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Purtroppo in alcune parti del mondo esistono ancora situazioni in cui le donne vengono trattate in maniera disumana. Questo è il caso della piccola Adama, una bambina guineana sulla soglia dei 3 anni. La sua sorte, come quella di altre bambine sue coetanee, è già scritta.

Salviamo Adama

La piccola infatti rischia di subire la mutilazione genitale: una pratica patriarcale che prevede la rimozione del clitoride. Questa tortura causa un male atroce nel momento in cui questa è praticata. Il dolore inoltre si protrae per settimane e si manifesta nuovamente durante ogni rapporto sessuale, ciclo o parto.

Il papà della piccola Adama, giornalista, è riuscito a fuggire in Italia dove si è procurato un permesso di soggiorno per motivi umanitari. Non è però stato in grado di ottenere ancora il ricongiungimento familiare per la moglie e la figlia.

Se la piccola dovesse rimanere ancora in Guinea il 25 aprile (data in cui compirà 3 anni) la piccola subirà la mutilazione genitale come il 97% delle sue coetanee. I genitori sono contrari a questa pratica, ma le due nonne non vogliono sentire nulla: sono pronte a farla mutilare.

piccola adama
in foto: la piccola Adama

È bene ricordare che ci sono state oltre 200 milioni di donne e ragazze mutilate ai genitali in 30 paesi. È importante dunque sensibilizzare l’opinione pubblica al riguardo: più se ne parla, prima qualcosa cambierà.

Il papà di Adama sta facendo il possibile per ricongiungersi alla famiglia, ma la pratica è veramente troppo lunga. La famiglia deve ottenere un visto turistico che gli permetterà di rimanere in Italia per 3 mesi. In questo arco temporale dovranno riuscire ad ottenere un visto permanente per non dover tornare in Guinea e subire la mutilazione.

Il papà, per salvare la propria bambina, ce la sta mettendo tutta. Gli occorrono 4mila euro per salvarla, ma riesce a guadagnarne solo 600, di cui 300 sono destinati all’uomo che gli affitta una camera senza alcun contratto.