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Quando si parla di scuola, purtroppo, si finisce spesso di parlare di bullismo. Questo infatti è una piaga sociale che difficilmente si riesce a placare, nonostante tutti i tentativi di debellare questo pernicioso fenomeno.

Esistono varie forme di bullismo. Spesso si tende ad immaginare solo quello fisico e violento, ma il bullismo si concretizza anche nella forma verbale. Per contrastare questo fenomeno prende vita un’interessante iniziativa presso una scuola media di Pescara.

All’istituto Dante Alighieri verrà posizionato il primo “bottone scolastico antibullo” d’Italia. L’installazione è prevista per il 7 febbraio, data significativa poiché quella giornata è dedicata alla lotta nazionale contro il bullismo.

Bottone Scolastico Antibullo

Questo è un progetto da 5mila euro ancora in fase embrionale che è offerto dalla Croce Rossa. Il pulsante avrà lo scopo di segnalare le umiliazioni e gli atti di bullismo subiti. Premendolo infatti è possibile chiedere aiuto in totale anonimato aiuto. La colonnina è collegata al 114, ovvero il numero d’emergenza per l’infanzia. Gli studenti verranno istruiti per utilizzare la colonnina in modo responsabile e corretto.

Il pulsante è molto importante: gli addetti ai lavori infatti riferiscono che chi chiama il telefono azzurro molte volte si limita a piangere o respirare forte, per poi riattaccare.

La Croce Rossa Italiana locale ha scritto su Facebook: «La colonnina è un piccolo dono che abbiamo pensato di fare alla comunità e alla gioventù di Spoltore per celebrare significativamente il quinto anniversario della nostra fondazione. Una comunità che impara a essere resiliente diventa più forte e inclusiva»

L’iniziativa comunque già è stata accolta con fermento, tant’è che Pierluigi Parisi, presidente della Croce Rossa di Spoltore, ha dichiarato: «Sono stato già contattato da un’azienda di Roma che vuole realizzare un’app per Android e Ios per la sicurezza, che si ispira al nostro progetto. Lo stesso stanno facendo numerosi comitati della Croce rossa e associazioni nazionali. Il nostro è insomma un dono che speriamo di poter replicare in altre scuole, non ci dispiacerebbe affatto essere ‘copiati’: la salute psicofisica dei nostri ragazzi viene prima di tutto».