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Il Ministro Bussetti ha definitivamente lasciato il testimone a Lorenzo Fioramonti, diventando dunque il nuovo ministro dell’Istruzione. Il neo-ministro si è subito rimboccato le maniche, pronto ad affrontare tutte le criticità che coinvolgono il mondo dell’istruzione.

Neo Ministro Fioramonti

Fioramonti quindi spiega quali sono queste problematiche: «L’insicurezza di troppi edifici, la carta igienica portata da casa, il costo dei libri. E le classi pollaio. In Italia si arriva a trenta alunni in aula, in Germania mai oltre ventuno. Credo nella scuola italiana, i suoi studenti sono ancora molto capaci e i suoi docenti eroi civili. Tutti i giorni sono chiamati a occuparsi di un sistema di una complessità intimorente. A volte non hanno la struttura adatta, sicuramente sono sottopagati. Maestri e professori devono tornare a essere persone riverite».

Interessante anche il suo punto di vista sui docenti: questi infatti dovranno ritornare ad avere il loro antico status. Il ministro poi fa il punto anche sugli studenti che “stanno perdendo l’idea dello studio collettivo, della condivisione” e continua: «Serve una didattica nuova, con più lingue e la storia non vista come una successione di guerre. La maturità? Per cinque anni non si tocca».

Fioramonti però non gode delle simpatie dell’ormai ex ministro degli interni Salvini che, anzi, lo deride. Il motivo sarebbe da ricercare nella cosiddetta “tassa sulle merendine” proposta dal nuovo ministro dell’istruzione.

Salvini al vetriolo: il leader della Lega infatti continua a gridare al complotto, dicendo che il nuovo governo non ha solide fondamenta. Dichiara: «È tornato il governino, quello delle telefonate da Parigi, Bruxelles e Berlino in cui dicono ‘si fa così’. Preferisco aspettare qualche mese e tornare al voto, senza Rousseau o i giochini di palazzo».