Il mio lavoro te lo porti dietro, a casa, ovunque, sempre

Non sempre ce la fai a farlo come si deve.

Ci sono lavori che arriva una certa ora e te ne torni a casa, bum, finito, sei a posto. Fino a domani non ci pensi più.

Ci sono lavori che il capo è un po’ un bastardo e ti costringe a portarti il lavoro a casa.

Ci sono lavori che non hai orari, e allora ti possono chiamare in ogni momento della giornata, e devi startene lì col telefono acceso a sperare che almeno stavolta non ti mandino a quel paese la partita, l’uscita con la ragazza, la birra con gli amici.

Il mio lavoro te lo porti dietro, a casa, ovunque, sempre

E poi c’è il mio.
Nel mio lavoro, se lo fai come va fatto, non c’è un momento in cui hai finito.

Te lo porti dietro, a casa, ovunque, sempre.

Quando sei in classe, stai insegnando.
Quando non sei in classe, stai insegnando.

Quando sei nei corridoi, a ricreazione, in cortile, stai insegnando.
Quando leggi un libro, nel silenzio di casa, stai insegnando.

Quando qualcuno ti dice una cosa che non sai, stai insegnando.
Quando qualcuno ti dice una cosa che già sai, stai insegnando.

Quando aspetti l’autobus, stai insegnando.
Quando il microonde ci mette una vita, quando piove e non ti passa niente, quando sei brillo in mezzo a una festa. Anche lì, stai insegnando.

Quando fai una cazzata, offendi per sbaglio un amico, dici parole fuori posto, stai insegnando.

Quando trovi qualche scusa e decidi di non leggere un articolo interessante, stai insegnando.
Quando invece dici no, adesso mi prendo cinque minuti e lo leggo, stai insegnando.

Quando qualcosa ti bolle in testa, un’idea, un disegno, una formula matematica, che tu ti sprema e ci butti giù un po’ di sudore per farla diventare una cosa vera, oppure no, stai sempre insegnando.

Che tu ci provi e rischi e ti metta in gioco, oppure che scappi e rinunci per noia, stanchezza o paura di fallire, stai sempre insegnando.

E’ quello che alla fine decidi di fare, e di essere: è quello che stai insegnando.

Perché tu non lo sai, ma loro lo vedono.
Lo sanno subito, se stai bluffando.

Se sei prof perché c’è scritto su un foglio di carta, o se lo sei perché lo sei davvero.
Se lo fai perché ci credi o perché devi arrivare a fine mese.

Perché quello che fai e quello che sei, in ogni momento della tua vita, è quello che loro impareranno.


Autore articolo

Enrico Galiano

Enrico Galiano

Insegnante, scrittore

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