono stufa che si faccia di ogni erba un fascio! Lo chieda ai miei figli e a mio marito quanto la scuola e i miei alunni assorbono del mio tempo e della mia salute! Ho fatto l’educatrice per anni e ho visto più incapaci e scansafatiche lì che tra i miei colleghi! Io non mi sono mai lamentata ne ho mai criticato ne prima, come educatrice, ne dopo come insegnante! Ora basta, dopo 35 anni di lavoro sono stufa di questi generici e qualunquisti giudizi!

  2. Adoro il mio lavoro e con la mia collega di lettere
    (insegno matematica e scienze in una scuola media di Scampia) oltre alle materie curriculari, offriamo ai ragazzi un enorme quantità di stimoli partecipando ogni anno a progetti e concorsi per le scuole sovvenzionati da enti esterni ad essa. Spesso vinciamo: materiali scolastici, supporti informatici, somme di danaro da reinvestire per i ragazzi. In alcune occasioni le nostre vittorie sono state oggetto di articoli su quotidiani come quella che ci ha visti vincere una menzione speciale per un concorso nazionale bandito da Enel: ad ottobre siamo stati invitati a Milano per tre giorni per la premiazione avvenuta ad Expo e tutte le spese per noi ed i ragazzini carico dell’Enel. Avete idea del carico di lavoro che c’è dietro ogni attività? Ore di preparazione per le ricerche dei materiali, dei permessi, delle liberatorie, tutto a carico nostro. Ore ed ore pomeridiane e serali per assemblare, correggere, coordinare con e senza i ragazzi centinaia di scambi di chat ed il tutto senza nessuna partecipazione economica da parte della scuola e tantomeno dello Stato. Ma principalmente immaginate lo stress centuplicato che tutto ciò provoca considerando che i nistri ragazzi alle superiori ai fermano voti eccellenti in tutte le materi anche laddove erano deboli? Quel che facciamo noi è stimolarli alla ricerca ed al sapere, divertendosi e destreggiandosi in ogni scelta in modo consapevole. Lo facciamo per scelta, ma i due mesi estivi non bastano per recuperare la stanchezza mentale accumulata anche se sempre soddisfacente al di là dei risultati.

  3. Tanta solidarietà agli insegnanti. La crisi di immagine e gratificazione sociale è evidente. E tante altre cose.. Ma almeno hanno visibilità e riconoscimento da una parte sensibile della società. Altre categorie, come gli educatori, sono letteralmente invisibili; i più non sanno neanche in cosa consista questa figura. Pagati dalle cooperative sui 1000E. Molto molto ingiusto!!! E grave!

  4. Lavoro in una scuola dell’infanzia, già a giugno si fa molta fatica a mantenere la stessa pazienza usata durante l’anno, a non alzare il tono di voce, i bambini tii scaricano letteralmente….

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