Maestra, La Sua Penna Rossa Ha Leso l’Autostima di Mio Figlio

Si dice che la pazienza sia la virtù dei forti. E allora quanto sono forti i docenti? Non basta insegnare, seguire gli alunni, preparare e correggere i compiti. A quanto pare non è sufficiente perché ci sono loro: i temutissimi genitori con le loro improbabili richieste.

Sembrava una giornata come tante, e poi all’improvviso la richiesta: “Maestra, ho bisogno di parlare con lei”. Parole che non lasciano presagire nulla di buono. Viene dunque fissato un appuntamento per martedì, appuntamento che rispettano sia la docente che la mamma desiderosa del colloquio.

La madre quindi esprime le sue perplessità. Queste sono nate dopo la visione del quaderno del figlio. La docente proprio non capiva di cosa stesse parlando, poi tutto divenne chiaro: per la madre il problema non risiedeva nei numerosi errori riportati nei compiti, no. Il problema era il colore utilizzato dall’insegnante per evidenziarli: il rosso. Poco importa se la docente utilizzava la penna rossa già da tempo con questa classe, la madre non era d’accordo con quel metodo educativo.

La mamma prosegue con le sue spiegazioni, dichiarando come quel colore abbia “turbato profondamente mio figlio” e inoltre sia stato impiegato molto tempo per tranquillizzarlo, in modo tale che poi potesse addormentarsi serenamente.

autostima

Quello che fa nascere qualche perplessità è il modo in cui è proseguito il racconto, infatti la madre ha continuato: “Il compito l’aveva fatto con tanta passione. L’ha fatto con me. Aveva dato tutto se stesso”. Questo fa quindi nascere un piccolo eppur fastidioso dubbio: non è che forse la madre è stata colpita nell’orgoglio e cerca di porvi rimedio?

Alla fine del colloquio comunque la mamma avanza la sua richiesta: utilizzare una penna uguale a quella usata per scrivere il compito. Certo, per la maestra non ci sarebbero problemi, ma perché sarebbe tenuta a farlo? Perché dovrebbe seguire le direttive di una madre che non svolge lo stesso mestiere della docente? Mistero.

L’insegnante, durante l’arco dell’anno, aveva più volte sottolineato l’importanza di memorizzare gli errori commessi, in modo tale da non ripeterli in futuro. L’errore deve essere immediatamente visibile agli occhi dell’alunno, in modo tale che questi lo memorizzi. Inoltre la docente, non volendo lasciare tutto al caso, vuole assicurarsi che l’alunno capisca l’errore, permettendogli l’autocorrezione. In questo modo si può assicurare che lo studente abbia davvero compreso.

E da qui nasce un altro discorso: l’importanza di non nascondere i propri errori. Penne cancellabili e bianchetti sono il “kit” dello studente, tale materiale però risulta essere controproducente. Nascondendo agli occhi dell’insegnante l’errore commesso, come può la maestra accorgersi di una lacuna o di un dubbio? Risulta veramente difficile. Ecco perché la protagonista di questa vicenda, la quale ha chiarito sin da inizio anno le sue intenzioni circa gli errori (la classe presa dall’insegnante è una quarta primaria portata in quinta),  preferisce che l’errore risulti visibile e non celato, in modo tale da poter svolgere un lavoro produttivo con i suoi alunni. Ma qualcuno sembra sempre saperla più lunga.

Quindi, nonostante il prestigio dei docenti sia di fatto diminuito (le notizie sul bullismo nei confronti della categoria parlano chiaro), si vuole ridurre ulteriormente, impedendo loro di svolgere come meglio credono il proprio mestiere. Commettere errori è naturale, gli errori contribuiscono al naturale sviluppo dell’individuo. È compito dell’insegnante evidenziarli per fare in modo che questi non si ripetano. Se gli errori non fossero evidenziati, come potrebbero migliorare gli alunni che un domani diventeranno adulti? La docente non ha il fine di mortificare i bambini, utilizza la penna rossa solo per evidenziare gli errori, sembra quasi superfluo dirlo. Forse è davvero giunta l’ora di svegliarsi e imparare  a rispettare i docenti.

