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scuola delle incongruenze

 

Ti dicono: “Differenzia la didattica perché ci sono gli alunni svantaggiati, i BES, i DSA; tanto i programmi canonici non esistono più“. Poi, all’esame di Stato della secondaria di primo grado ti propinano prove Invalsi uguali per tutti, con inclusi item su argomenti che non riuscirai mai a fare, neanche in una classe dei PARIOLI di 10 alunni.

 

Ti dicono “Devi attivare un percorso inclusivo“, poi in classe gli studenti diversamente abili rimangono spesso mesi senza sostegno, le ore assegnate sono sempre inferiori alle reali necessità, mancano le aule specializzate e il materiale didattico specifico.

 

Ti dicono “L’alunno è il fulcro centrale del processo di insegnamento-apprendimento“, però ti sottraggono montagne di ore, risorse ed energia dietro adempimenti burocratici inutili (verbali, riunioni, programmazioni, relazioni, progetti…) con chilometri di carta, alla faccia della spending review.

 

Ti dicono “Agli studenti non devi trasmettere solo conoscenze, devi insegnare il senso del vero, del giusto e della bello” Poi passi il tuo tempo in aule sporche, fatiscenti e mal condizionate dagli sbalzi di temperatura; tratti argomenti di Educazione alla legalità, alla Cittadinanza, all’affettività, alla Salute, all’ambiente, in una nazione governata da ladri, impostori, mafiosi, razzisti, avvelenatori.

 

Ti dicono “Bisogna programmare in team” e poi non creano occasioni di vero incontro e confronto tra colleghi, anzi alimentano un clima di divisioni e rivalità, ingiustizie, con gli stipendi da fame, contratti e percorsi di carriera differenziati, inducono alla competizione, alla corsa ad attività aggiuntive, pagate meno di un gettone di presenza, Bonus e soprattutto molto, molto MALUS.

 

Sono così nauseata da queste evidenti incongruenze che, a volte, penso che per sopravvivere in questo circo occorre non solo una buona dose di cinismo, ma anche riuscire a sdoppiare la propria personalità!

 

Giuseppina Saba, insegnante