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12 operai della Screen Sud, cooperativa di Acerra, sono riusciti a salvare la loro azienda dal fallimento. Per farlo hanno investito il loro Tfr di 15 anni di lavoro e l’anticipo di mobilità.

Fabbrica FallisceNel 2013 la Lafer srl di Nola, una ditta specializzata in produzione di reti in acciaio, che fino a pochi anni prima dava lavoro a 50 dipendenti e fatturava 7 milioni di euro, fallisce. I proprietari sono costretti a metterla in liquidazione, ma gli operai non ci stanno a rimanere senza lavoro.

12 di loro decidono così di acquistare loro stessi la società. Il responsabile dell’officina e vicepresidente della cooperativa, Agostino De Luca, ricorda: “Dopo il concordato fallimentare le nostre macchine e il magazzino sono stati messi all’asta e noi abbiamo preso il coraggio a due mani e abbiamo partecipato. Il giudice ci ha concesso il diritto di prelazione, supportati da Lega Coop. Ma non eravamo mai entrati in un tribunale e del tutto inesperti dei meccanismi d’asta, eravamo terrorizzati“.

E così la Lafer diventa la Screen Sud. Il cammino però non è stato facile. Per un problema dell’Inps, i Tfr arrivano in ritardo. Il tempo scorre e mancano solo 60 giorni al pagamento delle prime forniture. Così i dipendenti vanno ogni giorno a protestare davanti all’Inps, finché non ottengono i soldi.

Il denaro investito va dai 7 ai 25 mila euro e fa salire il capitale sociale a 130 mila euro. Purtroppo non finisce qui, perché numerosi sabotaggi, tra cui un incendio, rischiano di mandare in pezzi il loro sogno. La sede viene allora spostata ad Acerra e grazie all’impegno di tutti può riaprire i battenti in poco tempo.

Un operaio racconta: “Il momento più bello è quando siamo entrati qui, ad Acerra, anche se non eravamo ancora partiti. Ho respirato, dopo 3 anni senza lavoro. È stato orribile. Spero che il nostro esempio possa aiutare altri in Campania. Al Sud purtroppo manca la cultura della cooperazione, c’è troppa diffidenza“. I dipendenti diventano così workers buyout, cioè quelli che salvano un’impresa rilevandola di tasca propria. Il loro desiderio si è avverato anche grazie all’aiuto economico di Legacoop e Confcooperative, Coopfond e FondoSviluppo, che in tutto hanno investito 350mila euro.

Oggi la Screen Sud produce ogni mese 3000 metri quadri di prodotti in acciaio, rifornendo non solo l’Italia ma anche il resto d’Europa, il Nord Africa e l’Australia, per un fatturato di 2 milioni l’anno. Tutto grazie alla tenacia di un gruppo di operai.