Studenti Collegati al pc 30 Ore a Settimana, Una Preside: è Impensabile, La DDI non è Una Videoconferenza

La preside del liceo scientifico Righi di Roma parla di didattica digitale integrata e dei metodi utilizzati dalle scuole francesi.

Studenti Collegati al pc

Non è una scoperta del governo francese che la didattica digitale integrata non è una videoconferenza” dichiara all’Adnkronos.

Anche noi l’anno scorso nel regolamento del piano dell’offerta formativa abbiamo stabilito il numero di ore di didattica frontale in sincrono, cioè in cui il ragazzo che sta a casa è collegato con la classe; ed in asincrono, in cui è disconnesso. Lo abbiamo valutato in base ai tempi di attenzione e concentrazione dello studente perché è impensabile poter tenere 30 ore a settimana un ragazzo collegato davanti ad un computer” prosegue.

Parla poi dell’esperienza del liceo romano: “Grazie a piattaforme in dotazione delle scuole come Google Work Space, si stabilisce fin dall’inizio quali saranno i tempi in sincrono e quali in asincrono e si caricano sulla piattaforma i lavori individuali da far fare a casa, quando i ragazzi si scollegano“.

In merito a quello che fa la classe in presenza nel momento dello scollegamento: “Non ci sono principi. E’ il docente a valutare se far fare un’esercitazione o un recupero. La spiegazione viene comunque fornita a tutti“.

Per quanto riguarda verifiche e interrogazioni: “Se la classe è in dad, cioè se sono tutti a casa, viene gestita come l’anno scorso. Altrimenti in ddi sono interrogati o fanno compiti in classe soltanto i ragazzi in presenza. Si attua un po’ di flessibilità“.

Infine, alla domanda sulla preferenza tra dad e ddi, risponde: “Io sono per la scuola in presenza ma non ad ogni costo. Anche se la dad è un ottimo paracadute, ritengo che sei ore al giorno davanti al computer non siano produttive e che la presenza sia fondamentale per i ragazzi. Ho moltissimi studenti con problemi psicologici e psichiatrici a causa dell’isolamento. L’anno scorso dirigevo un Istituto comprensivo ed avevo bambini di elementari e medie per i quali è stata fondamentale la scuola in presenza. Noi non abbiamo dormito la notte per garantirla“.

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