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La parte di me che da studentessa ha incontrato un professore di chimica talmente incapace da mettere in crisi la professoressa che mi dava ripetizioni di chimica (“Margheri’, io ti dico le cose come le vuole sentire lui, ma tu promettimi che non farai mai chimica all’università”), una professoressa di storia e filosofia che non aveva la più pallida idea di cosa stava dicendo (“Voi cosa pensate che significhi l’eterno ritorno di Nietzsche? La risposta è ciò che trovate in voi stessi”) e che premiava gli studenti sulla base di un lessico il più improbabile e arcaico possibile (“E dunque per un coacervo di motivazioni Churchill determinò il convincimento che col ferro e col sangue si salvasse la nazione”), una professoressa che ha messo in serio pericolo la sicurezza personale di alcuni studenti con giochini psicologici idioti (“D’accordo, il vostro compagno con seri disturbi della personalità va fuori dalla classe, voi mi dite tre pregi e tre difetti che gli attribuite e dopo lui deve indovinare chi di voi ha detto cosa”) e un professore di religione che discriminava gli studenti in base ai loro credi religiosi e orientamenti sessuali (“Perché benedire significa ‘dire bene’ e, sì, quando verrà il tempo omosessuali e miscredenti bruceranno finalmente tutti all’inferno”), ecco quella parte di me dà ragione all’articolo di Enrico Galiano “Cara Prof Forse Non Sei una Prof…

Però la parte di me che intende diventare insegnante e che ogni poco sente parlare di professori licenziati perché hanno ripreso un alunno, picchiati perché “avevano mancato di rispetto” a qualcuno, minacciati di denuncia se ritengono di dover requisire un cellulare… beh, quella parte di me non è tanto d’accordo.

riflessioni

Io vorrei solo che non fosse né una guerra né una caccia alle streghe.

– Da un commento di Margherita