Diventa un autore di MenteDidattica e pubblica i tuoi articoli!

Gli insegnanti che inviano la propria richiesta, una volta accettati, potranno pubblicare articoli su tematiche scolastiche preferite.

40 commenti su “Maestra, La Sua Penna Rossa Ha Leso l’Autostima di Mio Figlio”

  1. Forse oltre agli errori si potrebbe pensare di evidenziare in verde con delle stelline anche quello che di “speciale” ha un compito svolto. Non è solo riconoscendo l’errore che si migliora ma anche attraverso il complimento e il riconoscimento delle capacità di un bambino.

    Rispondi
    • Non sono assolutamente d’accordo, anzi… Non c’é bisogno di premiare in modo eccessivo un bambino che scrive in iraliano corretto (e che quindi studiando non fa nulla di più del proprio lavoro), il premio lo avrà col bel voto e con i complimenti della maestra se ci sarà motivo di farlo. I ragazzini devono imparare a correggere gli errori non a sentirsi dei supereroi solo perché azzeccano un congiuntivo. Se smetteste di trattare i vostri figli come esseri speciali e li faceste crescere come PERSONE, magari un potremo vedere un futuro fatto di giovani promettenti, non di sto branco di imbarazzanti ignorantelli. I giovani di adesso avrebbero bisogno dei metodi dell’ottocento con tanto di baccate sulle mani, sono vergognosi, sono le generazioni più imbarazzanti della storia, altro che stelline e cagate per premiarli. Mioddio….

      Rispondi
  2. Nelle classi ci sono anche bambini von tante problematiche..in un bambino con disortografia per esempio non si sottolinea mai l’errore con la penna rossa…propio perché crei una situazione. Disagio al bambino…puoi segnare di nero di verde…non è che ora i docenti siano così perpetui… E solo che ormai i genitori sono più attenti ed esigenti…

    Rispondi
      • Una che dice che i genitori di adesso sono più attenti…. I genitori di adesso, che minacciano e pestano gli insegnanti, che vedono i figli come miracoli che camminano e che possono permettersi di calpestare tutto e tutti senza rispetto, non sono più attenti, sono il motivo per cui i loro figli skrivn ks, non sanno usare i verbi, rispondono male agli adulti, non chiedono più scusi, permesso, non ringraziano, non lasciano il posto sul bus. . I loro figli non sono frutto di un’attenzione maggiore ma di mancanza totale di educazione. Tipo le bestie. E allora, ancora grazie che si è dimenticata solo una R e che ha usato i puntini al posto della punteggiatura (ormai in via di estinzione, purtroppo).

        Rispondi
        • Condivido assolutamente tutto quello che dici !io se le mie figlie sbagliano le rimprovero e se si lamentano dei professori vuol dire che un motivo c’è.basta far crescere questi figli così da ebeti .!basta!i genitori sono i primi a rovinare i figli difendendoli sempre quando ,non devono

          Rispondi
    • I genitori non sono “più attenti ed esigenti”: semplicemente sono adulti di oggi che esprimono anche nella genitorialità quella supponenza di tuttologia che li caratterizza, ben alimentata da una televisione in cui chiunque esprime valutazioni su qualsiasi cosa.

      Rispondi
  3. Genitori, non avete studiato didattica, dunque abbiate più fiducia negli insegnanti, non sono i nemici dei vostri figli e non ne vogliono il male. È ora di dire basta a questa intrusione continua, non sono esigenti questi genitori, sono tuttologi che credono di saperne più di chi ha studiato per diventare insegnante. Non direste mai al vostro idraulico come aggiustarvi un tubo, perché invece volete sostituirvi ai docenti? Così destabilizzate i figli che non seguiranno più una strada chiara e precisa e metteranno in dubbio l’operato della scuola e dunque la loro educazione.

