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Skye Wheeler, 19enne di Camborne, in Cornovaglia, sta vivendo una situazione terribile da quando un parassita trovato nell’acqua del rubinetto è entrato nei suoi occhi e ha iniziato a “mangiarlo”.

Skye Wheeler

La mia vita è a pezzi”, ha dichiarato la ragazza. Skye è terrorizzata dal fatto che il parassita, che al momento si trova ancora inerme nel suo occhio, possa renderla cieca o addirittura ucciderla. Secondo i dottori, il microorganismo si è infilato nella sua cornea quando la ragazza aveva 14 anni, dopo aver lasciato “una goccia d’acqua” tra gli occhi e le lenti a contatto.

Skye Wheeler ha contratto un’infezione, nota come cheratite da Acanthamoeba, che è in seguito diventata sindrome da stanchezza cronica, chiamata encefalomielite mialgica (ME). La 19enne ha dichiarato al The Sun: “Nonostante anni di trattamento, ho ancora questo parassita nei miei occhi. Mi è stato detto che è dormiente. Va in questa fase per proteggersi, lo immagino arricciato come una pallina nel mio occhio. Non saremo mai in grado di dire se è morto oppure no, o quando si risveglierà, quindi devo vivere con la sensazione di non sapere mai cosa può succedermi“.

Un mese dopo aver terminato le cure per il suo problema agli occhi, Skye Wheeler ha iniziato ad avere sintomi dell’encefalomielite mialgica, una condizione incurabile, che porta estremo esaurimento, dolore, annebbiamento, capogiri e altri svariati sintomi. Racconta: “Non è semplice stanchezza: vorrei davvero che ci fosse un nome per definirla bene. A volte non ho neanche l’energia per mettermi in piedi. Oggi il mio letto è il mio mondo, il mio letto è il mio sostegno, mi ha visto attraverso infiniti giorni di dolore, stanchezza e tumulto interiore. La mia vita è stata fatta a pezzi”.

Un portavoce della ME Association, che assiste le persone affette da questa rara patologia, ha confermato: “È una malattia invisibile: quando ci vedete, potremmo non sembrare sempre malati, ma quando i nostri sintomi divampano, gli effetti sono evidenti. Ci si può sentire come influenzati, il più piccolo sforzo può farci sentire a terra, i nostri corpi sono sempre doloranti, il sonno ristoratore ci sfugge, la luce e il rumore sono intollerabili, e la ‘nebbia al cervello’ causa confusione. Non esiste cura conosciuta e nessun trattamento efficace“.