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La 42enne Patricia Robertshaw è stata condannata per aver frodato un ente di beneficenza affermando di avere un cancro. La donna avrebbe usato dei documenti falsi per lavorare come organizzatrice di eventi presso la Yorkshire Cancer Research di Harrowgate.

Patricia Robertshaw

Ha poi ottenuto tre mesi di stipendio fingendo di doversi sottoporre a radioterapia, mentre in realtà faceva colloqui per altri impieghi utilizzando certificati di laurea fasulli. La donna avrebbe finto di avere un master in scienze e un dottorato in filosofia rilasciato dall’Università di Leeds.

Sarebbe riuscita ad intascare £ 86.833 – oltre 100mila euro – tra il settembre 2015 e il novembre 2017. E’ stata smascherata dai suoi colleghi dell’ente benefico che, dopo aver capito che i suoi certificati medici erano falsi, ne hanno scannerizzato i codici QR.

Dopo aver ammesso di essere colpevole di quattro accuse di frode e uno di falsificazione, la donna è stata condannata a quattro anni e cinque mesi di prigione.

Patricia Robertshaw, di Barrowford, nel Lancashire, aveva fatto credere sul posto di lavoro di essere malata di cancro e di stare ricevendo le cure idonee presso l’Airedale General Hospital di Bradford e il Barrowford Surgery nel Lancashire, da aprile 2016. Ha approfittato dei tre mesi di permesso da lavoro per fare domanda di assunzione presso il Manchester City Council e il Pendleside Hospice a Burnley.

Durante un precedente impiego alla Beckett University di Leeds, la donna aveva falsificato i certificati universitari di 55 studenti, costringendo di fatto l’ateneo a risarcirli con 500 sterline, dal momento che non avrebbero mai potuto impiegare le qualifiche per cui stavano studiando. L’avvocato di Patricia Robertshaw, Catherine Silverton, ha dichiarato che la donna “ha una storia di difficoltà di salute mentale e un disturbo borderline di personalità”, e che ora prova il “rimorso più profondo” per ciò che ha fatto.

Dopo la condanna le sua azioni sono state descritte dal capo della polizia per le indagini, Shane Martin, come “sorprendentemente immorali“. “Questo è il caso di frode più ripugnante che ho indagato in 25 anni di polizia. È assolutamente incomprensibile che qualcuno possa mentire sul fatto di avere una malattia così grave“, ha dichiarato.

Il commento di Arfaq Nabi, del Crown Prosecution Service, è stato: “Si trattava di una frode calcolata e senza cuore. Patricia Robertshaw ha suscitato la solidarietà dei suoi colleghi in modo totalmente freddo, sostenendo di soffrire proprio della malattia per cui l’organizzazione caritatevole stava facendo una campagna“.