    Rispondi
      • Il problema degli analfabeti è che in genere non sanno di esserlo, essendo andati alla scuola dell’obbligo, quindi almeno otto anni; avendo “studiato” tutti pensano di essere pozzi di scienza in grado di giudicare il tuo mestiere (non solo l’insegnante, ma anche il medico, l’avvocato, l’architetto. Non sanno di non sapere.
        Inoltre hanno l’aggravante che in passato non c’eradi voler a tutti i costi difendere i propri figli, evitandogli la benchè minima umiliazione; per cui non esiste più la vergogna di quello che si fa. E si crescono imbelli, irrispettosi, ignoranti.

        Rispondi
  4. Quante stupidate……Un errore è un errore e non mortifica nessuno………Le nuove generazioni sono troppo difese dai genitori, poi ci scandalizziamo quando vediamo baby gang e bullismo al telegiornale. ……Questi crescono pensando di avere sempre ragione e di non sbagliare mai…….genitori fatevi da parte a scuola ci pensano i docenti

    Rispondi
  5. Ma per favore! Gli insegnanti da che mondo è mondo utilizzano la penna rossa x correggere gli errori… poi ci lamentiamo di aver figli senza palle… continuiamo a proteggerli va!

    Rispondi
  6. Forse è il caso che i genitori ridimensionassero quei segni facendo .osservarre che “meno male che se n’è accorto! Accidenti quanto é difficile e quanto è lunga la strada! Ma errore dopo errore si impara! Bravo! Continua così che diventerai bravissimo!” …. e poi anche qualche faccina o stellina sorridente (anche alle superiori) dove il testo funziona!

    Rispondi
  7. O forse avrebbe senso fidarsi dei nostri insegnanti e lasciargli fare il loro mestiere, aiutandoli anche noi genitori nel difficilissimo compito dell’educazione. Sempre più spesso mi imbatto i giovani che si affacciano al mondo del lavoro senza capacità di ragionare, senza saper scrivere un pensiero strutturato. Va benissimo tutelare le minoranze ma non deve diventare un alibi per non ammettere che “nostro” figlio possa sbagliare e vada corretto.

    Rispondi
  8. riusciranno questi genitori ,soprattutto mamme va detto, a mettere in relazione la delegittimazione degli insegnanti con il rifiuto dell’autorità,il bullismo,il degrado sociale in cui le società sviluppate stanno cadendo?! da genitore dico che siamo la peggior generazione di genitori mai esistita,figlia di una società dei diritti che ha dimenticato ogni dovere.

    Rispondi
  9. A me aveva dato 0 spaccato per 10 errori in un dettato…sono rimasta così scioccata che il giorno dopo in un compito di aritmetica ,ho continuato a fare lo zero con il simbolo dello ” spaccato”…risultato 0 spaccato un altra volta!!! a meno che non ci siano problematiche particolari lasciate fare agli insegnanti, non mettetevi sempre in mezzo alla didattica. Nella vita oggi ti “scorni”con una matita rossa o blu…domani mamma da cosa lo proteggerai??…insegnamo ai nostri figli che si può sbagliare ,che a volte si può perdere..e che per questo non si è dei falliti☺☺☺

    Rispondi
  10. Mi chiedo se qualcuno degli autori dei commenti presenti, possa parlare effettivamente con consapevolezza su quale sia lo stato attuale, il livello raggiunto, dall’insegnamento italiano oggi. Anzi, mi correggo, dall’idiozia raggiunta. Lasciando da parte casi particolari, molta gente dovrebbe solo svegliarsi e rispettate il lavoro altrui, cosí come chiede rispetto per il proprio, giustamente. In caso contrario consiglio vivamente di provvedere personalmente all’istruzione dei figli, cosí come provvedete alla loro educazione…ah no, chiedo scusa, ormai non c’è piú tempo nemmeno per quest’ultima, figuariamoci per altro.

    Rispondi
  11. Quante cavolate!!dalla notte dei tempi gli errori vanno fatti notare,vanno spiegati,la maggior parte dei genitori sta crescendo un esercito di zombi,con Google sono tutti medici chef chirurghi,lasciate fare il proprio lavoro a chi è preparato x farlo e vergognatevi.(non ho mai commentato niente in vita mia,ma qua siamo alla frutta)

    Rispondi
  12. Complimenti per l’articolo che condividono fino in fondo.
    P.s. Non capisco come mai oggi ci siano tanti bambini problematici rispetto al passato. Forse quelli problematici siamo noi genitori.

