La Scuola Noiosa È Fatta da Insegnanti Noiosi

Ogni scuola richiede impegno, un impegno diverso da indirizzo a indirizzo, ma sempre di impegno si tratta: la lettura richiede attenzione, l’ascolto richiede concentrazione, la partecipazione e lo studio richiedono sforzo mentale e infine l’esposizione orale e la produzione scritta -che racchiudono tutti gli sforzi di cui sopra- costituiscono la prova psicologicamente più faticosa.

Su tutto questo, che più o meno è stato identico per generazioni e generazioni di studenti, oggi si innesta invece il delicato problema dei disturbi specifici d’apprendimento, della scarsa soglia attentiva degli studenti e di quello che ormai viene definito “analfabetismo funzionale”.

Ma siamo sicuri che a scuola la palpebra cali solo per questo?

Nei miei numerosi viaggi da e per le tante scuole in cui ho lavorato da precaria, mi sono capitati come compagni di viaggio, colleghi di tutti i tipi, diversi per provenienza sociale, geografica e culturale. La loro compagnia, sia sui mezzi pubblici che in auto, mi ha permesso di sopportare chilometri, curve, tornanti, valichi, ghiaccio, neve e calura.

Ma alcuni… alcuni!

Alcuni hanno messo davvero a dura prova la mia palpebra e a volte, lo ammetto, dopo aver lottato tanto, ho ceduto a Morfeo. Il pensiero in quei momenti andava ai loro studenti, con cui mi sentivo solidale, empatica… avrei voluto stringerli tutti, avrei voluto dire loro: “Coraggio! Ce la potete fare!”.

insegnanti noiosiNe ho avuta una che sapeva tutti i prezzi dei gomitoli di lana, dove fosse più conveniente comprarli, che differenza qualitativa ci fosse tra l’uno e l’altro e come fosse da non sottovalutare quanto “scarisse” ogni tipo di lana! Ne parlava per quasi un’ora.

Peccato che io non lavorassi a maglia.

Un’altra passava il tempo a spiegare quanto fossero essenziali le bomboniere in un matrimonio (lei le aveva volute scegliere utili, delle cornicette), quanto fossero fondamentali i segnaposto, quanto ci tenesse a indossare il giusto diadema da mettere in testa il giorno delle nozze e quanto fosse importante scegliere confetti misti per accontentare tutti gli invitati.

Peccato che io avessi scelto di convivere more uxorio.

Un altro si beava della sua perfetta conoscenza di mosche e vermi per la pesca, di quanto fosse importante slamare bene il pesce e di quanto potessero sembrare erroneamente identici a noi profani, i bigattini e lombrichi di terra.

Peccato che io non amassi la pesca.

Un’altra invece, con cui ovviamente non c’è stato un secondo viaggio, aveva la deriva religiosa: prima di partire (ma con me in auto) e poco prima di arrivare a scuola, accostava su un lato della strada e si metteva a pregare snocciolando un’infinita quantità di santi di cui mi chiedevo come facesse a ricordare la sequenza, di fronte a due stampe plastificate di Gesù e Maria tirate fuori all’uopo dal cassetto.

Peccato che io ritenga la preghiera un fatto intimo e personale da non imporre certo al prossimo senza chiedergli se vuole partecipare.

Un’altra ancora mi spiegava quanto fossero fastidiose le ragadi al seno per via dell’allattamento, come se non fosse bastato il dolore del parto con le relative implicazioni ovviamente spiegate in tutti i dettagli minuto per minuto fino ai punti di sutura finali.

Peccato che io non avessi figli.

Se sono sopravvissuta lo devo solo ai miei occhiali da sole, grandi e scuri.


Autore articolo
Sandra Zingaretti

Sandra Zingaretti

Insegnante

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6 commenti su “La Scuola Noiosa È Fatta da Insegnanti Noiosi”

  1. Peccato che i nostri studenti non abbiano tutti gli stessi interessi e che quindi diventa praticamente impossibile per noi destare l’attenzione di tutti (quest’anno i miei sono 140, e per fortuna meno rispetto agli altri anni) contemporaneamente cercando di rendere motivanti tutte le lezioni. Credo che la questione non sia così semplice … non si può addossare la colpa solo agli insegnanti. Certo la società è cambiata e con essa anche i nostri figli e alunni, di conseguenza è necessario modificare il nostro modo di insegnare. Ma la scuola è anche il luogo in cui si studiano tante materie e non solo ciò che piace. È necessario impegnarsi, ma molti non lo capiscono …

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  2. O lei è l’allieva più sfortunata della terra, o è un’insegnante terribilmente rancorosa. Mi verrebbe da chiederLe se mai è stata sfiorata dal dubbio che magari un po’ – non dico di salire oltre il 25% – della sua noia non dipendesse da suoi difetti. O dalle opportunità di intervenire migliorando la qualità della conversazione. A titolo meramente informativo: anche io ho avuto insegnanti abbastanza noiosi (alcuni), o strani (uno su 20), ma anche da insegnante continuo a ammettere che l’80% delle mie difficoltà a scuola era dovuto alla MIA scarsa voglia di impegnarmi. E pensi che la mia carriera scolastica è stata sempre regolare e soddisfacente.

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