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Mauro Alessano, il professore di educazione fisica dell’Istituto Pacinotti di Taranto che ha salvato la vita ad uno studente colpito da infarto, racconta a Repubblica come sono andati i fatti.

Professore-Eroe

Eravamo in palestra intorno a mezzogiorno. C’erano due classi e c’eravamo io e un altro insegnante. Dopo una parte di lezione teorica, abbiamo iniziato la fase pratica. I ragazzi hanno iniziato a correre lentamente, perché era ancora riscaldamento, ma dopo 20 metri lo studente in questione si è accasciato al suolo. Io ero andato a prendere una pallina da tennis tavolo e quando sono rientrato e ho visto lo studente sul pavimento ho iniziato col collega a verificare il suo stato. Era incosciente, non aveva battito, abbiamo chiamato il 118 e poi a lo abbiamo massaggiato“.

Il massaggio cardiaco è andato avanti per 9 minuti, con l’ausilio telefonico del 118. Quando i soccorritori sono arrivati, hanno usato il defibrillatore, e il cuore dello studente ha ricominciato a battere.

Alessano rassicura: “Il ragazzo sta bene, dopo mezz’ora che sono andato a trovarlo in unità coronarica era sorridente. Quando ti trovi in situazioni del genere e hai un minimo di competenze, non puoi fare altro che dare una mano“.

Tra i tanti messaggi di stima per il docente c’è anche quello di Mario Balzanelli, presidente del 118: “Senza il massaggio cardiaco, immediato ed ininterrotto, effettuato dal prof. Mauro Alessano, dopo 3 minuti circa dall’insorgenza dell’arresto cardiaco, il cervello del giovane ragazzo di 17 anni sarebbe morto o comunque sarebbe stato gravemente devastato dalla condizione di anossia. Ma ho, contestualmente, la necessità di chiarire che se quel cuore non fosse ripartito, ugualmente, oggi non saremmo qui, tutti uniti, a festeggiare questa stupenda Vittoria della vita sulla morte. Devo, quindi, ringraziare, con orgoglio, il Sistema 118 di Taranto, intervenuto in tempi rapidissimi, che, successivamente, ha fatto ripartire quel cuore“.