    Rispondi
  13. Da mamma concordo con l insegnante, ma vorrei raccontare l episodio accaduto a mia figlia in prima elementare. Un giorno gli viene affidato il compito di disegnare la casa dei suoi sogni, lei disegna, a modo suo, una villetta con porta e finestre ad arco stonate in alto. L insegnante le fa una croce in rosso su porta è finestre e le strappa il disegno…..mi chiedo come possa essere educativo questo gesto…

    Rispondi
    • L’episodio che racconti è ben differente! Questa insegnante è una deficiente e non sa fare il suo lavoro. Non si può MAI segnare un errore su un disegno! Non si può criticare, o adfirittura castrare, la fantasia e la creatività, o semplicemente una visione differente delle cose. Strappare il foglio è stato, a mio avviso, un gesto gravissimo. Ecco, questo, se è davvero successo così, sarebbe un qualcosa su cui discutere col questa sedicente insegnante! La penna rossa su un disegno! Assurdo, ignorante e completamente sbagliato, come metodod educativo… Protestate!!

      Rispondi
      • Se i genitori dovessero veramente lasciar fare e avere rispetto degli insegnanti, non dovrebbero intervenire neanche in questo caso, che è gravissimo, concordo. Come fanno i genitori a fidarsi finché avvengono queste cose?? I ragazzi sonno sempre più fragili, non possiamo trattarli come 50 anni fa. L’indelicatezza e la mancanza di rispetto nei loro confronti è la causa del bullismo ecc…!!

        Rispondi
  14. I genitori mettendo in discussione i metodi degli insegnanti lasciano credere ai loro figli che un domani diventando grandi possano fare altrettanto, magari aumentando la prevaricazione nell’ambito della scuola. Da dove nascono i nuovi bulli degli insegnanti? Chiedetevelo

    Rispondi
  15. O forse ci dovrebbe solamente essere rispetto reciproco..E mettere in conto che sono comunque bambini,con tutte le problematiche che li accompagnano ai giorni d’oggi,credo dovrebbero semplicemente essere gratificati di più…

    Rispondi
  16. Scusate, non vorrei offendere nessuno, ma non mi sembra che qualcuno è morto mai per una correzione. È stato sempre così. Ogni maestra ha il suo metodo e va rispettato. Studio pedagogia ed è vero che va esaltato un buon lavoro qualora il bambino lo faccia, ma va anche corretto e la correzione deve essere bella evidente cosicché il bambino ne prenda bene visione e se ne ricordi per le prossime volte. Il problema vero qui sono i genitori: tutelano troppo i figli e non li responsabilizzano affatto. Credete che un giorno saranno mai pronti ad affrontare il mondo se per una semplice penna rossa (o qualsiasi altro tipo di rimprovero) c’è sempre mammina che li coccola? Non penso proprio…Un giorno magari a 40 anni saranno geometri o architetti, sbagliano un calcolo, qualcuno glielo fa notare e subito corrono da mamma a piangere. Dai. Ho 21 anni e ne ho avuti molti di insegnanti rigidi e credetemi che solo quelli mi hanno saputo insegnare qualcosa, solo dei loro insegnamenti mi ricordo.
    Cerchiamo di rispettare un po’ di più la figura dell’insegnante: è lei che passa molto tempo con i nostri figli e che cerca di educarli, vediamo di contribuire, altrimenti veramente non si sa dove andremo a finire.

    Rispondi
  17. Quando ero al liceo in un compito in classe dal LATINO ho scritto nella traduzione “scielse”: due rigacce blu e due voti in meno. Un gran dispiacere e una buona dose di rabbia. Durante i più di 50 anni successivi, ogni volta che devo usare il verbo “scegliere” ho (chissà per quale motivo) la tentazione di infilarci una “i” di troppo; poi ricordo le rigacce blu ed evito l’errore. È solo un esempio, ma grazie a tutti gli insegnanti che mi hanno voluto correggere!

