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In un futuro davvero prossimo, potrà non essere un’eccezione che la scuola come la si è sempre vista e concepita vada in pensione.

La tendenza, infatti, propone una visione totalmente nuova ove i libri e le aule scompaiono.

NUOVE SCUOLE vs VECCHIA CONCEZIONE

Nel nostro paese, infatti, sempre più istituiti stando adeguandosi a quelli che sono i cambiamenti che sta vivendo la nostra società.

Da un lato la scuola tradizionale, quella che appartiene all’iconica tradizionale dell’immaginario collettivo si dibatte tra mancanza di fondi, cronico precariato, e con i risaputi problemi delle supplenze.

Dall’altro vi sono istituti all’avanguardia che abbracciano una nuova concezione che si basa su appunti personalizzati e autoprodotti al posto dei classici manuali e che si impernia in una didattica su un orario stravolto, che propone un insolito arredamento e che prevede “bocciature con credito”.

nuove scuole

LA CLASSE CAPOVOLTA

La classe capovolta è un’onda silenziosa che sempre più sta ponendosi all’attenzione di una nuova tematica di insegnamento. Non per nulla, esiste addirittura una vera e propria rete, la Flipnet, che vede associati numerosi docenti che applicano questa nuova tendenza.

In pratica, questi docenti abbattono una sorta di muro che si è creato nella visione classica della classe, creando una struttura che prevede lezioni frontali, cancellazione della divisione delle aule in base all’età e del tradizionale orario.

Pare più che ovvio che la scuola italiana abbia necessità di ritrovare un assetto più consono a quelle che sono le effettive esigenze, e di come sia necessario scardinare un opprimente status burocratico ove imperano decreti, riforme e circolari. In pratica, necessita un vero e proprio cambiamento di rotta.

Tuttavia, è innegabile che si ha la netta sensazione di essere nel bel mezzo di un cantiere che si sta evolvendo giorno per giorno.

Nuovi panorami e nuove metodologie che sfociano in una metodologia di un insegnamento che è fortemente innovativa e che sempre più si sta trasformando in un vero e proprio movimento di insegnati.

LA DIDATTICA DEL FUTURO

Certamente uno dei principali meriti da riconoscere a questo movimento innovativo è quello di aver risvegliato l’attenzione su quelle che potrebbero essere le modalità future da applicare in una rivoluzionaria didattica.

Seppure meritevole di attenzione, il movimento innovativo che si sta sviluppando sembra tuttavia non indicare in maniera esaustiva in che direzione procedere in tema di didattica futura. Di certo, anche se è un problema, il tutto non può esaurirsi su come e dove svolgere le lezioni a scuola.

Anche se l’ambiente ha la sua funzione, non è, di certo, che sconvolgendo l’arredo si possa credere veramente di rivoluzionare la didattica. Pensare di eliminare i compiti, le interrogazioni come pure far diventare i voti come fossero dei livelli da superare in un videogame, vorrebbe dire essere fin troppo semplicistici.

Che vi sia una spaccatura tra la scuola e il mondo e che sussiste una mancanza di sincronia tra insegnati e alunni è cosa nota. Ma, tradizionale e stupida abitudine del tutto italiana è quella di non saper pensare con la propria testa. Si è sempre nell’affannosa ricerca di trovare all’estero risposte ai propri dilemmi, scordando, poi, che le applicazioni devono trovare un terreno adeguato.

Già in passato, e la storia dovrebbe insegnare qualcosa anche al corpo insegnante, sono stati presi modelli che andavano bene in un determinato paese ma che si sono rilevati inadeguati nel nostro.

Che sia necessario un cambiamento radicale nella scuola è vero, ma oltre che all’ambiente e al credere nei quiz o nei giochi che vanno bene in televisione o alle fiere di paese, sarebbe più che mai opportuno ricordare a certi docenti che loro compito principale è insegnare ed educare, cosa che indiscutibilmente è assai faticosa, e che l’istruzione è sempre stata il reale motore per favorire la crescita e lo sviluppo di un cittadino.