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Giulia Zaffagnini, La Prof che a Bordo del suo Vecchio Volkswagen Fa Lezione Sotto Casa degli Alunni Senza Internet

Una giovane docente di Faenza, la 26enne Giulia Zaffagnini, ha deciso di utilizzare il suo camper – da lei ribattezzato Jolly – per aiutare gli studenti in difficoltà nel periodo del Covid-19.

In aula Giulia si sarebbe dovuta occupare di alcuni studenti delle medie extracomunitari che, con la didattica a distanza, hanno avuto naturalmente più problemi. Giulia allora ha avuto l’idea di andare sotto le loro case con il camper per fare lezione almeno una volta alla settimana.

La giovane prof spiega: “Facevo già didattica uno a uno e questo di sicuro ha agevolato la creazione del progetto, ma se fossi una docente curricolare forse con una classe di venti ragazzi non sarebbe possibile. Con loro la didattica online aveva dei gap veramente molto ampi“. I suoi ragazzi, chiaramente, seguono anche le altre lezioni on line. Giulia continua: “I riscontri che ho avuto da parte loro sono stati molto positivi, perchè mi hanno detto di essere un po’ stanchi di ritrovarsi tante ore davanti al computer. La cosa principale che mi ha fatto scattare l’idea è stato che di solito in presenza, per spiegare una cosa, ci metto dieci minuti, mentre con la didattica online ci ho messo anche un’ora intera. Quindi principalmente tutto è nato dalla frustrazione, mia e dei ragazzi, data da un momento di emergenza come quello attuale. Quando uno è in difficoltà forse riesce a trovare delle soluzioni a queste difficoltà. Tutti gli insegnanti, secondo me, hanno avuto il loro ruolo in questo periodo e sorridendo a volte mi viene da dire quasi grazie a questa emergenza che mi ha dato modo di svilupparmi a livello creativo.

E conclude: “Questa idea mi è venuta pensando ovviamente alla mia situazione personale quindi vorrei fare un appello a tutti gli insegnanti: magari tante volte non ce ne rendiamo conto, ma un’idea creativa può essere dietro l’angolo e possiamo semplicemente provare a metterla in pratica, chiedendo se si può fare. Dobbiamo renderci conto che a volte una piccola idea può cambiare tanto ai ragazzi“.

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