    Rispondi
  18. Ma di che stiamo parlando? Non vedo nulla di male nel sottolineare in rosso (il rosso non e’ un colore negativo) gli errori, io ed i miei fratelli siamo cresciuti cosi’ e non riportiamo nessun problema di autostima. Gli errori di autostima sono eventualmente da imputare ai genitori. Oggi si tende a tutelare i propri figli in modo eccessivo, facendogli credere di essere invincibili, sempre dalla parte della ragione e sopratutto sempre protetti dai genitori. Cosi’ si fa solo il male dei propri figli, che non impareranno mai a cavarsela da soli e ragionare con la propria testa. Bisognerebbe invece far capire ai figli che nessuno e’ perfetto e che gli errori servono a migliorarsi, che sbagliare e’ umano, e’ segno di normalità’. L’essere perfetto e’ invece un segno negativo…..c’e’ qualcosa che non va….magari frutto di un educazione troppo rigida, o la “perfezione” nasconde invece lacune affettive….timidezza ec.
    Se mio figlio dovesse tornare a casa con un compito corretto in rosso, io sdrammatizzo, faccio una risata e spiego a mio figlio l’errore…poi lo mando a giocare…tutto qua.

    Rispondi
  19. Certo la lamentela della correzione con la penna rossa è una esagerazione o una strumentalizzazione e mi sembra che si voglia anche colpevolizzare i genitori di proteggere i propri figli. Secondo la mia opinione credo che la scuola sia molto cambiata negli ultimi anni, si chiede sempre di più ai bambini soprattutto in corrispondenza delle prove invalsi. Si pretende una standardizzazione ma non si tiene più conto che i bambini così piccoli abbiano dei propri ritmi e sono tutti diversi. Se un bambino non rientra nello standard o viene mortificato o ha qualche problema legato all’apprendimento o ha qualche disturbo dell’attenzione.
    Siamo arrivati a questo punto, hanno tante ore di scuola, compiti a casa e poco tempo per giocare, questa è la scuola dei test a crocette.
    Credo che tutte le maestre, ormai il 95% nella scuola primaria, dovrebbe studiare pedagogia e capire che i tempi sono cambiati.

    Rispondi
    • Io non ho esperienze dirette con la scuola di questi tempi, ma non capisco, quando leggo che i tempi sono cambiati e che adesso per i bambini è più difficile di prima, a cosa vi riferiate. Lei ad esempio scrive che molti bambini hanno difficoltà a stare dietro al programma.. Inevitabilmente mi viene da domandarmi se, quindi, sia drasticamente calato il qi dei giovani di oggi rispetto a quelli di qualche anno fa, che sono più preparati, hanno una cultura migliore e basi più solide per quanto riguarda la conoscenza della lingua e della storia del nostro paese. Vedo ragazzini delle superiori che non riescono a coniugare un verbo, se ci si allontana dal presente, o a scrivere correttamente termini più inusuali. Non è che, al contrario, essendo cresciuti sotto ad una campana di vetro sono rimasti un po’ indietro e un po’ in ritardo rispetto a ciò che sarebbe normale? Quindi per colpa di genitori troppo chiocce e non degli insegnanti?

      Rispondi
  20. Giusto segnalare gli errori da parte degli insegnanti, rispettando la sensibilità dei bambini. Ci vuole molta pazienza al fine di fare un buon lavoro di insegnante rispettando le individualità degli alunni. I genitori hanno il ruolo di educatori emotivi e quindi di segnalare agli insegnanti quello che magari loro non vedono, sempre in un ottica di collaborazione….credo che dire che si è sempre fatto così sia sbagliato, se si può migliore ottenendo migliori risultati ben venga…cerchiamo di crescere figli migliori di come siamo noi, più forti.

