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Il maresciallo dei carabinieri Giuseppe Giangrande fu colpito da un colpo di pistola sparato da Luigi Preiti mentre era in servizio a Palazzo Chigi, il 28 aprile del 2013. Il militare rimase paralizzato, proprio come Manuel Bortuzzo, il 19enne nuotatore costretto sulla sedia a rotelle a causa di un colpo di pistola che gli ha provocato gravi lesioni al midollo spinale.

Carabiniere Rimasto Paralizzato

Ora Giuseppe Giangrande e sua figlia Martina hanno scritto una lettera a Manuel. Ecco cosa racconta Martina: “Giuseppe, mio padre, nel 2013 era un carabiniere, la mattina del 28 aprile si trovava a Roma a svolgere il suo servizio di servitore dello Stato davanti a Palazzo Chigi, nel giorno dell’insediamento del governo Letta. Un uomo all’improvviso si mise a sparare contro i Carabinieri: colpì per primo mio padre al collo, poi continuò con gli altri. Da quel giorno la nostra vita è stata completamente stravolta. La nostra è una famiglia un po’ sgangherata che è venuta a conoscenza della tua ingiusta vicenda. Non ti abbiamo mai incontrato di persona, ma per quanto ti possa sembrare incredibile noi ci conosciamo, perché fortuna e sfortuna hanno voluto che la tua e la nostra storia fossero legate da un solo filo conduttore: trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Posso ritenermi fortunata perché mio padre è con noi: parliamo tanto e a volte litighiamo, anche se purtroppo da quel giorno è rimasto tetraplegico. Ma non importa, con la forza di volontà e la tenacia che ha avuto sin dall’inizio, da buon carabiniere, è riuscito a superare dei momenti durissimi che pochi possono comprendere. Sono certa che tu puoi capire a cosa ci riferiamo“.

La lettera continua:Non siamo qui a chiederti o a insegnarti nulla, perché anche tu sin dall’inizio ti sei dimostrato un guerriero, non ti sei buttato giù più del consentito e sei riuscito a vedere il rovescio della medaglia: siamo estremamente contenti e fieri di questo tuo atteggiamento super positivo, ma da uno sportivo come te non potevamo aspettarci niente di diverso. La strada sarà indubbiamente lunga e anche tortuosa, ci saranno giorni belli e brutti, ma tutto servirà a far sì che tu possa rinascere come una fenice e ricominciare una vita nuova e forse anche più bella. Non pensare che lo sport non sarà più parte di te, crediamo che anche se in modo diverso troverai un’altra strada per far parte di quel mondo. Hai la fortuna di avere una famiglia splendida che ti starà sempre vicino, una famiglia che farà a sua volta sacrifici: per questo meritano un ringraziamento speciale. Noi abbiamo avuto il supporto dell’Arma che non ci ha mai lasciato soli e ci ha supportato in tutto e per tutto. Ricorda Manuel, potrai fare tutto quello che vorrai, perché le barriere ce le creiamo solamente noi nella nostra testa, ma possiamo fare tutto: basta volerlo ed essere sostenuti dalle persone che ci vogliono bene. Un abbraccio speciale”.

Manuel Bortuzzo è stato raggiunto da un colpo di pistola mentre si trovava davanti a un pub di piazza Eschilo, quartiere Axa di Roma, il 3 febbraio 2019. Gli aggressori, accusati di tentato omicidio, sono Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano. Poche ore dopo il fatto, i medici del San Camillo hanno resa ufficiale la diagnosi: “Il nostro intervento è consistito in una decompressione del midollo ma nonostante ciò il midollo spinale non conduce. Abbiamo fatto uno studio bioelettrico della conducibilità midollare e c’ è una lesione del midollo completa. Non c’è quindi possibilità di riacquistare mobilità delle gambe“.

Ora Manuel sta facendo riabilitazione alla Fondazione Santa Lucia, circondato dall’affetto del padre Franco e di tutto il mondo del nuoto italiano.