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Son un’insegnante della Scuola Primaria Statale, abito e lavoro in un piccolo paese della provincia di Varese. Insegno da dieci anni. Amo il mio lavoro e, nonostante tutte le vicissitudini burocratiche che hanno invaso la Scuola negli ultimi anni, quando suona la campanella e “ loro” arrivano, sono contenta di esercitare questa Professione.

Non è sempre stato così: ho lavorato per quasi un ventennio in un grande centro commerciale, mentre aspettavo lo scorrere delle graduatorie.

Quel lavoro mi ha permesso non solo di poter vivere dignitosamente insieme alla mia famiglia ma anche di imparare sulla mia pelle che lavorare è faticoso, che richiede collaborazione e rispetto tra tutte le parti coinvolte.

Diventare insegnante è stato per me motivo di orgoglio e non ho dimenticato tutto ciò che la vita mi ha insegnato.

I bambini stanno a scuola fin anche ad otto ore e mezza: per assurdo passano più tempo con noi che con le loro famiglie. Tenendo conto di tutti i principi didattici ovviamente validi, spetta anche a noi docenti mettere l’Educazione al primo posto: rispetto per se stessi, per gli altri, per il proprio materiale e quello altrui e per l’ambiente in cui si vive.

Una delle attività che ho scoperto essere un valido elemento educativo è la pulizia della propria aula e del proprio setting di lavoro. Sono la prima tra tutti ad avere la cattedra coperta di libri, fotocopie, penne e qualche carta di caramelle… ma quando finisco il mio turno di lavoro metto in ordine per chi arriva dopo di me. Mi sembra corretto.

pulizia-della-propria-aula

Cerco di trasmettere lo stesso comportamento ai miei bambini fin dalla prima classe. Lavorare in una situazione organizzata e pulita aumenta la concentrazione.

Ho imparato nel tempo e anche “rubato” questa tecnica a colleghi, giovani e meno giovani e… tutto sommato funziona!

Non inizio mai una lezione se prima non si sistema la zona di lavoro. Lo rispiego sempre, perché è bene ricordarlo spesso… I ragazzi tentano di tenere nel sottobanco i libri divisi dai quaderni. Sistemano quelli usati nelle ore precedenti e preparano il materiale che serve nell’ora successiva. Mettono al loro posto negli astucci le matite, le penne disseminate ovunque.

Nelle ore di Arte e Immagine stendono giornali sui banchi per evitare di sporcare con tempere o acquerelli (giornali che ci vengono regalati dai genitori).

Durante l’intervallo cercano di mangiare prima da seduti la merenda e di gettare i rifiuti negli appositi contenitori del Progetto Comunale per la raccolta differenziata.

Si esce poi a giocare e siamo fortunati: abitiamo in un piccolo paesino di provincia e abbiamo un bel giardino a scuola, dove però capita di sporcare le scarpe…e allora, prima di rientrare, tutti devono pulire il più possibile le suole.

Temperini da svuotare, acqua o succhi che escono dalle bottigliette tappate male fino a che non si è abbastanza grandi o bravi ad avvitare bene i tappi.

La biblioteca di classe è un piccolo scaffale di 80 cm circa ma i libri sono preziosi per tutti, quindi non solo si tiene a posto ma si sistema periodicamente.

Alla fine della lezione si raccolgono i pezzettini di carta caduti, si raccolgono gomme, pastelli e penne. Se non si sa a chi appartengono si mettono nella Scatola del Riciclo, in modo da farli ritrovare al proprietario o di metterli a disposizione di chi ne avrà bisogno.

Se proprio necessario ci si fa prestare un panno umido e una scopa, stando attenti al contatto con il detergente ovviamente.

Anche durante la mensa cerchiamo di mettere in atto il più possibile i nostri comportamenti “green”. E mentre si riordina e si pulisce ci si diverte: i bambini fanno a gara per raccogliere più in fretta le cose, per avere guanti e sacchetti con cui raccogliere qualche rifiuto in cortile o per andare dai bidelli a chiedere la scopa!

Tutti, indistintamente ed in modo inclusivo, imparano man mano, con questi piccoli accorgimenti, ad essere bambini che saranno poi adulti rispettosi e responsabili.

Infine, ma non ultimo per importanza, nasce il rispetto anche per il lavoro del personale ausiliario e, perché no, anche per quello delle mamme e dei papà, quando si torna a casa.

A proposito dei genitori: nessun genitore dei miei alunni ha mai espresso parere contrario a questo tipo di obiettivo, anzi, molti di loro credo proprio che apprezzino. Certo è che il personale ATA ha comunque il suo bel da fare, ma noi sviluppiamo così un obiettivo educativo molto importante per la nostra “missione” e i genitori collaborano con noi da sempre per attuarlo.

Scrivo “nostra” perché, per fortuna, non sono l’unica insegnante (tra l’altro anche mamma) che educa all’ordine, alla pulizia e al rispetto dell’ambiente. Credetemi, bando ai luoghi comuni, siamo in tanti, nel nostro Plesso, nel nostro Istituto Comprensivo, e credo proprio anche in Italia!

Gloriana Pintini, insegnante