    Rispondi
  21. Mi scontro ogniente giorno ci genitori saccenti e maleducati che vorrebbero insegnarmi come svolgere la mia, ormai, venticinquennale professione…
    Sono tutto piu’ preparati e intelligenti di me che nonostante una laurea ed un master, a cinquant’ anni, credo di aver sbagliato mestiere…

    Rispondi
  22. Viva gli errori corretti con la penna rossa!! Sono la mamma di un bambino di terza elementare che,ahimè, ha beccato solo insegnanti di italiano che non amano le correzioni vistose…..risultato: mio figlio ancora Non sa scrivere e non riconosce l errore! Lasciateli lavorare questi insegnanti e soprattutto è fondamentale che vengano corretti quando sbagliano!

    Rispondi
  23. Da istruttrice di minibasket vi posso garantire che siamo arrivati al punto che oggi bisogna prima istruire i genitori , prima di poter fare il nostro lavoro con i figli…..e bensì che loro a scuola sono già stati….uno sport….l avranno già fatto…e noi eravamo fortunatissimi…. Abbiamo studiato la così abbandonata educazione civica che applicata alle direttive ed educative relazioni di dialogo con i familiari…( cosa che non esiste più) riuscivamo ad essere più civili, diligenti….e rispettosi verso gli altri……posso garantire che a noi ci preme lo sviluppo delle capacità del bambino e la loro serenità…. Non facciamo tutta un erba un fascio….

    Rispondi
  24. Un tempo i figli erano seguiti meno e meglio. Oggi sono seguiti troppo e male…Lasciamo anchi di dovere svolgere il proprio lavoro, per i nostri figli dobbiamo desiderare il meglio. Lasciamo nel dimenticatoio ignoranza e maleducazione!

    Rispondi
  25. Classe quinta: ho corretto fino a marzo in nero a nessuno interessavano gli errori, neanche la correzione e men che mai la firma!!! Sono passata al rosso idem…ma mi sono sbagliata di dire ad un alunno che aveva il mal di pancia da verifica e adesso il dottore parla di psicologo, appuntamento dal dirigente senza che lo sapessi!!! Dopo 30 anni di insegnamento ringrazio per gli altri 15 che mi spettano!!

    Rispondi
  26. suggerisco questo tipo di risposta:
    “signora, io devo adottare metodi correttivi standard, per fare diversamente devo avere un permesso speciale dai miei superiori. Sto studiando il problema perché la mamma di un allievo daltonico mi ha detto che suo figlio non vede il rosso e quindi non capisce quando gli segnalo un errore. Concordi con il rappresentante dei genitori perché nel prossimo C.d.C. si tratti l’argomento”.
    Colleghi, per consolarvi pensate al padre di quello studente: chissà quante volte la moglie lo contraddirà davanti al figlio e quanto questo lo farà sentire insicuro. Qualora il padre si ribellasse troverebbe la serratura cambiata e una valigia sulla porta piena della sua biancheria.

    Rispondi
  27. https://youtu.be/JaebZD6r5zs

    Con tanti commenti eruditi che riprendono addirittura l’ortografia su questi commenti…nu se po’. Continuate così….L’errore se pensate che vada evidenziato con la penna rossa magari accompagnato da un sonoro scapaccione sulla testa per vedere se capisce meglio ci colloca ancora più indietro nel tempo con certi modelli. Non sta a me dire cosa sia meglio o peggio le indicazioni li danno i maggiori studi sull’apprendimento. Mettetevi un po’ in discussione senza ergervi da paladini e provate a fare in maniera diversa. Quella mamma potrebbe aver sbagliato (da quello che si descrive c’è l’intento di farla passare negativamente) ma in questi contesti educativi non si educa …. al massimo si istruisce.

    Rispondi
  28. Insegnanti frustrati e boriosi, con nozioni pedagogiche pari allo zero , mancate di autorità non per colpa dei genitori ma per la vostra incompetenza nel sapervi relazionare con i bambini , rigurgitate tutta la vostra incapacità ricoprendo il vostro ruolo con atteggiamenti arroganti come vecchie cariatidi impolverate , la stima e l’autorità vanno di pari passo e si costruisca a fatica, nulla vi è dovuto! quando tornerete a svolgere questo lavoro con l’amore ed il rispetto che merita forse tornerete ad essere amati e rispettati!

    Rispondi

Lascia un commento