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Antony Hamilton è uno scrittore famoso, uno che delle parole ha fatto il suo mestiere. E con grande successo.

È curioso pensare allora che Antony, autore di The Autobiography of a Strong Child, da bambino soffriva proprio di dislessia, un disturbo che crea problemi nella lettura, nella pronuncia delle parole, nella scrittura soprattutto a mano e nella comprensione di testi.

non sapeva leggere

La storia curiosa di Antony Hamilton però non si ferma al fatto che da bambino era dislessico e da grande è diventato uno scrittore di successo.

Antony si vergognava molto del suo disturbo, era umiliante leggere in classe, i compagni lo prendevano in giro e una volta lo fece anche un professore, mettendolo alla gogna davanti a tutta la classe. Antony non ha mai scordato quel momento, ma un bel giorno si è preso la sua rivincita.

Antony Hamilton racconta che da piccolo non riusciva a leggere bene, quando toccava a lui farlo a voce alta si vergognava tantissimo. Non aveva ancora capito che il compito della scuola è quello di aiutare i ragazzi, e probabilmente non lo aveva capito neanche il signor Creech, il suo professore di inglese, che un giorno gli chiese di leggere un brano davanti a tutta la classe. Antony aveva 13 anni, ci provò, ma fece sbellicare dalle risate i suoi compagni.

All’età di 41anni, mentre aspettava il volo per tornare in Texas dalla sua famiglia, incontrò il suo vecchio professore al bar dell’aeroporto. Si avvicinò per offrire da bere al professor Creech, che all’inizio non lo riconobbe.

“Mi chiamo Anthony Hamilton, facevo la quarta elementare”.

L’espressione sul volto dell’insegnante, a quel punto, fece capire a Antony che non soltanto l’aveva riconosciuto, ma si era ricordato di quella volta che lo aveva umiliato davanti a tutta la classe. Allora aveva rincarato la dose.

“Sono contento di averla rivista signor Creech e voglio darle una bella notizia. Non solo ho imparato a leggere, sono diventato uno scrittore! La prossima volta che avrà in classe un altro Anthony Hamilton, gli insegni a leggere”.

Possiamo soltanto immaginare la figura che fece il professor Creech, appollaiato sullo sgabello del bar dell’aeroporto, perché Antony prese da bere e se ne andò con un sorriso soddisfatto e con la sua rivincita in tasca.