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Rosa Maria Dell’Aria, l’insegnante di italiano di Palermo sospesa per 15 giorni dopo che in un video i suoi studenti hanno paragonato Salvini e il decreto sicurezza a Mussolini e alle leggi razziali, commenta l’accaduto: “Sono molto amareggiata perché ho dedicato la mia vita alla scuola, anzi direi che la mia vita non è altro dalla scuola, insieme alla dedizione ai ragazzi e alla soddisfazione nel vederli crescere. L’allontanarmi da loro è la ferita più grande. In qualche modo è dire che il mio lavoro è stato fatto male, orientato in altro modo“.

Salvini Accostato a Mussolini
in foto: la prof Rosa Maria Dell’Aria

La professoressa 63enne è stata allontanata dalla scuola con tanto di decurtamento del salario l’11 maggio, anche se il filmato è stato girato il 27 gennaio scorso, nella Giornata della Memoria.

Il motivo è quello di non aver controllato l’operato dei suoi ragazzi di 14 anni. Al TgR la docente ha dichiarato: “Questa decisione mi ferisce non perché io non accetti la correzione ma perché non la merito, ho sempre lavorato in questo modo, senza alcuna faziosità politica e senza alcun altro intento se non la libera discussione e la formazione del libero pensiero“.

Riguardo l’immagine del video in cui Salvini è messo a confronto con la notizia del Corriere della Sera che nel 1938 comunicava l’approvazione delle leggi razziali, la Dell’Aria ha commentato: “Quella slide è stata inserita all’ultimo momento perché non si voleva assolutamente entrare in polemica con nessuno, né c’era un orientamento politico. Il video risulta dall’opinione, dall’elaborazione che i ragazzi hanno fatto dalle letture fatte anche durante il periodo estivo. Si era parlato di diritti umani. Avranno pensato che nelle leggi razziali c’era una violazione dei diritti umani e sembrerebbe che alcuni punti del decreto sicurezza potrebbero essere lesivi di questi diritti sanciti dalla Costituzione. Nel lungo dibattito che c’è stato sin dall’inizio dell’anno scolastico, in preparazione della giornata del migrante del 3 ottobre sia per quella della memoria, sono emerse diverse opinioni. Si è discusso ma nessuno è stato represso o bloccato, perché questo è il mio modus operandi: fare in modo che i ragazzi sviluppino un loro pensiero critico, libero, che siano attenti ai fatti e che possano imparare a ragionare e a pensare. Questa è la finalità di tutto il mio lavoro“.