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Continuano ancora le limitazioni per i residenti in Lombardia. Dalla serata di domenica 23 febbraio, è entrata in vigore un’ordinanza regionale che ha disposto la chiusura dei bar e dei pub dalle ore 18 alle ore 6 del giorno successivo. Tale regola, che vale solo per i locali che non fanno il servizio al tavolo, serve per evitare ulteriori contagi da coronavirus.

Alcuni bar e pub, quindi, hanno voluto rispondere all’ordinanza con una lettera aperta rivolta al sindaco Beppe Sala, a causa dei danni economici derivanti da una simile chiusura. “Quello che chiediamo in maniera accorata è di considerare insieme all’urgenza sanitaria anche l’emergenza economica e sociale. Il nostro settore, che ha contribuito a portare Milano a splendere nel mondo, è messo in ginocchio dal divieto di operare, dalla paura insita nei nostri cittadini e dall’incertezza assoluta in cui siamo obbligati a operare. La mancanza di liquidità non concede tempo ulteriore alle imprese“, avevano scritto.

aperivirus bar

Dall’altra faccia della medaglia, invece, c’è chi ha cercato di reinventarsi e sdrammatizzare sul panico che ha scatenato il coronavirus. Così il titolare di un bar, situato a Milano in via Padova, ha inventato una particolare forma di aperitivo: l’aperivirus. Si tratta di un happy hour abbastanza ridotto e che si concentrerà in un orario definito, ovvero dalle ore 14 fino alle ore 18.

Questa idea, che sicuramente serve a ironizzare e sdrammatizzare sulla situazione sicuramente potrebbe anche sembrare poco rispettosa nei confronti di chi è stato contagiato dal virus o ha perso una persona cara. Attualmente, stanno sì guarendo moltissimi dei pazienti ricoverati o in isolamento. Tuttavia, la pandemia ha provocato dodici decessi.